24 aprile 2013

Dimetilamilamina negli integratori alimentari: rischi per il cuore

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Dimetilamilamina negli integratori alimentari: rischi per il cuore

Recenti studi hanno dimostrato che in numerosi prodotti contenenti sostanze integrative per l’alimentazione degli sportivi e per coloro che intendono sottoporsi a diete dimagranti è presente una sostanza che può causare diversi problemi di natura cardiovascolare. Centro delle osservazioni è la presenza della dimetilamilamina, conosciuta più comunemente come dmaa, un derivato dell’olio di geranio che può causare infarti, ipertensione, respiro corto e che aumenta la sua nocività se assunta insieme ad alimenti che contengono caffeina.

Le segnalazioni dei consumatori relative all’utilizzo di integratori che includono la dmaa fra gli elementi che li compongono sono più di 80, e riguardano il verificarsi di malattie e in alcuni casi perfino di decessi. È per questo motivo che negli USA è stato immediatamente lanciato l’allarme da parte della Food and Drug Administration (Fda), che ha posto il divieto alle aziende farmaceutiche di mettere in commercio i prodotti contenente la dimetilamilamina. Questo divieto in realtà era già stato formulato dalla World Anti-Doping Agency (Wada), che nel 2009 aveva impedito l’utilizzo di tale sostanza.

Tuttavia, la dmaa continua a circolare in Italia e in Europa anche perché presente in vari prodotti sotto denominazioni diverse. Olio di geranio, metilexanamina, penilamina, geranamina, fortano sono solo alcuni dei nomi che si possono riferire alla dimetilamilamina e attraverso cui è possibile quindi individuare, fra l’elenco degli ingredienti presenti all’interno degli integratori, la tanto dibattuta e pericolosa sostanza.

L’allerta integratori del resto non riguarda unicamente questo caso: altre ricerche effettuate hanno infatti rilevato la presenza di sostanze nocive anche in alcuni prodotti di origine vegetale. Sotto accusa questa volta l’alchilbenzene, che aumenta le probabilità di contrarre il cancro al fegato.

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