6 maggio 2015

La voce e il battito cardiaco della mamma aiutano la crescita del cervello dei bimbi prematuri

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La voce e il battito cardiaco della mamma aiutano la crescita del cervello dei bimbi prematuri

La voce e il battito del cuore della madre stimolano in modo decisivo la crescita del cervello nei bimbi nati prematuramente. Lo afferma uno studio condotto dai ricercatori del Brigham and Women’s Hospital di Boston, il quale è stato recentemente pubblicato all'interno della prestigiosa rivista di settore PNAS. I risultati di questa ricerca sono considerati assolutamente straordinari, tanto da essere ritenuti decisivi dagli addetti ai lavori e tali da poter presto mutare il modo di relazionarsi coi bambini nati prima del termine.
Va ricordato intanto come in base alla definizione che è stata rilasciata dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per bimbi prematuri vengano considerati tutti quelli nati tra la ventiduesima e la trentasettesima settimana completa di gestazione. Il problema maggiore per tutti questi bambini è quello derivante dalla difficoltà di respirazione, un difetto il quale trae origine dal fatto che le cellule dei polmoni non sono ancora andate a definitiva maturazione. Un processo, quello della maturazione delle cellule respiratorie, il quale avviene peraltro senza soluzione di continuità, giorno per giorno. Va anche ricordato che una nascita avvenuta in maniera troppo anticipata si porta dietro come logica conseguenza una lunga serie di problemi accessori. Tra i quali spicca la possibilità di un anomalo sviluppo della capacità cognitiva, oltre alla possibile insorgenza della disabilità
Per cercare di ovviare alle problematiche in questione e con il preciso obiettivo di portare a naturale compimento anche la maturazione cerebrale dei piccoli interessati, gli scienziati della struttura ospedaliera statunitense hanno deciso di esporre quaranta bimbi prematuri, nati tra otto e quindici settimane prima del termine, all’ascolto di battito cardiaco e voce della propria mamma. Una procedura che è stata resa possibile grazie all'installazione di altoparlanti all’interno delle piccole incubatrici, verso i quali erano indirizzati i suoni registrati in precedenza. Una cura di tre ore giornaliere proposta insieme al contatto con la madre, che ha dato ben presto le risultanze sperate dai ricercatori.
Dalle analisi che sono state condotte dopo la prova, è infatti emerso che i piccoli i quali erano stati sottoposti al test, differentemente da quelli sottoposti invece alle consuete cure, evidenziavano uno sviluppo molto superiore della corteccia cerebrale uditiva
Secondo la rivista PNAS, che ha pubblicato in bella evidenza il report del Brigham and Woman's Hospital di Boston, le risultanze della ricerca potrebbero rivelarsi un notevolissimo impulso per tutti quei genitori e specialisti che sono chiamati ad occuparsi dei bambini prematuri, dando di conseguenza un decisivo aiuto nella prevenzione dei problemi relativi allo sviluppo cognitivo.

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