29 maggio 2019

Smettere di fumare: le tecniche per dire addio alle sigarette

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Smettere di fumare: le tecniche per dire addio alle sigarette

Dott. Giovanni P. A. Placidi, psichiatra, psicoterapeuta, psicologo e sessuologo 

Il fumo fa male, questo lo sappiamo. Attraverso meccanismi differenti nuoce a polmoni, sistema vascolare, pelle e a molti altri organi interni.

Fumare tabacco crea dipendenza non tanto a causa della nicotina assunta, ma soprattutto per l’insorgere del meccanismo dopaminergico, quel neurotrasmettitore che crea la sensazione di piacere e rinforza la gestualità associata al fumo.

La componente gestuale è infatti quella più difficile da combattere: per questo, nell’affrontare la sfida di smettere di fumare è importante seguire tre consigli fondamentali.

 

Trova la giusta motivazione

Il primo importantissimo passo che devi compiere è trovare la giusta motivazione. Purtroppo le ragioni legate alla prevenzione delle malattie associate al fumo non bastano da sole per sostenere la tua motivazione: è necessario quindi trovare uno scopo che consideri importante e con un riscontro giornaliero, che ti sostenga nello sforzo necessario inizialmente in questo percorso.

La determinazione iniziale del soggetto può essere poi guidata e supportata da uno specialista, ma la decisione di smettere di fumare non può essere certo una risposta a richieste di familiari, né un semplice ricorso al “buon senso”.

 

Scegli il metodo più adatto a te

Spesso chi sta cercando di smettere di fumare vorrebbe fare ricorso a un sistema indolore, che non faccia sentire “l’astinenza” in modo acuto. Purtroppo una certa dose di impegno è comunque necessaria come del resto in molte altre situazioni, per esempio all’inizio di un’attività fisica.

Non sarà comunque necessario uno sforzo continuo, costante: sono soprattutto le situazioni sociali in cui siamo circondati da fumatori quelle di maggiore sofferenza. In questi momenti dovrai mettere in conto un impegno maggiore ed essere molto focalizzato sull’obiettivo.

Esistono diversi metodi che possono essere seguiti per smettere di fumare, da personalizzare in base alle proprie caratteristiche ed esigenze.

  • Il metodo drastico consiste nell’abbandonare in modo netto l’abitudine del fumo, affrontando la blanda astinenza da nicotina e quella molto più importante della gestualità.
  • Il metodo graduale consiste invece nel ridurre progressivamente il numero delle pause sigaretta, fino ad arrivare a considerarle un “premio” settimanale.
  • Il metodo sostitutivo consiste infine nell’utilizzo di palliativi come la sigaretta elettronica, con un consumo decrescente della nicotina contenuta nel liquido usato.

Questi tre metodi possono essere tutti più o meno efficaci a seconda del soggetto, si tratta semplicemente di modi differenti per arrivare allo stesso obiettivo: liberarsi dal fumo, scoprire che essere in salute e in forma può dare molta più soddisfazione di una sigaretta.

Durante il percorso dovrai inoltre premiarti per la riuscita astinenza con un’attività, un’azione o un oggetto che ti gratifichi.

Ad esempio, puoi comprare un paio di scarpe o andare a vedere uno spettacolo che ti piace se riesci a non fumare per due settimane. In questo modo il cervello percepirà il tuo sforzo come un impegno finalizzato a qualcosa di gradevole.

 

Fai attenzione alle ricadute

Le ricadute sono sempre dietro l’angolo. Le tentazioni possono essere tante: un momento stressante sul lavoro, una crisi sentimentale, una perdita o semplicemente un periodo di vacanza che porti con sé la voglia di relax. A questo fine è utile già durante il primo periodo di astinenza cominciare ad analizzare i vantaggi ottenuti, siano essi fisiologici o banalmente economici.

Un aiuto può venire dai farmaci, anche se non esistono “pillole magiche”.

Alcuni farmaci dopaminergici o antidepressivi restano comunque dei presidi farmacologici utilizzabili nei casi in cui all’uso del fumo si associ un fattore depressivo o ansioso. Il ricorso ai farmaci, naturalmente, può essere previsto sempre dopo attenta diagnosi e sotto controllo specialistico.

Sarebbe comunque sempre opportuno che questo percorso fosse monitorato da uno specialista, soprattutto per i soggetti che fanno un uso molto intensivo del fumo: in questo modo sarà più facile evitare che l’abitudine della sigaretta venga sostituita con un’altra dipendenza, ad esempio con un consumo maggiore di cibo. E nel lungo termine diminuirà la possibilità che insorgano ricadute.

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