9 dicembre 2014

L'epidemia sottovalutata dall'Europa: nuovi casi di Aids in aumento negli ultimi anni.

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L'epidemia sottovalutata dall'Europa: nuovi casi di Aids in aumento negli ultimi anni.

La battaglia contro l'Hiv in Europa sembrava vinta ma, stando almeno ai dati delle ultime statistiche, non sembra esattamente così. Nell'arco del 2013 i nuovi casi registrati nel Vecchio Continente sono stati circa 136 mila, e si tratta del dato più alto mai rilevato. Soffermandoci sull'Italia, le nuove diagnosi del virus sono state circa 3600, con un notevole aumento in particolare fra i più giovani.

Ad oggi, dunque, l'Aids appare un'epidemia che è stata sottovalutata, più che sconfitta, anche perché oltre l'80% dei nuovi contagi avviene in seguito a rapporti sessuali senza protezione. Questo dimostra che le politiche impostate dall'Europa per contrastare il virus sono sostanzialmente fallite, soprattutto nell'Est europeo dove il tasso di infezione è fra i più elevati sul pianeta. I dati forniti dall'Oms Europa (l'ufficio europeo dell'"Organizzazione Mondiale della Sanità"), inoltre, ci dicono che i nuovi pazienti in tutto il Continente (compresa anche la Russia) sono aumentati nel giro di dieci anni dell'80%.

La causa principale dell'aumento del numero di casi è la difficoltà da parte delle campagne informative di raggiungere le aree della popolazione più a rischio, in particolare tossicodipendenti e omosessuali. Questi ultimi, infatti, rappresentano più del 40% dei soggetti infetti. Al momento attuale i picchi dell'epidemia a livello globale sono localizzati nell'est Europa, appunto, e nell'Asia centrale, dove addirittura c'è una minore possibilità di accedere alle cure rispetto all'Africa. A sottolineare questo aspetto è Alessandra Cerioli, che ricopre la carica di presidente della Lila, "Lega Italiana per la Lotta all'Aids", la quale afferma che questa lacuna ha portato ad un incremento dei casi esponenziale.

In tutta Europa, l'80,7% dei nuovi contagi è dovuto, come detto, a rapporti sessuali privi di protezione. Questa percentuale è addirittura più alta in Italia, dove raggiunge l'84% e la maggioranza dei nuovi contagiati sono giovanissimi. Un segno inequivocabile che è stata abbassata la guardia nei confronti di una malattia che dal 1981, anno della sua scoperta, ad oggi ha fatto oltre 40 milioni di vittime. Di fatto l'Aids rimane l'emergenza sanitaria più grande dell'ultimo trentennio, a dispetto dell'efficacia delle terapie e dei trattamenti.

Il problema è il calo di attenzione nei confronti della malattia, dovuta ad una presunta minor pericolosità dell'Aids, proprio per via dell'efficacia delle terapie messe a punto. A ciò si mescolano false convinzioni piuttosto diffuse, come ad esempio quella secondo cui gli eterosessuali sarebbero al riparo poiché categoria non a rischio. Un retaggio dovuto alla definizione che venne data dell'Aids al momento della sua comparsa, quando fu bollata come "cancro dei gay" e perciò ritenuta una malattia in grado di colpire soltanto gli omosessuali.

E questa non è l'unica leggenda metropolitana sull'Aids sopravvissuta a oltre trent'anni di campagne informative: milioni di persone, circa il 10% degli italiani, ritengono che il virus possa essere trasmesso anche dalla puntura di una zanzara e un altro 10% è convinto che la modalità di trasmissione maggiormente diffusa sia lo scambio di siringhe. Insomma, alla base dell'incremento di nuovi contagi non c'è un aumento della pericolosità del virus ma, piuttosto, una disinformazione e una bassissima attenzione mediatica nei confronti di questa patologia che continua a proliferare.

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