Analisi del sangue

Analisi del sangue

cosa sono, a cosa servono, la preparazione, l’esecuzione, gli specialisti e la lettura dei risultati

Indice

1.1  Definizione

1.1.1 Tipi di esami ematici

1.2  Applicazioni

1.3 Esecuzione

1.3.1 Preparazione

1.3.2 Procedura

1.3.3  Le analisi del sangue fanno male?

1.4 Quando effettuarle

1.5 Specialisti

1.6 Lettura risultati

1.7 Controindicazioni

 

Definizione
Le analisi del sangue sono fondamentali strumenti diagnostici che consentono di individuare eventuali patologie, problematiche e squilibri che potrebbero evolvere in malattie. Vengono eseguite su un campione di sangue venoso, di piccolo volume, prelevato normalmente da una vena del braccio.
Insieme al prelievo del sangue è spesso richiesto anche un esame delle urine completo o un’analisi delle feci.


Tipi di esami ematici
Cosa comprendono gli esami del sangue completi? tramite le analisi cliniche delle cellule ematiche, della concentrazione di ormoni e delle sostanze di origine alimentare, il medico può ottenere informazioni importanti sulle condizioni generali di salute di un soggetto. Di seguito l’elenco degli esami del sangue più comuni:

  • esame emocromocitometrico (o emocromo): è l’esame del sangue di base. L’emocromo completo cosa comprende:

  • RBC, globuli rossi o eritrociti (trasportano l’ossigeno, fissato tramite l’emoglobina). La quantità di globuli rossi incide su emoglobina ed ematocrito;

  • Reticolociti (globuli rossi giovani);

  • HT, ematocrito  (percentuale di parte corpuscolata del sangue);

  • HGB, emoglobina (proteina che trasporta l’ossigeno);

  • MCH (contenuto medio di emoglobina);

  • MCHC (concentrazione emoglobinica media);

  • MCV (volume corpuscolare medio dei globuli rossi);

  • RDW (ampiezza distribuzione globuli rossi);

  • WBC, globuli bianchi o leucociti (difendono l’organismo dagli attacchi esterni);

  • PLT, piastrine o trombociti (necessarie per la coagulazione);

  • MPV (volume medio delle piastrine).

L’emocromo con formula è, in sostanza, il più classico dei test sul sangue. Valutando  il numero, la forma, le dimensioni e la struttura dei globuli rossi, dei globuli bianchi e delle piastrine, l’esame fornisce le prime indicazioni sulla presenza di eventuali problemi a carico dell’organismo;

  • transaminasi: si tratta del test che rivela la presenza nel sangue degli omonimi enzimi, che agiscono a livello epatico. Una loro elevata concentrazione può essere indice di problemi all’apparato epatico (soprattutto al fegato). Nell’ambito di questo esame, vengono valutati i seguenti valori: transaminasi glutamico-piruvica (GPT), transaminasi glutammico-ossalacetica (GOT), gamma glutamiltranspeptidasi (gamma GT);

  • fosfatasi alcalina: anche questo è uno dei test che appartiene al profilo epatico. Indica la presenza e la concentrazione nel sangue del medesimo enzima. Oltre a riconoscere eventuali malattie del fegato, l’esame consente di individuare danni a livello delle vie biliari;

  • proteine nel sangue: si tratta di valori attraverso i quali è possibile determinare la concentrazione delle proteine plasmatiche presenti nel sangue. Possono essere misurati attraverso l’elettroforesi sieroproteica o protidogramma: valori alti o bassi sono, solitamente, collegati a disturbi metabolici o renali. In particolare, quando le proteine sieriche totali sono elevate, possono esserci problemi al fegato o ai reni, patologie autoimmuni o malattie che colpiscono il sangue. Quando, invece, i valori sono bassi, è possibile che vi siano problemi di carattere intestinale, con compromissione dell’assorbimento (ad esempio, morbo di Crohn, anoressia, diete insufficienti, scompensi cardiaci, forme tumorali di vario tipo);

  • urea nel sangue: un’alta concentrazione di urea nel sangue indica, il più delle volte, una momentanea disidratazione, la presenza di alterazioni del funzionamento dei reni o un regime alimentare fortemente sbilanciato in relazione alle proteine;

