10 giugno 2021

Cute ed esposizione solare: intervista alla dermatologa Marina Fantato

Condividi l'articolo
Cute ed esposizione solare: intervista alla dermatologa Marina Fantato

L’esposizione solare è tra le cause del foto-invecchiamento della pelle. Per questo, è importante proteggerla nel modo corretto conoscendo, non solo il proprio fototipo, ma anche tutti i fattori che possono influenzare l’intensità dei raggi solari e, di conseguenza, il loro effetto sulla nostra pelle.

A tal proposito, dottori.it ha intervistato la dott.ssa Marina Fantato, Specialista in Dermatologia e Venereologia del Centro Medico UNISALUS di Milano e Dirigente Medico ASL VCO di Verbania.

 

Quali sono i pericoli dell’esposizione al sole? Perché è importante mettere la crema solare? Cosa succede se non la mettiamo?

 

I pericoli legati all’esposizione solare sono dovuti all'effetto diretto sulla pelle dei raggi ultravioletti che, oltrepassando una determinata soglia di tolleranza legata al fototipo, possono provocare danni acuti come eritemi o scottature oppure cumulativi nel tempo come invecchiamento cutaneo o comparsa di tumori della pelle e cataratta. Quindi, per prevenire la comparsa di questi effetti si impone l’uso dello schermo solare in crema o in altre formulazioni.

 

Quale grado di protezione solare consiglia per i vari tipi di pelle?

 

In commercio, esistono tantissime formulazioni di schermi solari con vari fattori di protezione in rapporto al fototipo. Ovviamente, i fototipi chiari che corrispondono al fototipo I e II necessitano di protezioni molto alte che sono gli schermi totali con fattore di protezione 50+, mentre i fototipi più scuri come i fototipi III e IV possono beneficiare anche di uno schermo solare con fattore di protezione 30. In ogni caso, scegliendo uno schermo con fattore di protezione molto alto come ad esempio 50+ non si sbaglia mai perchè è sempre garantita la protezione massima.

 

E’ vero che l’intensità dei raggi solari è influenzata da tanti fattori? Se sì quali

 

E' vero. L'intensità dei raggi è legata a diversi fattori come:

  1. Altezza del sole: più alto è il sole nel cielo più alto è il livello della radiazione Uv. I livelli più alti si raggiungono quando il sole è al massimo punto di elevazione a metà del giorno (mezzogiorno solare) nei mesi estivi.
  2. Latitudine: più si è vicini alle zone equatoriali più sono alti i livelli di radiazione Uv. 
  3. Il grado di copertura del cielo: la radiazione Uv raggiunge i massimi livelli quando il cielo è sereno.
  4. L'altitudine: più si sale in quota più l'atmosfera si assottiglia e assorbe meno radiazione Uv e quindi aumenta l'intensità della radiazione Uv.

 

La protezione da utilizzare varia in base al mese e al luogo in cui si prende il sole (mare, montagna, ecc)? 

 

Sì certo. Facendo riferimento a quanto detto in precedenza si possono scegliere  formulazioni di schermi solari con fattore di protezione più basso nei mesi autunnali e invernali e a bassa quota ma in generale a costo di essere ripetitivi deve passare il messaggio della prevenzione che tutela le persone dai danni legati ad una scorretta esposizione ai raggi ultravioletti e che comporta comunque l'uso di uno schermo solare con fattore di protezione alto in qualunque mese dell'anno e in qualsiasi luogo si trovi il paziente.

 

Se da un lato l'esposizione al sole può esporci a dei rischi, dall'altro è un vero e proprio toccasana per rafforzare le ossa, soprattutto quelle dei bambini.

 

È risaputo che, soprattutto per i neonati, la luce solare è la fonte principale di vitamina D, fondamentale e necessaria per mantenere in salute le ossa. E’ vero che bisogna esporli fin da subito ai raggi solari? Se sì come? 

 

Per quel che riguarda l'esposizione al sole in età pediatrica non bisogna dimenticare una regola fondamentale: evitare di esporre direttamente al sole la cute di neonati in fascia di età da 0 a sei mesi.

