27 aprile 2016

Diminuisce la spesa in prevenzione, cala l’aspettativa di vita

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Diminuisce la spesa in prevenzione, cala l’aspettativa di vita

La pubblicazione del rapporto Osservasalute 2015 – la più ricca raccolta di dati sullo stato di salute degli italiani – ha fornito, nelle scorse ore interessanti spunti di riflessione, ma ha stupito i più per una piccola (ma significativa) inversione di tendenza: l’aspettativa di vita non aumenta più. 

La speranza di vita alla nascita nel 2015 era di 80,1 anni per gli uomini e 84,7 per le donne, mentre solo un anno prima era di 80,3 per gli uomini e 85 per le donne. Certamente parliamo di variazioni minime, ma se dal dopoguerra ad oggi la qualità della vita degli italiani è costantemente aumentata, questo cambio di paradigma fa preoccupare non poco. A legarsi a doppio filo con questo tema vi è la questione “prevenzione”: l’italiano medio non si controlla, principalmente per il bisogno di tagliare sulle spese e fare i conti con il proprio reddito. Questa nostra lacuna si associa al fatto che l’Italia è l’ultimo Paese a effettuare investimenti in prevenzione, iniziando dalle vaccinazioni. Eppure, i controlli oncologici sono fondamentali per contrastare l’aumento di incidenza dei tumori prevenibili (colon retto per gli uomini e mammella e polmone per le donne).

Una delle poche notizie che fanno ben sperare per il futuro è il calo del numero dei fumatori italiani, sceso sotto il 20% del totale (la percentuale era del 22,8% nel 2010); aumenta, anche se di poco, il consumo di alcolici, mentre peggiora la percentuale degli italiani fuori forma: quasi un italiano su due è in sovrappeso o addirittura obeso.

Complessivamente, la presenza di una componente anziana della popolazione si fa sempre più ampia: oltre un italiano su cinque ha più di 65 anni, gli anziani e i grandi vecchi sono in crescita – con gli ultracentenari triplicati nel giro di un decennio.

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