15 aprile 2015

Narcolessia? Attenzione agli effetti della Marijuana

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Narcolessia? Attenzione agli effetti della Marijuana

Una notizia allarmante in tema di salute arriva dagli Stati Uniti, un Paese già al centro delle polemiche per l'uso eccessivo di farmaci, in particolare di quelli destinati ai bambini. Dai risultati di uno studio condotto dal Nationwide Children's Hospital di Columbus, in Ohio, che sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Sleep Medicine, risulta che il 10% degli adolescenti che si rivolgono ai centri specializzati per curare i loro problemi di narcolessia, su indicazione del proprio medico, non avrebbero tale necessità. Infatti, sembra che la causa di questa difficoltà da parte dei medici di base di diagnosticare con certezza il disturbo sia da imputare all'uso della marijuana, sostanza capace mimare gli effetti causati dal disturbo. 

Quando si parla di narcolessia si fa riferimento ad un disturbo che colpisce in modo particolare i ragazzi tra i 15 e i 30 anni e che ha come principale sintomo l'eccessiva necessità di riposare, indipendentemente dal momento della giornata (sintomo denominato ipersonnia). Le terapie cui si fa ricorso attualmente non sono ancora in grado di agire direttamente alla base del problema, limitandosi a migliorarne i sintomi. Oltretutto, la diagnosi non è così immediata, in quanto possono trascorrere anche diversi anni prima che possa essere riconosciuta. 

Per effettuare la diagnosi vengono effettuati alcuni test comportamentali, oltre che indagate le analisi delle abitudini delle diverse persone. Come confermato dallo studio promosso di recente, però, il consumo di marijuana è in grado di celare degli aspetti della malattia, rendendo più difficile il suo riconoscimento. In realtà, sarebbe sufficiente effettuare un esame delle urine per verificare se le persone fanno uso di tale sostanza. Proprio da questi dati, infatti, i ricercatori statunitensi hanno indagato un campione di utenti che presentava sintomi molto simili a quelli della narcolessia. 

Le analisi effettuate hanno dimostrato che solo nel 43% dei casi i disturbi del sonno era da far risalire alla narcolessia. Di questo 43%, ben il 10% aveva richiesto una visita in un centro specializzato, pur non avendone bisogno. È stato uno dei partecipanti allo studio, Mark Splaingard, a dichiarare che la ricerca ha mostrato che è necessario iniziare dall'esame delle urine prima di promuovere qualsiasi tipo di trattamento, onde evitare ulteriori esami non necessari.

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