9 marzo 2015

Malattie cardiovascolari: una nuova strada verrà tracciata dai nano-droni

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Malattie cardiovascolari: una nuova strada verrà tracciata dai nano-droni

Dalla Columbia University di New York arriva una notizia che potrebbe rivoluzionare la cura delle malattie cardiovascolari. Il gruppo di ricercatori che ha condotto lo studio è riuscito nell'intento di progettare dei nano-droni, la cui funzionalità sarebbe quella di veicolare i farmaci attraverso la zona che ha subito il danno. Questo, almeno, è quanto hanno determinato dei test effettuati sui topi; la strada è ancora lunga per arrivare a testare la stessa tecnologia sull'essere umano, ma i primi risultati sono sicuramente incoraggianti. 

A pubblicare la notizia è stata una tra le più prestigiose riviste in ambito scientifico, la "Science Translational Medicine". Le placche aterosclerotiche, ossia le ostruzioni che vengono causate da un lento, ma progressivo, aumento del grasso nel sistema cardiovascolare, impediscono al sangue di fluire correttamente. La conseguenza è quella di portare ad un'inevitabile infiammazione e ad un aumento dei livelli di colesterolo. Se questi ultimi non sono eccessivi è possibile farli rientrare nell'ambito della normalità semplicemente attraverso una corretta alimentazione e un regolare esercizio fisico. Nel caso in cui, invece, siano particolarmente alti, è necessario ricorrere ad una cura a base di farmaci. 

Pur risultando efficaci, le medicine finora utilizzate fanno molta fatica a rimuovere o, quantomeno, a ridurre le placche che si sono formate. Inoltre, i farmaci non hanno ancora la possibilità di agire esattamente dove serve; avere la possibilità di intervenire con una strategia mirata potrebbe rappresentare un'alternativa offerta dai nano-droni. Questi ultimi agiscono sotto forma di capsule invisibili, attraverso le quali è possibile rilasciare direttamente il farmaco nella placca formatasi in precedenza. 

Per poter raggiungere la zona interessata, i droni dispongono di molecole (inserite sulla superficie) che hanno la capacità di agire come antenna e che, inoltre, danno la possibilità alla stessa sfera di legarsi alla placca. Non era mai stato progettato prima un sistema in grado di riconoscere il danno in modo così specifico e di ripararlo velocemente e in maniera efficiente. I topi utilizzati per l'esperimento erano affetti da una forma di aterosclerosi molto grave, con arterie molto ristrette a causa del grasso presente. 

In questo caso, l'impiego dei nano-droni ha portato alla riduzione dell'infiammazione, ad una stabilizzazione della placca e alla ricostruzione del tessuto danneggiato proprio dall'accumulo di grasso. È importante, però, sottolineare come i topi non siano soggetti ad attacchi cardiaci; pertanto, il test dovrà essere ripetuto su altri animali prima di passare alla verifica sull'uomo. Solo allora si potrà stabilire se sarà possibile ottenere anche una diminuzione di infarti ed ictus e non solamente una riduzione dei danni alle arterie.

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