12 febbraio 2021

Psicologia: l'amore per se stessi - intervista alla Dott.ssa Lucatelli, Psicologa e Psicoterapeuta

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Psicologia: l'amore per se stessi - intervista alla Dott.ssa Lucatelli, Psicologa e Psicoterapeuta

Imparare ad amare se stessi per amare ed essere amati.

 

Sentiamo spesso affermare che “non puoi amare gli altri se prima non ami te stesso” , un concetto apparentemente semplice ma che racchiude numerose e complesse sfaccettature.

Oggi questo pensiero comincia ad avere delle linee maggiormente definite da una struttura sociale sempre più orientata verso la consapevolezza di sé e l’auto-accettazione.

E’ importante però non confondere l’amor proprio con l’egoismo, che assume invece un’accezione negativa e presuppone l’esclusione e l’imposizione sull’altro piuttosto che il suo coinvolgimento.

Ne abbiamo parlato con la Dott.ssa Nicoletta Lucatelli, Psicologa analista di orientamento Junghiano e Psicoterapeuta.

 

- Cosa significa amarsi?

Credo significhi avere l’attrezzatura di base necessaria a  scegliere spontaneamente, nella vita, sentieri che portino alla realizzazione di se stessi, a immergersi nella gioia come nella buona e costruttiva fatica, protetti almeno un pochino da un sensibile dispositivo d’allarme, funzionante contro le trappole autodistruttive: la sensazione di inadeguatezza di fronte a un ideale irraggiungibile e astratto di sé, del non avere valore e non meritarsi l’amore.

Il punto è: che cosa ci dovrebbe essere in quella cassetta degli attrezzi? In sintesi, secondo me, uno sguardo: fiducioso, amorevole, accogliente. E che sembra dire: vai, esplora, ama, godi, impara, ridi, perdona. Hai la mia benedizione. Lo sguardo di chi per primo/a ci ha curato e che - possibilmente – ci ha visti riconosciuti e accettati nel profondo.

Sto parlando però di una condizione di partenza rara, forse piuttosto la rappresentazione di un bisogno profondo, un desiderio antico che pone le premesse di un lavorio artigianale di conoscenza di sé che dura tutta la vita.

 

- Che differenza c’è tra amor proprio ed egoismo?

Tutti noi siamo abitati da ogni sorta di sentimenti pensieri ed emozioni. Ispirativi o pessimi, è questione di gradi, e di contesti. La soglia è molto sottile. L’amor proprio, cioè la giusta considerazione e il rispetto di sè e dei propri confini può diventare orgoglio smisurato; l’egoismo, cioè la concentrazione sui propri bisogni a scapito di quelli degli altri, può diventare un “sano” egoismo quando ci si autorizza a lasciar perdere le aspettative degli altri (a volte convenzionali: essere generosi, altruisti, educati, non aggressivi ecc. ecc.) per raggiungere un obiettivo importante per se stessi, prendendosene la responsabilità. Elementi equilibratori di questa oscillazione sono la consapevolezza di sé, e almeno un pizzico degli attrezzi di cui sopra. Senza, prevale la paura: di essere sopraffatti o scomparire.

 

- In che modo amare se stessi aiuta ad instaurare relazioni positive?

Più che amare se stessi, io direi che “essere” se stessi aiuti a instaurare relazioni più vere e significative, e a permettere all’altro di conoscerci e avvicinarsi. Spontaneità e autenticità favoriscono la comunicazione, che a sua volta neutralizza o ammorbidisce i fraintendimenti e aumenta il piacere di stare insieme. Ma anche essere autentici è una conquista, di libertà: dalle aspettative familiari, affettive, della società, della collettività. Non è gratis (a parte quando si è bambini) e presuppone il sacrificio di ideali irrealizzabili, non per rassegnazione ma per la valorizzazione di sé, delle persone che si frequentano e della vita che si sta vivendo.

 

- L'incapacità di amarsi che tipo di conseguenze comporta in una relazione di coppia?

La poca autostima può far accettare relazioni disfunzionali, o portare ad appiattirsi scomparendo dietro la personalità dell’altro. Spesso aumenta i sentimenti di diffidenza, di gelosia, e l’incapacità di credere, per la prepotenza di emozioni che si impongono da protagoniste qualsiasi sia la realtà oggettiva. Mostrare continuo bisogno di approvazione e di conferma può  fare tenerezza ma anche esasperare e allontanare. E focalizza l’attenzione solo su uno dei due attori: se stessi o l’altro, ma non nutre di energia la relazione, che rischia così di esaurirsi.

 

- Che consigli può dare per imparare ad amare se stessi?

Forse prima di tutto ascoltarsi, e ascoltare. Ed esercitarsi a  tollerare anche i momenti di solitudine e di vuoto preziosi per riuscire finalmente a distinguere quello che dà gioia e senso e, poi, autorizzarsi a seguire questi potenti maestri.

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