25 novembre 2020

Le malattie respiratorie croniche: come riconoscerle?

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Le malattie respiratorie croniche: come riconoscerle?

I dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stimano che attualmente centinaia di milioni di persone soffrono di malattie respiratorie croniche, circa 300 milioni per l’asma, 80 milioni per broncopatia cronica ostruttiva (BPCO) di grado moderato o grave, altri milioni soffrono le conseguenze di BPCO lievi, riniti allergiche e altre patologie respiratorie croniche. 

A confermarlo è il Dott. Gianfranco Schiraldi, Specialista in Pneumologia ed Oncologia, Pneumologo IRCCS AUXOLOGICO - San Carlo nonchè Consulente Pneumologo del Ministero dell'Interno.

A fronte dell'intervista al Dott. Gianfranco Schiraldi è infatti emerso che le malattie respiratorie che più colpiscono la popolazione sono:

- Asma Bronchiale: colpisce circa l’8% della popolazione

- Bronchite Cronica semplice: 6,4%

- BPCO (Bronco Pneumopatia Cronica ostruttiva): circa il 7,6%- 10%

- BRONCHIECTASIE: sono spesso una complicazione (20%) di Asma e BPCO; ma possono essere anche da sole.

- ENFISEMA POLMONARE: può essere secondaria ad Ama / BPCO o dovuto a deficit di Alfa 1 antitripsina (in questo caso 1 persona ogni 2-5.000 individui)

Le meno frequenti invece riguardano:

- Insufficienza respiratoria: 1,25%

- Apnee ostruttive del sonno (il sospendere periodicamente la respirazione)

- Fibrosi polmonari

 

Facendo un passo indietro.

 

Cosa si intende per malattie respiratorie croniche?

Una malattia cronica è una patologia i cui sintomi, con il passare del tempo e le cure, non si risolvono. I disturbi, a volte, si attenuano notevolmente; in altri casi, essi si mostrano altalenanti, essendo più presenti in certi periodi rispetto ad altri.

La differenza tra malattia cronica e acuta è proprio questa: la prima non guarisce, anche se, in molti casi, è possibile intervenire sui sintomi; la seconda si presenta improvvisamente, ha un suo decorso, e, nei casi in cui può essere curata, il paziente giunge alla guarigione.

Tuttavia, i disturbi possono essere alleviati o cancellati del tutto purchè si seguano correttamente le indicazioni degli specialisti pneumologi.

 

Quali sono le principali cause di insorgenza?

Le patologie respiratorie croniche insorgono a causa dell’azione di un insieme di fattori di rischio: nella maggior parte dei casi la causa principale è la predisposizione genetica legata alla familiarità. Altri fattori di rischio possono essere ambientali: gli allergeni, i pollini, gli acari nell’asma; il fumo di tabacco, le attività lavorative (fumi di saldature, lavorazione del grano, inquinamento ambientale, deficit di alfa 1 antitripsina) nella bronchite cronica, BPCO o enfisema e l'obesità che invece risulta essere un'aggravante in tutti i casi.

 

Come si manifestano i sintomi?

Questo è il grande problema per gli pneumologi: la maggior parte di queste patologie può avere sintomi uguali, pertanto l’anamnesi accurata e gli esami strumentali sono fondamentali nel porre la diagnosi.

I sintomi ricorrenti sono:

- Tosse persistente sia secca (stizzosa) che con catarro

- Dispnea (senso di mancanza di Respiro, incapacità di eseguire respiri profondi) che può essere Acuta

- Presenza di sibili, fischi nel respiro

- Catarro più o meno colorato

- Sangue nel catarro, sia rosso vivo che brunastro

- Febbre persistente più o meno elevata

- Difficoltà nei movimenti

- Astenia: debolezza

- Scarsa ossigenazione (misurabile con l’Ossimetro da dito)

- Gonfiore alla caviglie

 

Quando è necessario rivolgersi al medico?

Tutte le volte che i disturbi rimangono per un periodo prolungato o ripetuto, ma soprattutto quando diventano più acuti.

 

Quali sono le malattie più difficili da curare?

Tutte, quando vi sia stato un grave ritardo nella diagnosi e nella terapia. Tuttavia, l'insufficienza respiratoria è quella che pone i più gravi problemi terapeutici.

 

Contestualizzando il periodo, chi è affetto da malattie respiratorie croniche è più a rischio di contrarre un'infezione da covid-19?

Nell'asma, anche se vi sono dati contraddittori, non vi è né maggior rischio di ammalarsi di COVID-19 né di decorso più grave, se adeguatamente curate.
Nei bronchiectasici che non effettuino giornalmente la ginnastica respiratoria è più facile accumulare dosi di Virus che quindi possono causare l’insorgenza di malattia, mentre negli altri casi il rischio è proporzionalmente aumentato in base alla gravità della malattia respiratoria di base.

Chiaro è, e mi preme sottolinearlo, che il distanziamo sociale, l’uso delle mascherine indossate adeguatamente (debbono coprire anche il naso oltre alla bocca) e l’evitare i contatti con persone malate o sospette, che frequentino troppo altre persone, riducono significativamente il rischio. Concetto valido per i malati cronici ma anche per i cittadini normali.

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