  • bilirubina: valori di bilirubina troppo alti indicano la presenza di ittero. Se è la quantità di bilirubina non coniugata ad essere eccessiva, in genere, si è in presenza di patologie che causano la distruzione di globuli rossi. Quando, invece, ad essere elevata è la bilirubina coniugata o diretta, si è solitamente in presenza di problemi che riguardano soprattutto il fegato (ad esempio, epatiti virali e alcoliche o reazioni ad alcune categorie di farmaci);

  • elettroliti: il test degli elettroliti è uno dei più complessi, in quanto ad essere testate sono le concentrazioni di varie sostanze come magnesio, potassio, cloruri, calcio e sodio. Al mutare delle concentrazioni di tali sostanze nel sangue possono essere associate numerose patologie e stati di malessere, motivo per cui l’esame elettrolitico è uno dei test più rilevanti;

  • glicemia (o glucosio nel sangue): il test ematochimico della glicemia è basilare per individuare e controllare l’evoluzione di patologie inerenti ai normali processi metabolici degli zuccheri (glicemia a digiuno, intolleranza al glucosio, vari tipi di diabete). L’esame viene svolto sia a digiuno che ad una certa distanza di tempo dall’ingestione di una determinata quantità di glucosio;

  • anidride carbonica: valori di anidride carbonica (CO2) non rientranti nella norma indicano la presenza di ipercapnia, uno stato che può essere causato da problemi di ipoventilazione, patologie polmonari e problematiche che riguardano la corretta respirazione del soggetto;

  • ACHT: acronimo che si riferisce ai valori di un importante ormone del nostro corpo, la corticotropina. L'ACTH può risultare elevato in caso di tumori dell'ipofisi anteriore, forti stress fisici o psichici, morbo di Addison, ipoglicemia, gravidanza. Anche che alcuni farmaci possono indurre un aumento dei valori di ACTH (tra cui la levodopa, l'insulina e le amfetamine). L'ACTH può, invece, essere basso in caso di tumore primitivo delle surrenali, insufficienza dell'ipofisi, terapia con  corticosteroidi;

  • sideremia, ferritina, transferrina: si tratta di analisi che possono essere eseguite anche separatamente e che misurano (a diverso titolo) la quantità di ferro presente nell’organismo. Il ferro è un elemento essenziale per il corpo umano: serve per il trasporto dell'ossigeno nel sangue, per l’aumento delle cellule, per la costruzione della struttura di tessuti e organi;

  • albumina: la principale funzione dell’albumina è quella di mantenere costante il valore della pressione necessaria al nostro corpo per una giusta distribuzione dei liquidi nei tessuti e nei vasi sanguigni;

  • colesterolo (totale, HDL, LDL): si riferisce al grasso delle cellule dell’organismo e, quindi, alla valutazione  dei grassi nel corpo (metabolismo lipidico);

  • trigliceridi: il valore indica i grassi prodotti nel fegato o introdotti con gli alimenti;

  • azotemia: il parametro indica la concentrazione di azoto non proteico nel sangue. È importante controllare spesso questo valore soprattutto per esaminare il corretto funzionamento dei reni;

  • creatinina: è una sostanza chimica di rifiuto prodotta dall’organismo. La produzione di creatinina è legata al metabolismo della creatina, sostanza indispensabile per i nostri muscoli. La misurazione della creatinina nel sangue e nelle urine è basilare per misurare lo stato di salute dei reni e della funzionalità renale;

  • proteina C-reattiva (PCR): sintetizzata dal fegato e dalle cellule adipose, è una proteina che appare nel sangue in elevate concentrazioni nella fase acuta di varie malattie, nei processi infiammatori e nel decorso post operatorio per la comparsa di infezione o infiammazione;

  • PT e PTT: sono esami che permettono di valutare il tempo di coagulazione del sangue (è importante tenerli sotto controllo, ad esempio, prima di interventi chirurgici, nei pazienti con malattie del sangue, nei pazienti in terapia con farmaci come l’eparina);

