Calcoli renali

Calcoli renali

cause, sintomi e rimedi

Indice

1.1 Definizione

1.2 Cause

1.3 Sintomi

1.4 Cura

1.4.1 Rimedi medici

1.4.2 Farmaci

1.4.3 Rimedi naturali

1.5 Specialisti

1.6 Prevenzione  

1.7 Complicanze

 

Definizione
La calcolosi renale, comunemente nota come calcoli renali, è una patologia contraddistinta dalla presenza di piccole aggregazioni di sali minerali (variabilmente composti da acido urico, ossalati, cistina, colesterolo, calcio o fosfati), dalla consistenza dura, che si formano nel tratto urinario, prevalentemente nei reni, organi fondamentali del corpo umano. In alcuni casi, i calcoli renali, spesso preceduti da una renella (una specie di sabbiolina) costituita da microcalcoli che poi si agglomerano a formare i calcoli,  sono asintomatici e vengono scoperti casualmente. In altri casi, invece, un dolore acuto e violento, noto come colica renale, segnala fortemente la loro presenza.
In base alla composizione chimica delle formazioni, si distinguono diversi tipi di calcoli, ognuno dei quali necessita di un approccio terapeutico diverso.

Cause
La formazione dei calcoli è favorita dall'aumento della concentrazione dei sali minerali o dalla diminuzione del liquido che li tiene in soluzione (ossia, da uno scarso volume di urine, spesso per una ridotta assunzione di liquidi). Quando i sali si aggregano tra di loro danno vita prima ai cosiddetti cristalli, per poi formare i microcalcoli e, infine, i calcoli veri e propri (che possono addirittura raggiungere le dimensioni di una pallina da golf).
Se i cristalli di ossalato di calcio sono minuscoli, riescono a percorrere le vie urinarie e vengono espulsi dall’organismo.
Benché la presenza dei calcoli sia spesso correlata ad un regime alimentare inadeguato, anche la predisposizione genetica è una causa dei calcoli renali e riveste un ruolo di primo piano nella loro formazione. Inoltre, è stata rilevata una connessione tra la calcolosi renale e fattori quali: acidità delle urine, disidratazione, assunzione di pochi liquidi (un flusso di urine limitato favorisce il ristagno e, di conseguenza, la precipitazione dei sali in esse contenuti), l’iperparatiroidismo, che causa un alterato metabolismo del calcio con ipercalcemia e ipercalciuria, l’età (i calcoli renali si formano in prevalenza tra i venti e i quarant'anni), le infezioni croniche delle vie urinarie, l’abuso di alcuni farmaci o di integratori salini e vitaminici, il sesso maschile, l’etnia (si registra una maggiore incidenza nella razza bianca e in quella asiatica), il clima (il caldo estivo determina una maggiore evaporazione che, se non reintegrata da un adeguato apporto di liquidi, aumenta la concentrazione delle urine e, quindi, la precipitazione dei sali minerali e la formazione di renella/calcoli).
              

Sintomi
Un acuto dolore ai reni è il principale sintomo della presenza di calcoli. Il dolore, che può derivare anche dallo spostamento dei calcoli dalla sede di origine o lungo le vie escretrici e dall’ostacolo da essi costituito al passaggio dell’urina: si parla, in tal caso, di coliche renali. In alcuni casi, le coliche sono piuttosto dolorose, mentre in altri il dolore è contenuto: ciò dipende non tanto dalle dimensioni del calcolo, quanto dalla particolare formazione anatomica del rene, dalla soglia di sensibilità al dolore e da numerosi altri fattori che possono acuire o moderare la sintomatologia. Per fortuna, non tutti i calcoli si muovono e non è detto che dalla presenza di un calcolo derivi necessariamente una colica. Anche se alcuni soggetti non avvertono sintomi, la maggioranza dei pazienti lamenta dei disturbi premonitori, tra cui bruciore e frequente stimolo di urinare.

Solitamente, la colica renale provoca un dolore forte ed improvviso in corrispondenza del fianco (generalmente, da un solo lato): il dolore può proseguire a fasi alterne, diminuendo di intensità, per poi peggiorare rapidamente e irradiarsi anteriormente e verso l'inguine. Oltre ai dolori al basso ventre e ai reni, altri sintomi dei calcoli renali che possono manifestarsi sono: mal di schiena, sabbia nelle urine (o renella), disuria (difficoltà ad urinare), brividi,  febbre, ematuria (sangue nelle urine), nausea e vomito.
La renella, invece, è indice della presenza di microcalcoli che possono causare disturbi della minzione e/o coliche.