Bisogna osservare alcune norme di comportamento che tutelano i bambini dai pericoli da una scorretta esposizione ai raggi solari. E' necessario sempre l'utilizzo di protezioni molto alte come ad esempio schermi solari in crema con fattore di protezione 50 + ed evitaare l'esposizione in fascia oraria dalle 11.00 alle 16.00 ossia quando i raggi Uv cadono perpendicolarmente sul suolo terrestre ed avrebbero un effetto dannoso massimo.

Questi accorgimenti permettono comunque, attraverso un'esposizione controllata, di prevenire il rachitismo che è legato ad una carenza di vitamina D, che in presenza della luce solare, permette al calcio di depositarsi a livello del tessuto osseo.

 

Quali sono le malattie dermatologiche che limitano o sconsigliano l’esposizione solare?

 

Le più importanti controindicazioni all'esposizione al sole si hanno in presenza di alcune malattie della pelle:

  1. Xeroderma pigmentoso: una malattia genetica ad alta predisposizione per lo sviluppo precoce di tumori della pelle
  2. Cataratta: per l'elevata sensibilità della cute alla luce solare di chi ne è colpito
  3. Lupus eritematoso sia nella forma sistemica che localizzata
  4. Fotoallergia al sole 
  5. Presenza tumori della pelle

 

Alcuni alimenti possono contribuire a migliorare il “difficile” rapporto cute e raggi solari?

 

Certo. In natura esistono molti alimenti che contengono una notevole varietà di principi attivi che possono "migliorare" il difficile rapporto tra cute ed esposizione solare contenendo i danni delle radiazioni Uv e quindi ottimizzando l'azione dei raggi ultravioletti sulla pelle.

Tra questi, i più importanti appartengono alla famiglia dei carotenoidi come l'astaxantina contenuta in abbondante quantità in pesci e crostacei (tonno, salmone, pesce spada e gamberi). Ha un’azione antiossidante perchè protegge la cute in caso di prolungate esposizioni solari che comportano lo sviluppo di radicali liberi con effetto antiinfiammatorio.

Ma anche:

  1. Il licopene contenuto soprattutto in pomodori, carote e peperoni che contrasta soprattutto il processo di invecchiamento della pelle legato ad un'eccessiva esposizione ai raggu Uv.
  2. Le vitamine antiossidanti come la vitamina A presente soprattutto nel fegato e nei vegetali come carote, albicocche e melone.
  3. La vitamina E presente in abbondante quantità negli oli vegetali (l'olio di germe di grano, l'olio di mandorle e l'olio di soia) e nella frutta secca (nocciole, arachidi, mandorle)
  4. La vitamina C presente negli agrumi con particolare azione sul sistema immunitario della pelle.
  5. Gli acidi grassi insaturi come l'oleico linoleico e l'arachidonico presenti soprattutto negli oli vegetali e nel pesce con funzione di protezione della barriera cutanea.
  6. La vitamina D contenuta anche questa soprattutto nell'olio di fegato di merluzzo che aiuta a fissare il calcio nel tessuto osseo durante l'esposizione al sole.

 

Sole nemico ma anche amico

 

È vero che il sole, se preso con le giuste protezioni, ha anche effetti positivi sul nostro organismo?

 

In linea di massima si puo' affermare che una corretta esposizione al sole ossia effettuata con le dovute protezioni esercita anche un effetto benefico sul  corpo umano come la prevenzione di malattie ad es il rachitismo che comporta la sintesi di tessuto osseo non calcificato e un effetto positivo di tipo antidepressivo sull' umore .

 

Quali sono le malattie dermatologiche che, con opportuni accorgimenti, traggono vantaggio dal sole? 

 

Le malattie dermatologiche che con opportuni accorgimenti possono migliorare con l'esposizione al sole sono soprattutto la psoriasi, la dermatite atopica e la vitiligine che sono le più diffuse in entrambi i sessi e nelle varie fasce d'età. Infatti, per queste patologie cutanee si ricorre spesso al trattamento medico della fototerapia che riproduce artificialmente sotto controllo medico l'effetto  terapeutico della radiazione ultravioletta sulla pelle.

La Dott.ssa Marina Fantato, dermatologa iscritta al nostro network, ha risposto alle nostre domande:

 

   

News correlate