24 marzo 2014

Prostata, la melatonina potrebbe abbassare il rischio di tumore

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Prostata, la melatonina potrebbe abbassare il rischio di tumore

La melatonina, molecola conosciuta soprattutto per la sua funzione regolatoria del ciclo sonno-veglia, potrebbe proteggere la sessualità maschile dal nemico numero uno degli over 50: il tumore alla prostata.

A sostenere l’effetto protettivo della melatonina è la Dott.sa Sarah Markt del Dipartimento di Epidemiologia dell'Harvard School of Public Health di Boston. La ricercatrice ha svelato che livelli di 6-sulfatossimelatonina (un prodotto di degradazione della melatonina) superiori alla media sono associati ad una riduzione del 75% del rischio di sviluppare un cancro di questo tipo.

La melatonina viene prodotta naturalmente dall’organismo per controllare il ritmo circadiano, il nostro orologio interno che ci permette di regolare il ritmo sonno-veglia in base all’ambiente esterno. La melatonina però influenza anche molti altri ormoni, necessari per il corretto funzionamento dell’organismo. “La perdita del sonno e altri fattori possono influenzare la quantità di melatonina secreta o bloccarla del tutto – ha spiegato la ricercatrice – e i problemi di salute associati a bassi livelli di melatonina, al sonno interrotto, e/o all'interruzione del ritmo circadiano sono molti, incluso un potenziale rischio di cancro”.


Saranno necessari nuovi studi per capire se una supplementazione di melatonina possa effettivamente prevenire il cancro alla prostata. Fino ad allora è bene che tutti gli uomini, superati i 50 anni, effettuino regolari controlli dall’urologo o dall’andrologo. Solo il controllo periodico (su base annuale) del PSA e una esplorazione rettale possono permettere l’individuazione precoce della malattia e fornire maggiori possibilità per sconfiggerla.

Il PSA è un normale esame del sangue che individua i livelli di antigene prostatico specifico, una glicoproteina prodotta dalla prostata. In presenza di tumore i valori del PSA aumentano perché le cellule ghiandolari malate producono molto più PSA di quelle normali.

Ricordiamo infine che una storia familiare della malattia può aumentare la probabilità di insorgenza della malattia, quindi se nella vostra famiglia qualcuno ha già sviluppato questo tipo di tumore è bene iniziare a sottoporsi ai controlli di routine anche prima dei 50 anni.

(I.V.) 

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