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16 gennaio 2020

Influenza 2020: caratteristiche e picchi di contagio

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Influenza 2020: caratteristiche e picchi di contagio

Dott.ssa Caterina Speciale, medico di base 

L'influenza è una malattia infettiva con sintomi prevalentemente respiratori causata dal virus influenzale, che si trasmette con un elevato grado di contagiosità per via aerea, quindi soprattutto mediante la tosse o gli starnuti.

Nonostante si tratti di una malattia virale che si riconosce per la presenza di sintomi tipici (febbre alta, brividi, raffreddore, dolori articolari diffusi, ecc.), il virus che la causa è dotato di una peculiarità: è capace di modificare la propria struttura e superficie così da non essere sempre chiaramente riconoscibile dal nostro organismo. In questo modo risulta sempre “nuovo” e capace di ulteriori contagi in anni successivi. Per questo stesso motivo le manifestazioni cliniche possono essere più o meno gravi in soggetti diversi, ma anche nello stesso soggetto in anni differenti.

 

Virus influenzale: morfologia e trasformazione

Il virus appare come una particella sferica con un involucro costituito da un doppio strato di lipidi, al cui interno sono presenti delle proteine che costituiscono la Matrice (M). Sulla sua superficie sono invece attaccate come delle spine altri due tipi di proteine, chiamate Emoagglutinina (H) e Neuraminidasi (N). Le prime servono al virus per attaccarsi alle cellule che rivestono l'apparato respiratorio dell’uomo, le seconde consentono l’ingresso del virus nelle cellule umane.

Queste due proteine sono le responsabili delle trasformazioni che permettono al virus dell’influenza di essere sempre diverso agli “occhi” del sistema immunitario.  In nostro aiuto arriva il vaccino antinfluenzale, che viene costruito proprio utilizzando le proteine H ed N nella forma che presumibilmente acquisiranno: si tratta quindi di uno “stampo” per le forme del virus che si prevede circoleranno nella stagione in arrivo.

Le modifiche più o meno importanti a cui va incontro il virus inoltre fanno sì che la gravità dei sintomi sia maggiore o minore. In totale quest’anno sono stati identificati 85 ceppi influenzali di tipo A e 38 di tipo B. Ma anche in questo caso il vaccino ci viene in aiuto: contenendo più ceppi virali, ossia più stampi, consente all’organismo di riconoscere più forme del virus modificato e quindi di proteggerci più efficacemente.

 

Influenza 2020: i sintomi

I sintomi dell’influenza nella stagione invernale in corso possono avere intensità variabile a seconda dello stato di salute della persona contagiata e dell’aggressività del virus. In particolare, oltre ai già citati febbre, brividi e dolori osteo-muscolari, si possono avere in varia combinazione anche:

- tosse, mal di gola e raffreddore con tanto muco e naso chiuso;

- mal di testa;

- sonnolenza;

- nausea, vomito, diarrea;

- mancanza di appetito;

- malessere generale;

- congiuntivite.

 

Il tutto si può protrarre per circa 7 giorni negli adulti, ma anche 10 e più nei bambini, negli anziani e in tutti i soggetti debilitati perché affetti da patologie croniche preesistenti o acute.

Si tratta, quindi, di una malattia da non sottovalutare: l’influenza può essere una patologia molto grave che può arrivare a causare la morte nelle persone già debilitate.

 

Picco di contagio: previsto tra gennaio e febbraio 2020

Alle nostre latitudini, il picco di massima incidenza si verifica di solito tra gennaio e febbraio.

Stando all’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, tra il 30 dicembre 2019 e il 5 gennaio 2020 il numero di casi di sindrome similinfluenzale è tornato a salire dopo il lieve calo registrato nella settimana precedente e dovuto alla chiusura delle scuole, luogo a maggior tasso di contagio.

Il numero totale di casi stimati dall’inizio della sorveglianza (14 ottobre 2019) sale così a circa 1.877.000, con volumi maggiori registrati in particolare in Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo e Campania.

Sulla base di questi dati è possibile ipotizzare anche per la stagione invernale 2019/2020 un picco di casi proprio nel periodo a cavallo tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. E a essere più colpiti anche quest’anno saranno i più piccoli: secondo l’analisi dell’Istituto Superiore di Sanità, tra i bambini al di sotto dei cinque anni si osserva l’incidenza massima, pari a 10,4 casi per mille assistiti nell’ultima settimana analizzata.

 

Contagio: come prevenirlo

Per evitare il rischio di contagio è importante seguire alcune buone pratiche di igiene che, nella loro semplicità, possono evitare la diffusione del virus. Ecco alcuni esempi di comportamenti e azioni da seguire:

- lavare spesso le mani, specialmente dopo essere stati sui mezzi pubblici, aver starnutito o tossito, aver manipolato oggetti sporchi;

- non toccarsi il viso con le mani sporche;

- usare fazzoletti usa e getta per soffiarsi il naso;

- coprire la bocca e il naso con un fazzoletto monouso quando si tossisce o si starnutisce;

- bere tanta acqua per evitare la disidratazione;

- coprirsi bene quando si esce;

- stare a riposo se si è influenzati.

 

È fondamentale prevenire il rischio contagio tra i più deboli e, in particolare, tra coloro che non possono essere vaccinati: una buona norma è sottoporre a vaccinazione tutte le persone che condividono ambienti di vita - soprattutto nell’ambito familiare - con il paziente. Per queste persone, anche se giovani e sane, la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata e offerta gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale.

 

Copertura vaccinale: in crescita, ma ancora insufficiente

Vale la pena infine ricordare che per essere tutti protetti dovremmo raggiungere almeno il 75% di copertura vaccinale in tutti i gruppi target. Allo stato attuale, invece, il livello di copertura della popolazione generale si attesta intorno al 15% (era stato del 15,8% nella stagione 2018/19 e del 15,3% in quella precedente). Nel gruppo degli over 65 la copertura vaccinale nella scorsa stagione ha raggiunto il 53,1% e sta lentamente risalendo, dopo aver registrato nella stagione 2014/15 il valore più basso dal 2000 con solo il 48,6% di copertura.

Al momento non sono ancora disponibili i dati completi della copertura vaccinale nella stagione 2019/2020. Ma certamente non sarà sprecato un ulteriore appello alla vaccinazione sia per i pazienti a rischio e i loro familiari, sia per i soggetti che appartengono a categorie di particolare importanza per la collettività come gli operatori sanitari, le forze dell’ordine e i donatori di sangue.

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