La diagnosi di calcoli renali viene effettuata attraverso specifici esami strumentali e di laboratorio: analisi delle urine, radiografia dell'addome ed ecografia addominale. In alcuni casi, possono essere necessarie indagini più complesse quali l'urografia e la TAC spirale.
 

Cura
Per favorire l'eliminazione del calcolo renale, spesso, si ricorre ad un classico ed efficace metodo noto come "colpo d'acqua": il paziente viene invitato a bere velocemente circa un litro/un litro e mezzo di acqua minimamente mineralizzata, in maniera da indurre una forte spinta urinaria e agevolare l'espulsione del calcolo.

Rimedi medici
Come espellere un calcolo nell’uretere: comune a tutte le forme di calcolosi è l'apporto idrico. Garantendo una diuresi di almeno 2 - 3 litri al giorno, le urine si presentano più diluite e si riduce il rischio di sovrasaturazione. L’assunzione deve essere distribuita durante tutto l’arco della giornata. Le cure con acque minerali (trattamento idropinico) non possono essere protratte troppo a lungo o condotte con eccessiva leggerezza senza il preventivo consenso medico.

Nel caso in cui tale metodica non dia risultati soddisfacenti, si può ricorrere ai classici farmaci antinfiammatori come Ibuprofene e Diclofenac,  che calmano il dolore e, se la renella si è accumulata nel bacinetto renale o anche un calcolo piccolo (di 5-6 millimetri) si è fermato nelle vie urinarie, ne facilita l’espulsione. Quando la terapia con farmaci non è sufficiente, in base alla grandezza e alla sede del calcolo renale, è possibile ricorrere a varie tecniche di cura dei calcoli renali:

  • litotrissia extracorporea: è uno dei rimedi medici che consente, tramite onde d'urto originate esternamente al corpo del paziente, di frantumare il calcolo e favorire l’eliminazione spontanea dei frammenti (intervento consigliato in caso di calcoli di piccole e medie dimensioni, inferiori a 1,5/ 2cm);

  • litotrissia endoscopica uretrale o uretrorenoscopia: servendosi di una piccola sonda inserita per via uretrale, il medico raggiunge il calcolo, frantumandolo con ultrasuoni o raggi laser;

  • litrotissia renale percutanea: attraverso un piccolo foro nel fianco viene inserito uno strumento che frantuma il calcolo e ne estrae i frammenti: è un procedimento più invasivo;

  • nefrolitotomia percutanea o trattamento chirurgico: per i calcoli renali più grandi, che non possono essere rotti in piccoli pezzi usando le onde d'urto. L'intervento, una piccola incisione nella schiena del paziente, consente di rimuovere i calcoli.

Farmaci
La terapia con farmaci è necessaria per eliminare il calcolo renale, attenuare il dolore e prevenire la formazione di altri aggregati di minerali nei reni. Nella maggior parte dei casi, il calcolo renale viene espulso spontaneamente entro le 48 ore dall'inizio dei sintomi, a seguito di un'adeguata assunzione di liquidi e di eventuali farmaci analgesici.

I farmaci per i calcoli renali antispastici (scopolamina butilbromuro, atropina solfato, belladonna e papaverina cloridrato), che riducono la contrattilità della muscolatura liscia, sono indicati soprattutto per il trattamento delle coliche renali (il loro uso va limitato ai casi in cui la progressione del calcolo, a causa delle sue dimensioni e morfologia, appaia piuttosto improbabile).

Di largo impiego sono i classici FANS già citati (Diclofenac, Ibuprofene) che prevengono l’infiammazione dei tessuti, e analgesici (Petidina) che, risolvendo il dolore, interrompono l’alternanza dolore-spasmo-dolore senza interferire con la peristalsi ureterale, fondamentale per la progressione e l'eliminazione spontanea del calcolo.

Gli antiemetici, invece, rappresentano un valido aiuto contro il vomito.

In base al tipo di minerale di cui è composto il calcolo, il medico può prescrivere farmaci utili per limitare la formazione dell'aggregato o farmaci per sciogliere i calcoli renali (favorendone l'eliminazione spontanea). Gli antibiotici sono consigliati in caso di calcoli da struvite (cioè infezioni ripetute che causano calcoli di ammonio, fosfato e magnesio), i diuretici tiazidici (idroclorotiazide) sono indicati in caso di aggregati di calcio, il bicarbonato di sodio o citrato di sodio  per l'alcalinizzazione delle urine (tecnica terapica che può prevenire la formazione di calcoli renali). Il citrato di potassio tende a prevenire la formazione dei calcoli di acido urico e di ossalato di calcio. 

