Biopsia prostatica

Biopsia prostatica

La prostata è una ghiandola simile ad una castagna dell'apparato genitale maschile che produce ed immagazzina il liquido prostatico, il prezioso nutrimento degli spermatozoi. La ghiandola può essere colpita da tumori, più o meno aggressivi, già dopo i 50 anni di età. Secondo ricerche mediche recenti, quasi l'intera popolazione maschile, dopo gli 80 anni, presenta un piccolo focolaio di cellule tumorali. In molti casi si tratta di tumori benigni con un'evoluzione lenta ma esistono anche i casi di evoluzioni rapide tipiche dei tumori maligni che causano la morte. Purtroppo la patologia non presenta sintomi particolari e proprio per questo la diagnosi precoce ed il tempestivo trattamento garantiscono maggiori probabilità di eliminare il tumore o di limitarne gli effetti.

Cos'è
La biopsia della prostata è un esame diagnostico che viene effettuato quando si sospetta la presenza di un tumore. L'esame si rende necessario quando, in via preliminare, si riscontrano valori elevati del PSA, l'antigene prostatico specifico che è una sostanza prodotta dalla prostata, oppure a seguito di un'esplorazione rettale dubbia.

Come si esegue
L'esame diagnostico, della durata di circa mezz'ora, non richiede in generale il ricovero in ospedale ma si esegue in anestesia locale. La posizione ideale è sul fianco o quella ginecologica. Può essere eseguito secondo due approcci, transrettale oppure transperineale. Nel primo caso si procede all'introduzione della sonda ecografica nel retto mentre nel secondo caso si esegue l'esame in un'area tra i testicoli e l'ano. L'operatore ispeziona l'area rettale e le caratteristiche morfologiche della prostata e delle sue zone periferiche al fine di poter individuare le aree ideali da cui effettuare il prelievo dei campioni che avviene con speciali aghi da biopsia.

Risultato
I campioni prostatici sono osservati al microscopio da un anatomopatologo che accerta la presenza sia delle cellule sane che di quelle tumorali. In tal caso l'operatore localizza le aree danneggiate ed il livello di gravità. Successivamente, entro pochi giorni, redige il referto istologico dell'esame. In caso di dubbio l'esame bioptico può essere ripetuto dopo 3 o 6 mesi.

Altre informazioni
La biopsia prostatica, pur essendo una metodica invasiva, è un esame diagnostico che non arreca particolari fastidi al paziente e non presenta effetti collaterali particolari. Piccole emorragie temporanee possono manifestarsi nelle urine e nelle feci, tuttavia, l'esame è generalmente ben tollerato e poco doloroso tranne nei pochi istanti di prelievo dei campioni bioptici.
Richiede, invece, alcune preparazioni come un clistere per la pulizia del retto da residui fecali e per permettere alla sonda una visualizzazione ottimale. All'esame è preferibile presentarsi con la vescica piena mentre il digiuno non viene richiesto. Per scongiurare possibili infezioni, inoltre, deve essere somministrato dell'antibiotico. In caso di patologie particolari come quelle che prevedono l'uso di farmaci antiaggreganti, il medico può valutare la sospensione temporanea della terapia. Altri effetti lievi possono riguardare abbassamenti della pressione arteriosa, presenza di sudorazione e malessere generale.