22 gennaio 2021

Insonnia: sintomi e rimedi - intervista al Dott. Pierluigi Innocenti

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Insonnia: sintomi e rimedi - intervista al Dott. Pierluigi Innocenti

Problemi di insonnia? Un po' come tutti. La parola insonnia non è mai stata cercata così tante volte come nel 2020.

Difficoltà ad addormentarsi, risvegli ripetuti e ansia: durante questi mesi una larga fetta della popolazione ha riscontrato disturbi del sonno, legati alle preoccupazioni per la malattia e più in generale per la pandemia e il cambiamento delle proprie abitudini di vita.

Ne abbiamo parlato con il Dott. Pierluigi Innocenti, neurologo, Fondatore e past-president ASSIREM - Associazione Italiana per la Ricerca e l’Educazione nella Medicina del Sonno.

 

In che modo la situazione che stiamo vivendo può alterare i ritmi del sonno?

La pandemia che stiamo vivendo ha determinato profondi cambiamenti sul nostro stile di vita ed ha influito anche sul nostro sonno. Alcuni aspetti hanno sicuramente interferito negativamente con un buon sonno, come il cambiamento dei nostri ritmi, la presenza di ansia e depressione, la riduzione di esposizione alla luce naturale che ha un effetto di sincronizzazione sul nostro orologio biologico, il maggior utilizzo di electronic device soprattutto la sera che hanno un effetto inibente la produzione di melatonina, l’ormone del sonno.

Non uscire più la sera per fare vita notturna e avere una migliore gestione dei tempi della nostra giornata potrebbero avere avuto invece un effetto positivo.

Con l’associazione ASSIREM abbiamo effettuato uno studio sul sonno degli italiani prima e dopo la pandemia ed è emerso un significativo peggioramento nel tempo di addormentamento, più frequenti sono stati i risvegli notturni e la mattina presto, sono aumentati gli incubi notturni e soprattutto il sonno è stato percepito non ristoratore. Si aggiunga che nello stesso periodo è aumentato anche l’utilizzo di farmaci per dormire.

 

Quali sono i sintomi connessi a questa particolare problematica?

Dormire male una notte ha già importanti conseguenze il giorno seguente, ci sentiamo più affaticati, manifestiamo disturbi di attenzione, di concentrazione e di memoria, anche il nostro umore tende a peggiorare e siamo più irascibili.

Ma se l’insonnia si cronicizza ha pesanti ripercussioni sulla nostra salute perché aumenta significativamente il rischio di sviluppare patologie cardiocircolatorie come ipertensione, infarto, ictus, aritmie cardiache, peggiora il nostro metabolismo con conseguente maggior rischio di diabete ed obesità, ne risente la nostra salute mentale, si riducono le nostre difese immunitarie.

Proprio in questo periodo di pandemia dovremmo cercare di recuperare un buon sonno perché ci permette di combattere meglio le infezioni, inoltre un buon sonno, prima e dopo il periodo di vaccinazione, garantisce anche una migliore risposta immunitaria.

 

Ci sono categorie che risultano più soggette e perché?

Sicuramente la categoria più fragile rispetto al sonno sono gli anziani, che già presentano una maggiore difficoltà a dormire e frammentano il sonno, sono stati soggetti ad un maggior isolamento sociale e familiare che ne hanno peggiorato le condizioni psicologiche. Eppure proprio per gli anziani sarebbe fondamentale un buon sonno perché è dimostrato come esso sia la migliore prevenzione per evitare il decadimento cognitivo.

 

Come si possono curare i disturbi del sonno e, più nello specifico l’insonnia ?

Spesso pensiamo ai farmaci come l’unica risorsa per combattere l’insonnia, in realtà spesso si deve intervenire su abitudini, stili di vita, pensieri disfunzionali sul sonno che sono la causa di cronicizzazione del problema.

I farmaci sono uno strumento, da utilizzare sotto il controllo di un medico e per tempi
limitati, che possono aiutare a ripristinare un buon sonno ma non sono la soluzione.

L’insonnia è una disfunzione e la sua cura non può che essere un percorso riabilitativo che richiede diversi interventi: farmacologico, psicologico, comportamentale, sullo stile di vita, ma soprattutto richiede un percorso educativo che riponga il sonno al centro della nostra vita, considerandolo non “un momento di vita perso”, ma una funzione indispensabile per il nostro benessere, la nostra salute e la nostra qualità di vita.

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