30 aprile 2013

Il fumo nel 2013: le ultime tendenze degli italiani

Condividi l'articolo
Il fumo nel 2013: le ultime tendenze degli italiani

Da mezzo secolo ormai si combatte contro l’abuso di tabacco, che costituisce una delle principali cause di morte in Italia come nel resto del mondo occidentale. Oltre al cancro ai polmoni, il consumo di sigari e sigarette può portare a gravi danni all'organismo quali problemi al cuore, alla circolazione arteriosa periferica, alla cavità orale e alla laringe, al feto, all’apparato urogenitale e molto altro ancora.

Nonostante questo, secondo un’indagine pubblicata dall’Osservatorio Fumo alcol e Droga (OSSFAD) in collaborazione con DOXA e con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, fino allo scorso anno si potevano annoverare fra gli italiani quasi 11 milioni di fumatori, ovvero il 20,8% del totale. Di questi, si è stimato che ben il 76,3% abbia sviluppato la propria abitudine al fumo tra i 15 e i 24 anni. Il motivo principale per cui si inizia a fumare è l’influenza di amici e compagni di scuola (oltre il 66%).

È ragionevole pensare che un primo intervento per ridurre la possibilità che i giovani incomincino a fumare sia quello di agire direttamente nelle scuole. Un’indagine della Cochrane Library ha riportato dati significativi per quanto riguarda l’efficienza di incontri organizzati appositamente per gli adolescenti. È stato infatti statisticamente dimostrato che fra chi aveva preso parte alle lezioni specifiche, una percentuale decisamente inferiore alla media si era poi avvicinata al vizio del fumo.

Diverso il dato per chi invece aveva già iniziato a fumare: a nulla sembrano valere le prese di coscienza dei danni relativi al consumo di tabacco una volta che l’abitudine è radicata nella vita della persona.

News correlate