1 agosto 2019

Estate: prendersi cura della pelle sotto il sole

Condividi l'articolo
Estate: prendersi cura della pelle sotto il sole

Dott.ssa Camilla Reggiani, specialista in dermatologia e venereologia 

L’interazione tra la pelle e la luce solare è fondamentale per la nostra salute, basti pensare alla sintesi di vitamina D e all’effetto di stimolazione della produzione di ormoni che regolano l’umore e il ciclo sonno-veglia. Non vanno però dimenticati anche i possibili effetti collaterali sulla cute, che si possono manifestare in seguito a un’eccessiva esposizione.

Il sole è una sorgente luminosa che emette un ampio spettro di radiazioni. I raggi ultravioletti (UV, in tutte le diverse lunghezze d’onda) e i raggi infrarossi (IR) sono alcune delle radiazioni solari in grado di raggiungere la terra e quindi di interagire con la nostra cute.

Gli infrarossi penetrano di solito più in profondità la cute - fino al derma - ma hanno un carico di energia piuttosto basso. Al contrario, gli UVB hanno un elevato carico di energia, anche se sono dotati di una bassa capacità di penetrazione e vengono normalmente bloccati negli strati superficiali della pelle: questi ultimi rappresentano la radiazione più pericolosa per la pelle, anche se, in misura differente, tutte sono in grado di causare danni alla pelle. Gli UVA sono in grado di penetrare in profondità la pelle ma hanno un minor carico di energia, possono alterare le cellule a lungo termine provocando fotoinvecchiamento e tumori della pelle.

Fanno eccezione i raggi UVC, che a differenza degli altri raggi ultravioletti (UVA, UVB) vengono bloccati dallo strato di ozono dell’atmosfera e non riescono quindi a interagire con la nostra cute.

 

Riconoscere il proprio fototipo

Per proteggersi dall’aggressione dei raggi solari la pelle libera e sintetizza melanina, l’insieme di pigmenti responsabili dell’abbronzatura solare, che permette di formare uno scudo di protezione.

Tale meccanismo non è uguale per tutti: le persone di carnagione chiara, ad esempio, presentano una minor capacità di abbronzarsi e una maggiore vulnerabilità alle radiazioni solari.

In base a tale capacità si distinguono i differenti fototipi cutanei:

  • Gli individui con fototipo I possiedono una carnagione lattea estremamente fotosensibile, si scottano facilmente e non si abbronzano mai. Generalmente, questi individui possiedono anche capelli e occhi chiari. Quando si espongono al sole, i fototipi I devono proteggersi con filtri solari a indice di protezione molto alto (SPF 50+).
  • Gli individui con fototipo II presentano una minor fotosensibilità rispetto agli individui con fototipo I. La carnagione è molto chiara, i capelli e gli occhi possono essere chiari.
    Anche se di norma è soggetto a ustioni, il fototipo II assume progressivamente una leggera pigmentazione: dovrebbe quindi esporsi al sole gradualmente evitando le ore più calde e utilizzando schermi a protezione molto alta o totale (SPF 50 o 50+, nel caso in cui la pelle sia già abbronzata anche 30).
  • Le persone con fototipo III possiedono una carnagione più scura rispetto ai fototipi I e II, i capelli sono di colore castano, mentre gli occhi sono generalmente scuri.
    Il fototipo III si scotta moderatamente, si abbronza con gradualità assumendo un colorito nocciola chiaro. Anche nei mesi invernali la pelle rimane bruna, la fotosensibilità è bassa ma può ustionarsi e per questo deve comunque utilizzare filtri solari a protezione alta (SPF 30).
  • Gli individui con fototipo IV possiedono una carnagione lievemente scura o olivastra, i capelli sono generalmente castani o castano scuro, gli occhi possono essere di colore marrone scuro. Il fototipo IV si scotta poco e si abbronza rapidamente, fino ad assumere un colorito nocciola scuro. È il più fortunato tra i quattro fototipi presenti normalmente nelle popolazioni di pelle bianca, proprio perché ha una cute con pigmentazione particolarmente scura che difficilmente si ustiona.
  • Le persone con fototipo V possiedono una carnagione molto scura, capelli neri e, generalmente, occhi marroni. Si possono ustionare solo in rari casi e ottengono un’abbronzatura molto intensa già dopo pochi giorni di esposizione al sole.
  • Gli individui con fototipo VI possiedono una carnagione estremamente scura o nera, occhi marroni scuri e capelli neri. La fotosensibilità di questi individui è pressoché nulla, non si scottano, ma in caso di eccessiva e incontrollata esposizione solare possono comunque sviluppare tumori cutanei, spesso difficilmente individuabili e diagnosticabili proprio a causa della carnagione scura. Per tale ragione, anche i fototipi VI dovrebbero proteggersi con filtri solari.

