Acufene

Acufene

cause, sintomi e rimedi

Indice

1.1 Cos’è l’acufene?

1.1.1 Acufene pulsante

1.2 Cause

1.2.1 Correlazione tra acufene e cervicale

1.3 Sintomi

1.4 Cura

1.4.1 Rimedi medici

1.4.2 Farmaci   

1.4.3 Rimedi naturali

1.5 Specialisti

1.6 Prevenzione



Cos’è l’acufene?

Per acufene (che deriva dal greco akṹō “ascolto” e phaínomai “mi manifesto”) si intende la percezione da parte del cervello di un rumore (come, ad esempio un ronzio, un fruscio, una pulsazione, un sibilo, un fischio, un tintinnio, ecc.), in assenza di un reale stimolo acustico esterno. Si tratta di un disturbo piuttosto comune che può essere sia monolaterale che bilaterale (ad una sola o entrambe le orecchie), sia costante che intermittente. Questi rumori, in molti casi causati dall’irritazione o dall’infiammazione del nervo acustico, risultano essere a tal punto fastidiosi da compromettere l’udito e la qualità della vita del soggetto che ne è colpito. Talora, come per esempio nella malattia di Meniere, l’acufene può manifestarsi associato con vertigini ed ipoacusia neurosensoriale .
Circa 8 milioni di italiani soffre di acufene di varia entità da moderata a molto grave.

Acufene pulsante

L’acufene pulsante è un suono ritmico che, nella maggior parte dei casi, è in sincronia con il battito del cuore. Si tratta di un tipo di acufene non molto diffuso (riguarda, infatti, solo il 3% dei pazienti) e che può essere diagnosticato tramite l'auscultazione della regione superiore del collo oppure attraverso un apposito microfono posizionato all’interno del condotto uditivo. Questo disturbo può essere determinato da diverse condizioni patologiche, come, ad esempio l’ipertensione, il soffio al cuore, la neoplasia glomica, le alterazioni del flusso sanguigno dei vasi vicini all’orecchio, ecc. L’acufene pulsante è un disturbo curabile tramite il ricorso ad apposite terapie.


Cause     

Non è stata a tutt’oggi individuataun’unica causa fisiologica dell’acufene;si tratta infatti di un disturbo ad eziologia multifattoriale, conseguenza pertanto di diverse patologie. Tra le cause più comuni segnaliamo le seguenti:

1 – perdita dell’udito  

2 - esposizione a rumori intensi

3 – invecchiamento

4 – infezioni o irritazioni dell’orecchio

5 - cerume in eccesso nel condotto uditivo

6 - alcune terapie farmacologiche

7 – alcuni tumori

Ricordiamo, inoltre, che l’acufene può essere causato anche da un trauma all'orecchio interno o da elevati livelli di stress (fattore psicologico). Al fine di effettuare una corretta diagnosi, il medico specialista, dopo aver raccolto l'anamnesi patologica e farmacologica del paziente, lo sottoporrà ad alcuni esami specifici. Innanzitutto viene effettuato un esame audiometrico tonale e vocale seguito, in caso di necessità di approfondimento, dallo studio dei  potenziali evocati uditivi ed eventualmente da risonanza magnetica nucleare, l’angiorisonanza o l’angiografia.

Correlazione tra acufene e cervicale      

La ricerca scientifica ha rilevato  un legame tra  acufeni e cervicalgia, ovvero il dolore all’area cervicale. Quest’ultima, lo ricordiamo, è quella parte della colonna vertebrale che funge da sostegno al capo e ne consente i movimenti.

Numerosi soggetti affetti da cervicalgia, in effetti, hanno riferito di avvertire dei rumori anomali e fastidiosi. In molti casi l’acufene di origine cervicale può essere trattato tramite appositi esercizi finalizzati a limitare lo stato di tensione muscolare forniti da specialisti della riabilitazione ed osteopati esperti del settore.

Talora gli acufeni possono essere associati a una sindrome vertiginosa. In tal caso per la diagnosi è opportuno effettuareun esame vestibolare (o cocleovestibolare) e/o una stabilometria.


Sintomi        

I principali sintomi dell’acufene sono i seguenti:

1 - percezione di rumori di varia intensità, che possono essere acuti o pulsanti (ronzii, tintinnii, sibili, fruscii, soffi, fischi nelle orecchie)

2 – cefalea

3 – elevati livelli di ansia o di stress

4- insonnia

5 – disturbi della concentrazione.