  • VES (velocità di eritrosedimentazione): si tratta di un esame molto importante (basato sul fatto che il sangue contiene una parte liquida e una corpuscolata) per valutare lo stato di salute dell'organismo e la presenza di varie patologie;

  • ormoni tiroidei: gli esami tiroidei (TSH, FT4, FT3, anticorpi antitiroidei) consentono di valutare il livello di funzionamento della tiroide, nonché di diagnosticare la causa di disturbi tiroidei come ipertiroidismo e ipotiroidismo;

  • esame del dosaggio ormonale: il dosaggio degli ormoni femminili (FSH, estradiolo, LH, progesterone) serve per stabilire se sono presenti delle alterazioni nella funzione delle ovaie (con conseguente inibizione dell'ovulazione, irregolarità o assenza di mestruazioni).

Esami ematochimici cosa sono: gli esami ematochimici, quindi, sono dei test che consentono, di avere un quadro generale e riassuntivo dello stato di salute del nostro organismo, in particolar modo con rifermento a midollo osseo, fegato, rene, metabolismo.
Inoltre, nel sangue è anche possibile ricercare i markers tumorali, ossia specifici indicatori biologici che fanno sospettare la presenza di un tumore (ad esempio, il PSA per il carcinoma alla prostata).

 

Applicazioni
Le analisi del sangue servono a fornire importanti informazioni sullo stato di salute generale di un soggetto in base alla funzione dei vari organi e apparati dell’organismo, da cui dipendono i livelli delle sostanze misurate.
Gli esami del sangue, che consentono di rilevare prontamente un’alterazione dei parametri che può essere indice di malattie o di aggravamento di una sintomatologia, sono, solitamente, il primo passo per la ricerca di una diagnosi, risultano necessari prima di un intervento chirurgico e hanno una fondamentale importanza  per rilevare tumori o monitorare una particolare situazione (anche dopo la cura di un tumore).
Ne sono esempio gli  esami del sangue per ferro, colesterolo o per il funzionamento del fegato o della tiroide.
  

Esecuzione
La procedura per eseguire le analisi del sangue è piuttosto semplice.

Preparazione
Nella fase di preparazione agli esami ematochimici, è importante seguire alcuni accorgimenti relativi alla dieta e all’esercizio fisico. Per quanto riguarda l'alimentazione, occorre mangiare come sempre, poiché una drastica riduzione dell'apporto calorico la sera prima delle analisi potrebbe alterare alcuni parametri, provocando una diminuzione del volume plasmatico (parte liquida del sangue) e un aumento della creatinina plasmatica. Anche l’assunzione di quantità eccessive di cibo e di nutrienti particolari (come grassi o zuccheri) potrebbe causare un’artificiosa alterazione dei valori. Per quanto riguarda, invece, l'esercizio fisico prolungato e intenso, è opportuno che esso venga evitato, in preparazione analisi del sangue, almeno il giorno prima del prelievo, soprattutto se si deve analizzare la creatina chinasi (CK), il cui valore risulterebbe aumentato di circa il 40%. Infine, occorre specificare se si assumono farmaci di qualunque tipo, poiché potrebbero interferire con il risultato di alcuni esami.
Esami del sangue a digiuno: generalmente, le analisi del sangue si effettuano la mattina a digiuno (a circa 8-10 ore di distanza dal pasto serale). Quindi, bisogna non assumere nulla (al massimo un po’ d'acqua) ed evitare caffè e tè.                  

Procedura
Il prelievo di sangue venoso viene normalmente effettuato da una vena in corrispondenza della piega del gomito, dell’avambraccio o del dorso della mano. La quantità di sangue estratto varia in base al numero di analisi che si devono eseguire: in ogni caso, si tratta sempre di una quantità molto piccola.                 

Le analisi del sangue fanno male?
Dolore durante le analisi del sangue: le analisi del sangue non sono dolorose. L’unico problema che può presentarsi all’atto del prelievo è la paura dell’ago.

