10 marzo 2021

Fibromialgia, la malattia "fantasma": intervista al Dott. Lucio Favaro

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Fibromialgia, la malattia "fantasma": intervista al Dott. Lucio Favaro

La fibromialgia, o sindrome fibromialgica, è una malattia cronica caratterizzata da dolore e rigidità muscolari diffusi.

La malattia colpisce approssimativamente 1,5-2 milioni di italiani e la fascia di età più colpita si estende dai 25 ai 55 anni.

E’ storicamente una delle malattie più difficili da riconoscere e diagnosticare a causa della varietà dei sintomi che influiscono negativamente sulla qualità della vita delle persone affette, rendendo questa patologia invalidante.

Approfondiamo l’argomento con il Dott. Lucio Favaro, osteopata, reumatologo ed omotossicologo che dal 2009 collabora con l’A.M.R.E.R. per il Progetto Benessere Fibromialgia.

 

- Quali sono i sintomi più diffusi della fibromialgia?

La fibromialgia è caratterizzata dalla presenza di dolore muscoloscheletrico cronico e diffuso, spesso associato a stanchezza o astenia, disturbi del sonno, disturbi cognitivi di attenzione e /o di memoria), disturbi psichici (per esempio ansia, depressione), ed un ampio insieme di sintomi somatici e neurovegetativi, come la cefalea muscolotensiva, formicolio o sensazione di intorpidimento agli arti, crampi muscolari, gonfiore addominale e molti altri.

 

- Che tipo di esami effettuare per arrivare alla giusta diagnosi?

La diagnosi è solamente clinica, si avvale solo della presenza dei sintomi caratteristici della sindrome.
Non ha bisogno di esami di laboratorio o indagini radiologiche. Comunque le linee guida suggeriscono di effettuare la ricerca degli indici di VES, PCR, CPK, AST, ALT, URICEMIA, ELETTROFORESI DELLE PROTEINE per escludere una iniziale malattia reumatica infiammatoria.

 

- Chi sono le categorie più a rischio?

Sembra strano, ma molte persone colpite da malattie reumatiche infiammatorie e/o connettivali, quali l’artrite reumatoide, la spondiloartrite, il lupus eritematoso sistemico ed altre, possono presentare sintomi caratteristici della fibromialgia.

Colpisce prevalentemente la donna sottoposta a fattori socio-ambientali come gli stress lavorativi-familiari, conflitti legali, disoccupazione, menopausa e conflitti interpersonali; a fattori biomeccanici come iperlassità legamentosa, microtraumi ripetuti.

Tavolta, un incidente stradale, la perdita di un parente, o eventi similari, funzionano da starter.

Da ultimo, la pandemia persistente causata dal Covid 19 probabilmente aumenterà l’incidenza della fibromialgia stessa.

 

- In base alla sua esperienza quale approccio medico ha avuto ad oggi più efficacia in un paziente affetto da questa patologia?

Come per ogni malattia , il medico dovrà essere, soprattutto per la fibromialgia, un ottimo psicologo.
Bisogna creare un feeling particolare con il paziente, non bastano le semplici rassicurazioni che questa malattia non sia mortale in quanto comunque è estremamente invalidante.

 

- Durante il percorso terapeutico, ci sono stati casi di “successo” che hanno mostrato un netto miglioramento psico-fisico rispetto all’inizio?

Potrebbe descriverci in tal caso i benefici più evidenti riscontrati nei/nel pazienti/e ed i conseguenti risvolti positivi nella qualità della vita?

Bisogna essere chiari, trattare la fibromialgia non è semplice, per i molteplici sintomi che colpiscono ogni apparato del nostro corpo. Il solo trattamento farmacologico, spesso non è sufficiente a raggiungere un risultato soddisfacente per il malato e per il medico stesso.

Ragion per cui alle Terme di Riolo Bagni, ho associato una terapia non farmacologia basata sulla ginnastica in acqua termale, massoterapia adattata alla fibromialgia, trattamenti osteopatici e lo Strale (ginnastica postulare e respiratoria con tecniche di rilassamento).

Per far capire se queste terapie hanno avuto successo , l’unica cosa che posso dire è che
avevamo iniziato con 2 gruppi l’anno, ora abbiamo raggiunto la media di 18 gruppi l’anno, con netto miglioramento della qualità di vita per diversi mesi.

In diversi casi, hanno ridotto l’assunzione dei farmaci raggiungendo una vita pressoché “normale”.

 

- Ad oggi cosa potrebbe essere utile per aumentare la conoscenza e la consapevolezza della fibromialgia?

So di certo che anche il Ministero della Sanità, se ne sta occupando con i massimi esperti della materia e con le associazioni per creare le linee guida. Sicuramente la divulgazione della fibromialgia attraverso i media, l’approfondimento della stessa da parte dei sanitari medici e non , aiuteranno coloro che soffrono di questa sindrome a non essere dei malati di serie B.

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