Dato che le radiazioni solari possono provocare danni acuti o cronici alla pelle, tutti i fototipi, anche quelli scuri, necessitano ugualmente di una fotoprotezione alta SPF 30/50+.

 

Eritemi, ustioni e altri danni provocati dal sole

I danni acuti provocati dal sole, in particolare dagli UVB, sono essenzialmente l’eritema da luce solare e le ustioni. L’eritema solare è un’eruzione cutanea pruriginosa che si manifesta a seguito delle prime esposizioni alla luce del sole.

L’ustione solare si manifesta dopo poche ore dall’esposizione ai raggi UV e può essere più o meno severa: da una pelle arrossata, calda al tatto e accompagnata da bruciore e dolore, alla comparsa di vere e proprie vescicole o bolle piene di liquido sieroso.

In caso di ustione e di eritema solare le prime raccomandazioni sono di evitare l’ulteriore esposizione ai raggi UV e di lenire la zona interessata mediante l’utilizzo di emollienti specifici. Nei casi più gravi è consigliabile rivolgersi al dermatologo di fiducia per le cure mediche del caso.

Tra i danni cronici provocati dal sole, in cui giocano un ruolo fondamentale gli UVA, si ricordano in particolare il photoaging e i tumori della pelle. Il photoaging si manifesta in genere in età adulta avanzata, soprattutto nelle zone cutanee cronicamente fotoesposte (viso, mani e parte superiore del tronco). I danni più comuni provocati dal fotoinvecchiamento sono la secchezza cutanea, la comparsa di chiazze brune in particolare su viso e mani, la lassità cutanea e la presenza di macchie color porpora.

Tra i tumori cutanei strettamente legati al danno del sole si ricordano il carcinoma basocellulare e il carcinoma squamocellulare. Sono i tumori più frequenti nelle popolazioni caucasiche: insorgono più spesso in età adulta avanzata (dopo i 45 anni) e in particolare nelle aree cutanee cronicamente fotoesposte (in particolare il viso). Questi due tumori si manifestano in genere con neoformazioni cutanee ulcerate o crostose, che possono presentare o meno la pigmentazione scura. Si tratta di carcinomi con un’aggressività loco-regionale e che raramente danno metastasi a distanza.

Il melanoma è invece un tumore aggressivo della pelle che può manifestarsi a tutte le età, a partire dall’adolescenza. Tra i fattori di rischio per lo sviluppo del melanoma cutaneo vi sono le pregresse ustioni solari. In genere il melanoma si manifesta con neoformazioni cutanee scure, che saltano all’occhio per Asimmestria, Bordi irregolari, Colore disomogeneo, Dimensioni ed Evoluzione, ovvero un rapido accrescimento/cambiamento nel tempo. Questi cinque indicatori vengono di solito identificati come la regola dell’ABCDE e rappresentano uno strumento molto utile per la diagnosi precoce del melanoma.

 

Per prevenire i danni acuti e cronici da sole è di fondamentale importanza mettere in atto alcune raccomandazioni:

  • esporsi al sole gradualmente;
  • usare lo schermo solare con alto SPF (dal 30 in su) e stabilito in base al proprio fototipo;
  • applicare lo schermo solare ogni 2-3 ore;
  • evitare le ore centrali (dalle 12.00 alle 16.00) di esposizione alla luce solare.

È consigliabile poi effettuare controlli dermatologici regolari al fine di riconoscere in tempo utile eventuali tumori della pelle ed evitare le altre problematiche cutanee.

E con questi consigli pratici per un’attenta esposizione al sole: buona estate!

News correlate