Dr Gabriele Cardona

  • Fisiatra
  • Visita fisiatrica di controllo € 70
  • Visita fisiatrica € 100

Principali prestazioni offerte:

  • Visita fisiatrica
  • Studio medico

    Via D'Annunzio 1/C, Palermo

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  • Fisiotime

    via Trento 3, Trapani

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Studio medico

Via D'Annunzio 1/C, Palermo

Maggiori informazioni
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Fisiotime

via Trento 3, Trapani

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Profilo

Il Dott. Gabriele Cardona si è laureato nel 2007 in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Palermo, successivamente nel 2012 consegue la specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa presso il medesimo Ateneo. Dal 2012 al 2015 ha lavorato in qualità di Medico Fisiatra presso l'Ospedale Buccheri La Ferla di Palermo, mentre attualmente è Direttore Sanitario dello Studio Medico Fisioterapia Olimpia. Svolge attività libero professionale presso il suo Studio Privato, situato a Palermo. E' inoltre consulente Fisiatra presso lo studio Fisiotime a Trapani.

Prestazioni

  • Infiltrazioni articolari € 100
  • Laserterapia € 35
  • Onde d'urto € 60
  • Terapia manuale € 60
  • Visita domiciliare € 100
  • Visita fisiatrica € 100
  • Visita fisiatrica di controllo € 70

Patologie trattate

  • Artralgia
  • Artrosi interapofisaria
  • Borsite al gomito
  • Borsite al piede
  • Canale di guyon
  • Cervicobrachialgia da ernia discale
  • Distorsione del ginocchio
  • Dolore al coccige
  • Dolore al ginocchio
  • Dolore al tallone
  • Dolore alla spalla
  • Dolore alle anche
  • Dolori al collo
  • Dolori articolari
  • Dolori muscolari
  • Gotta
  • Infiammazione muscolare
  • Lesioni del tendine
  • Lesioni muscolari
  • Lussazione gomito
  • Lussazione spalla
  • Lussazioni
  • Neuropatia del pudendo
  • Patologie della colonna vertebrale
  • Periartrite della spalla
  • Periartrite scapolo omerale
  • Pubalgia
  • Sindrome da conflitto sub acromiale
Vedi tutte le patologie trattate

Istruzione e Formazione

  • Laurea in Medicina e Chirurgia presso Università Degli Studi di Palermo in data 28/03/07
  • Specializzazione in Medicina fisica e riabilitativa presso Università Degli Studi di Palermo in data 16/04/12
Altre Informazioni

E' stato inoltre consulente fisiatra presso l'ASL di Palermo.

Pubblicazioni

  • La riabilitazione dello sportivo con lesione muscolare di I grado arto inferiore - EUR MED PHYS 2009;45 (Suppl. 1 to No. 3)
  • Introduzione Le lesioni muscolari acute sono di frequente riscontro in tutte le discipline sportive, anche se spesso sottostimate dallo stesso atleta, con una incidenza calcolata tra il 10 e il 30% di tutti i traumi da sport1. In particolare la lesione si verifica con maggiore frequenza a cari- co dei muscoli flessori ed estensori del ginocchio. Sono stati identificati numerosi fattori capaci di favorirne la com- parsa; tra questi, particolare valore può essere attribuito allo scarso allenamento, ad un inadeguato riscaldamento prima della gara o ad un’eccessiva fatica che non consente di eseguire movimenti ben coordinati. Non vanno poi dimenticati fattori esterni in grado di con- dizionare negativamente la dinamica muscolare, quali ad esempio le situazioni climatico-ambientali sfavorevoli (elevata umidità e bassa temperatura esterna) ma anche terreni di gioco che non consentono un’adeguata aderenza al suolo provocando l’esecuzione di movi- menti non corretti, ecc. Riguardo la diversa localizzazione delle lesioni muscolari, che sono definite dirette ed indirette, si deve precisare che, pur nella varietà delle sedi interessate, l’azione contusiva si esplica preferibil- mente sul ventre muscolare. Per contro, nelle modalità traumatiche indirette, la via lesiva si estrinseca più spesso in prossimità della giunzione muscolo-tendinea.Il trattamento deve rispettare i tempi di guarigione biologica det- tati dal processo di riparazione favorendo la “restituito ad integrum” anatomica del tessuto lesionato e mirare successivamente al recupe- ro dell’escursione articolare, della forza e dell’estensibilità al fine di evitare le frequenti recidive. Per il controllo dell’emorragia, della tumefazione e dell’algia durante i primi giorni seguenti il trauma si fa ricorso al programma RICE (riposo, ghiaccio, compressione ed elevazione)3. Una leggera attività muscolare, al fine di prevenire l’atrofia e pro- muovere la guarigione, deve essere iniziata già dopo la prima setti- mana mediante l’esecuzione di contrazioni isometriche submassimali. L’uso della terapia fisica durante queste fasi è utile per accelerare i tempi di guarigione anatomica e favorire il recupero funzionale; tra le forme più indicate vi sono il laserCO2, gli ultrasuoni e il trasferi- mento energetico capacitivo e resistivo4. Con il miglioramento del dolore e della forza, l’esercizio terapeu- tico va continuato con contrazioni di tipo isotonico che verranno svolte mediante l’utilizzo di piccoli pesi o di resitenze elastiche; le fasi finali, per favorire il rinforzo muscolare prima del ritorno dell’a- tleta alla sua attività, vengono focalizzate sull’esecuzione di esercizi di tipo isocinetico5,6. Lo stretching per evitare la perdita di estensibilità è una parte fondamentale nel trattamento di questo tipo di lesioni; un allunga- mento attivo cauto viene utilizzato inizialmente per raggiungerne poi uno passivo statico fin dove concesso dal dolore.
Lingue parlate
  • italiano
Enti e società scientifiche
  • 
Abilitazione
  • Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri n. 13879 iscritto il 31/07/07