8 gennaio 2015

La scoperta dei ricercatori: una proteina contro diabete ed obesità

Condividi l'articolo
La scoperta dei ricercatori: una proteina contro diabete ed obesità

La lotta contro l'obesità e contro il diabete di tipo 2 potrebbe essere ad una nuova, importante svolta, grazie allo studio effettuato dai ricercatori dell'Università Cattolica di Lovanio, in Belgio, e successivamente pubblicato sulla rivista Natura Communications. 
Gli studi e le ricerche protratti hanno infatti permesso agli studiosi di isolare una proteina che fa parte del sistema immunitario intestinale, MyD88, la quale avrebbe un ruolo fondamentale nel controllare e regolare il peso corporeo.
Patrice Cani, ricercatrice che ha condotto lo studio, ha messo in correlazione i risultati ottenuti dagli esperimenti su topi di laboratorio che presentavano problemi di obesità e diabete, e che erano stati in precedenza nutriti con un'alimentazione ricca di lipidi. 


Lo studio ha infatti posto in rilievo il fatto che l'inattivazione della proteina in questione sarebbe direttamente proporzionale al rallentamento del Diabeto di tipo 2 (quello connesso all'alimentazione ricca di lipidi) e contribuirebbe a diminuire l'accumulo di grasso corporeo e a rafforzare le difese dell'intestino, così da limitare di fatto le possibilità per i batteri di attaccare il corpo. 
A sostenere questa tesi, anche il fatto che i topi privati della proteine hanno consumato molta più energia rispetto agli altri esemplari, contribuendo alla diminuzione della massa lipidica corporea. 
Ma c'è di più: la ricerca ha infatti sottolineato che la proteina MyD88 riesce a modificare il microbiota intestinale dell'organismo del quale è ospite, e cioè sostanzialmente la colonia batterica che è situata all'interno del tratto intestinale; così che se parte dell'intestino dei topi privi della proteina viene trapiantato in quello di altri esemplari che non hanno flora batterica, a questi ultimi è comunque conferita una protezione rispetto all'esposizione al diabete o all'obesità. 
I ricercatori hanno quindi identificato la proteina in questione come l'agente responsabile della modificazione del metabolismo nell'organismo che lo ospita, e che quindi la sua rimozione sia concretamente collegabile ad un miglioramento delle condizioni fisiologiche se esse sono associate a obesità o diabete di tipo 2. 

Quello che si è quindi aperto è paragonabile, secondo i ricercatori, ad uno scorcio su nuove possibilità terapeutiche contro l'obesità e i disturbi che le sono associati.
Gli stessi studiosi hanno quindi puntualizzato che comunque l'applicazione sull'uomo è ancora un'idea molto lontana, e lungo la strada vi sono numerosi accertamenti ed esperimenti da condurre; tuttavia la comunità scientifica auspica che una simile scoperta, la quale dimostra che il sistema immunitario dell'intestino può avere un ruolo molto importante nella regolazione del peso corporeo, possa presto spiegare i suoi effetti benefici anche per coloro che ne sentano il bisogno.

News correlate