Cura

Non essendoci una causa univoca non è possibile ricorrere sempre alla stessa cura per l’acufene. Quest’ultima, in altri termini, varia a seconda della causa che lo ha determinato. Inoltre, in taluni casi, lo specialista potrà prescrivere farmaci antiossidanti o vasoattivi  e/o una terapia psicologica.

Rimedi medici     

Per trattare l'acufene, lo specialista deve innanzitutto individuare la patologia che hadeterminato il disturbo. A questo punto è possibile stabilire una terapia ad hoc in grado di porre rimedio alla patologia sottostante.

Tra le principali cure per trattare l’acufene segnaliamo i  cosiddetti mascheratori e generatori di rumore, ovvero dei dispositivi elettrici in grado di alleviare la percezione dei ronzii. Questi apparecchi, in effetti, non modificano le caratteristiche degli acufeni, ma riescono tuttavia a modificare il feedback negativo del soggetto nel percepire i rumori. In tal modo gli acufeni non risulteranno più invalidanti.

D’altra parte alcuni pazienti che soffrivano di importanti disturbi all’udito, hanno riferito che in seguito all’installazione di un impianto cocleare (un dispositivo elettronico in grado di ripristinare la capacità uditiva), la percezione del fischio nell’orecchio si è significativamente ridotta.

Farmaci      

Nel caso di acufeni di grave entità il medico prescriverà al paziente farmaci triciclici, vasoattivi e/o benzodiazepineal fine di alleviarne la sintomatologia. Nel caso in cui risultassero inefficaci, è necessario ricorrere a trattamenti e a terapie alternativi.

Rimedi naturali

I rimedi naturali per contrastare l’acufene consistono in una serie di misure alimentari e comportamentali che il paziente deve osservare. Tra di esse segnaliamo le seguenti:

  • Eliminare il vizio del fumo

  • Bere almeno 2 litri di acqua al dì

  • Ridurre in maniera significativa l’uso del sale e delle bevande alcoliche

  • Limitare l’assunzione di bevande che contengono la caffeina

  • Evitare cibi grassi e piccanti


Specialisti

Gli specialisti che collaborano per un adeguato trattamento dell’acufene sono i seguenti:

  • otorino

  • audiologo

  • audioprotesista

  • fisioterapista


Nel settore della medicina alternativa, invece, è possibile richiedere la consulenza dei seguenti specialisti:

  • agopuntore

  • naturopata

  • omeopata

  • osteopata


Prevenzione

Per prevenire gli acufeni è necessario:

  • sottoporsi periodicamente a una accurata pulizia delle orecchie al fine di rimuovere il cerume in eccesso

  • tutelarsi con una apposita protezione acustica nel caso in cui ci si esponga a rumori forti (si pensi, ad esempio, a un concerto)

  • tenere sotto controllo la pressione sanguigna: i soggetti ipertesi, infatti, hanno maggiori possibilità di soffrire di acufeni

  • Opportuna valutazione stomatognatica al fine di eliminare eventuali interazioni della componente mandibolare


La Spettabile Dottoressa Chiara Castagna, Otorinolaringoiatra prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa patologia con un approfondimento sul trattamento della stessa:

Alla luce di quanto riportato, e tenuto conto della multifattorialità della patologia che vede la sua origine non solo a partenza dall’orecchio ma anche da sistemi ed apparati contigui oltre che da problematiche sistemiche ed apparentemente distanti (ipertensione, patologie ormonali e neoplastiche) mi preme sottolineare l’importanza di un approccio collegiale e multispecialistico. Negli ultimi anni lo stile di vita e le abitudini alimentari hanno notevolmente incrementato la percentuale di pazienti affetti da disordini cranio-mandibolari (bruxismo, sindrome di Costen….) che riconoscono nell’acufene il primo campanello di allarme della loro condizione patologica. Tali pazienti, più di altri, necessitano del lavoro congiunto di otorino, dentista, gnatologo e riabilitatore del settore in quanto, molto spesso, si rivolgono all’otorino in prima istanza guidati dal sintomo acufene la cui soluzione però non risulta, in ultima analisi, competenza dell’otorino stesso. L’interazione tra i vari professionisti consente invece un approccio collegiale ed uno studio più ampio dell’articolazione temporomandibolare e delle strutture muscolo-tendinee ad  essa  annesse con, molto spesso, risoluzione o netto miglioramento del quadro sintomatologico.