      

Quando effettuarle
Veloci e indolori, in assenza di sintomi, le analisi del sangue sono un fondamentale strumento di prevenzione: per tale motivo andrebbero eseguite almeno una volta l'anno, anche in soggetti giovani e sani.
In situazioni specifiche, ossia quando occorre monitorare alcuni valori è importante effettuare il prelievo a distanza di un certo periodo indicato dal medico di base o specialista che le prescrive, ad esempio, nel caso in cui sia necessario controllare il numero dei monociti (una tipologia di globuli bianchi), che rappresentano dei veri e propri indicatori della salute del nostro sistema immunitario. Inoltre, sono molto importanti le analisi del sangue per gravidanza o per difese immunitarie basse.


Specialisti
Per eseguirle occorre affidarsi ad uno specialista. Gli specialisti in analisi del sangue sono: patologo clinico, medico del lavoro, medico di laboratorio, ematologo (per l’interpretazione dei risultati).

 

Lettura dei risultati
Come leggere gli esami del sangue? insieme ai valori dei vari esami, ogni laboratorio di analisi indica un intervallo di normalità (ricavato da medie sulla popolazione) cui rapportarli. Piccoli scostamenti dal range di normalità non hanno particolare significato clinico e non devono destare preoccupazioni (in ogni caso, occorre sempre valutare lo scostamento percentuale dei valori).
A volte, la lettura di un parametro, per una corretta valutazione, va integrata con altri parametri.
I risultati sono abbastanza rapidi (ad eccezione di alcuni parametri la cui ricerca è più sofisticata).
In base a quanto precedentemente detto, i risultati delle analisi del sangue più comuni includono diversi valori con le relative sigle. Nello specifico:

  • valori emocromo ( HGB, MCH, eritrociti (RBC), RDW), riferiti ai corpuscoli del sangue, con indicazione dei  valori dei globuli rossi, dei globuli bianchi e dei  valori normali dei globuli bianchi (leucociti o WBC) cui fare riferimento, PLT (valore di laboratorio numero piastrine nel sangue). Gli indici corpuscolari (MCV, MCH e MCHC) sono ampiamente utilizzati nella classificazione delle anemie, mentre l’ematocrito e la concentrazione di emoglobina sono indici usati per esprimere la loro gravità (è legata alle anemie anche la condizione di emazie ipocromiche, per cui un soggetto possiede una quantità minore di emoglobina rispetto al normale).
    I linfociti rappresentano il 20/40% dei leucociti immunitari  e sono essenziali per la funzionalità del nostro sistema immunitario. La loro concentrazione viene rilevata attraverso un normale esame del sangue: valori alterati possono essere considerati indici di disturbi e patologie  in corso nell’organismo.

Come per tutti gli esami del sangue, anche per l’emocromo vi sono valori di riferimento oltre i quali si possono avere situazioni fisiche anomale (emocromo alto e basso).

  • CPK (creatinfosfochinasi): l’enzima CPK gestisce la produzione di energia a livello dei muscoli,  del cuore e del cervello;

  • PTT;

  • TSH;

  • Gamma GT;

  • Albumina;

  • VES.

La presenza di un tumore nell'organismo può essere rivelata dai risultati dell’analisi del sangue attraverso il dosaggio di particolari sostanze (markers tumorali): in caso di tumore gli esami del sangue sono sballati. Quali valori del sangue indicano la presenza di un tumore? alcuni marcatori sono specifici per determinati tumori (come, ad esempio, il PSA o il Ca125), mentre altri aumentano in molte neoplasie (come il CEA, antigene Carcino-Embrionario o la alfa-fetoproteina). Infine, i valori dell’emocromo in caso di tumore risultano alterati rispetto ai valori standard.

Controindicazioni
Non vi sono particolari controindicazioni per le analisi del sangue, poiché si tratta di semplicissimi esame di routine per controllare il proprio stato di salute.
 

Lo Spettabile Dott. Angelo Michele Carella, Ematologo, prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa prestazione con un approfondimento sulla lettura di una specifica tipologia di analisi:
Per quanto riguarda le proteine, se dal protidogramma risulta un loro aumento, questo potrebbe evidenziare la presenza di una patologia delle plasmacellule, deputate alla produzione di anticorpi, quale la gammopatia monoclonale "benigna" o un mieloma multiplo.