Analgesia in travaglio di parto

Analgesia in travaglio di parto

Il timore di non riuscire a tollerare il dolore durante il travaglio di parto è per molte donne in attesa fonte di ansia e preoccupazione. Il dolore avvertito durante il travaglio è il risultato di due componenti: quella fisica, dovuta alle contrazioni uterine, e quella emozionale, dovuta all'ansia e alla paura dell'ignoto. Nella percezione del dolore le due componenti si influenzano spesso reciprocamente, determinando un abbassamento della soglia del dolore. Oggi molte strutture ospedaliere, sia pubbliche che private, consentono alla donna in gravidanza di vivere la delicata fase del parto senza ansie e timori, offrendo la scelta dell'analgesia in travaglio di parto.

Cos'è
L'analgesia in travaglio di parto, conosciuta anche come analgesia peridurale o epidurale, è un trattamento farmacologico somministrato alla partoriente, in grado di ridurre o annullare le sensazioni dolorose legate all'evento della nascita. È un trattamento consigliato alle donne che desiderano vivere con serenità l'esperienza del parto senza dolore. Inoltre, è particolarmente indicato per le gestanti affette da patologie come ipertensione, diabete, cardiopatie e gravi miopie, esposte a maggiori rischi di complicanze per lo stress del travaglio e del parto spontaneo. Utilizzata da diversi anni in tutto il mondo, l'analgesia epidurale è una tecnica sicura e ben tollerata. Soltanto in una piccola percentuale di casi sono stati evidenziati effetti collaterali transitori come lombalgia e mal di testa, entrambi risolvibili in tempi brevi.

Come si esegue
L'analgesia in travaglio di parto richiede pochi minuti e non è dolorosa, perché preceduta da anestesia locale. La procedura viene eseguita a travaglio iniziato dal medico anestesista sulla partoriente in posizione seduta o sdraiata su un fianco. L'anestesista, attraverso l'inserimento di un apposito ago a livello della regione lombare, raggiunge lo spazio epidurale, costituito da tessuto grasso di rivestimento delle fibre nervose che trasmettono il dolore. All'ago viene collegato un piccolo catetere, un tubicino in materiale plastico, attraverso cui viene somministrato l'analgesico durante le varie fasi del travaglio. Il catetere, fissato alla schiena della gestante, viene rimosso a parto avvenuto.

Risultato
Grazie all'analgesia in travaglio di parto, la partoriente perde la sensibilità al dolore legato alle contrazioni uterine, ma non la sensibilità e la mobilità degli arti inferiori. Pertanto, è in grado di muoversi e assumere le posizioni che le garantiscono maggiore confort durante il travaglio. Somministrato nelle giuste dosi, il farmaco analgesico consente alla donna di avvertire le contrazioni sotto forma di irrigidimento dell'addome e di attuare le spinte durante la fase espulsiva. La mancanza del dolore al momento del parto rende la donna più collaborativa con lo staff medico e più partecipe emotivamente all'evento della nascita. Inoltre, nel caso in cui le condizioni richiedano il passaggio dal parto per via vaginale a quello con taglio cesareo, attraverso il catetere è possibile somministrare un diverso tipo di farmaco che agisca da anestetico, prima di procedere all'intervento chirurgico. 

Altre informazioni
La richiesta dell'analgesia in travaglio di parto viene preceduta nelle ultime settimane di gravidanza dal consulto con l'anestesista, dalla valutazione degli esami del sangue e, in caso di assenza di controindicazioni, dalla firma del consenso informato. Il consenso informato non ha valore vincolante per la gestante, che può decidere in qualunque fase del travaglio l'interruzione del trattamento analgesico