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Anestesia

Anestesia

Descrizione
Per anestesia si intende, in medicina, l’assenza di sensibilità, sia al dolore che ai normali stimoli meccanici. È utilizzata per eseguire sui pazienti interventi dolorosi e invasivi, come nel caso dell'anestesia generale o totale, che si accompagna ad assenza di coscienza e miorilassamento, oppure per effettuare interventi localizzati che richiedono l'insensibilità di una parte del corpo, come nel caso dell'anestesia locale.

 

Un po' di storia
Il termine anestesia è stato inventato dal poeta e medico Oliver Wendell Holmes, che utilizzò per la formazione del vocabolo la parola greca anaisthesia che significa, appunto “mancanza della facoltà di sentire”.

Le origini della pratica anestetica sono molto antiche: secondo alcune fonti, pare che i primi indizi di narcosi pre-operatoria risalgano addirittura ai popoli mesopotamici del 3000 a.C., che usavano comprimere le carotidi dei pazienti per far perdere loro conoscenza. Anche gli Egizi utilizzavano metodi anestetici, quali l’utilizzo della neve per inibire la circolazione del sangue nelle vene e un particolare metodo chiamato “la pietra di Menfi”. In un secondo momento si sviluppò l’utilizzo di erbe e sostanze di vario tipo come hashish, oppio e alcool.

Con il Settecento si ebbe l’avvio dell’anestesiologia moderna, con le sperimentazioni per l’utilizzo del protossito di azoto da parte di Joseph Priestly e Sir Humpry Davy e gli esperimenti sull’etere dietilico di Faraday.

Gli studi sull’etere proseguirono con Crawford Williamson Long e Horace Wells ma si perfezionarono completamente solo con l’opera di William T. G. Morton. A lui si deve la nascita dell’anestesiologia vera e propria, praticata mediante l’inspirazione da parte del paziente dei vapori provenienti da un congegno collegato ad una spugna imbevuta di etere.

Altri eventi rilevanti nell’ambito della medicina anestetica furono le sperimentazioni del cloroformio da parte del dottor Wells, morto suicidia in tragiche condizioni e il brevetto della sostanza denominata “letheon” ad opera del dottor Morton, che si rivelò poi essere semplice etere dietilico.

 

Percorso di formazione
Per diventare anestesista, è necessario aver conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia ed aver concluso la Scuola di Specializzazione in Anestesia e Rianimazione. È questo l’iter per diventare “anestesista-rianimatore”, il medico che opera all’interno dei reparti di rianimazione e per le pratiche pre-operatorie.

 

Associazioni di settore
In Italia, associazioni di settore sono la SIAARTI (Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva), la  AAROI EMAC (Associazione Anestesisti Rinimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica) e, negli Stati Uniti, la ASAHQ (American Society of Anesthesiologists).

Disturbi e patologie generalmente trattate dagli anestesisti