Rimedi naturali
I rimedi naturali per i calcoli sono rappresentati da:

  • tisane, costituite da un massimo sei piante officinali, sminuzzate secondo precise metodiche che vengono immerse in acqua bollente e lasciate in infusione per 5/10 minuti;

  • infusi costituiti da fiori e foglie di un composto sui quali viene versata dell’acqua bollente lasciata poi a riposare per 5-10 minuti e filtrata, che vengono bevuti per stimolare la diuresi.

I rimedi naturali per alleviare i sintomi dolorosi della patologia e per mantenere in soluzione i sali minerali nelle urine, minimizzando il rischio stesso di calcoli renali, si avvalgono quindi di tisane a base di piante ad azione diuretica, antinfiammatoria o spasmolitica come: betulla, ononide spinoso, tarassaco, verga d’oro, gramigna. Inoltre, possono essere d’aiuto: equiseto, erba spaccapietre, acqua di cocco, erba mate, sedano selvatico, tintura madre di Ruscus aculeatus, oli essenziali di lavanda, camomilla e maggiorana (da strofinare sulla zona dolente).

Come già riportato, la principale raccomandazione per contrastare la formazione dei calcoli renali è quella di mantenere idratato l'organismo attraverso l’assunzione di un’adeguata quantità di liquidi con la dieta: in tal modo, le sostanze presenti nelle urine vengono diluite in maggior misura e, quindi, sono minori le possibilità di una loro aggregazione. L'apporto idrico va sempre proporzionato al tipo di alimentazione e all'attività fisica svolta, senza esagerare.

Una delle cure naturali per alleviare la contrazione spastica della muscolatura liscia durante le coliche, consiste nell’immergersi in una vasca d'acqua quasi bollente: il calore, infatti, esercita un effetto vasodilatatore, in grado di alleviare il dolore spastico.
Tale rimedio non è, però, consigliabile in occasione di calcoli renali associati a sangue nelle urine (in tali casi il calore favorirebbe l'emorragia).

Solitamente, in presenza di calcoli renali è consigliabile preferire l'acqua alle altre bevande, scegliendo acque oligominerali o minimamente mineralizzate, sì da contenere l'apporto di sodio e di calcio. Tè, caffè e succhi di frutta sono ricchi di ossalati, per cui il loro consumo andrebbe limitato, specialmente in presenza di calcoli da ossalato di calcio.

E’, poi, opportuno incrementare l’apporto di acqua durante un pasto abbondante, di notte, in caso di sudorazione eccessiva, di vomito o diarrea.

Cosa non mangiare se si soffre di calcoli renali: innanzitutto, è consigliabile cucinare gli alimenti con poco sale (che può essere sostituito con delle spezie o, comunque, con sale iposodico). Occorre evitare o, comunque, limitare il consumo di: bevande gassate, alimenti di non facile digestione, tra cui fritture e alimenti ricchi di grassi, cibi salati, carne e dolci, alimenti ricchi di ossalato (kiwi, spinaci, barbabietole, patate dolci, cioccolato, soia), frutta secca a guscio e fragole, alcolici. Inoltre, è necessario non esagerare con l’assunzione di vitamina C o abusare di integratori contenenti vitamina D.

In ogni caso, è fondamentale che l’alimentazione vada adattata al tipo di calcolosi da cui è affetto il paziente: l'adozione di alcuni rimedi dietetici può, infatti, rivelarsi appropriata in alcuni casi e controindicata in altri. Generalmente, una corretta dieta è volta a raggiungere i seguenti obiettivi: ridurre l’escrezione urinaria dei sali cui è dovuta la formazione del calcolo e aumentarne la diluizione, incrementare l’apporto di sostanze che ne inibiscono la formazione (come l’acido citrico), diminuire i fattori che favoriscono la precipitazione dei sali responsabili del processo di formazione del calcolo. Pertanto, al trattamento ritenuto necessario e ai rimedi naturali, va associata una dieta che, solitamente, prevede un basso apporto proteico, l’assunzione di legumi, alcuni tipi di verdura (come carciofi, cavolo, sedano e cipolla), ortica, frutta ricca di vitamina C (poiché l’acido ascorbico, nelle giuste quantità, è un rimedio utile per prevenire la formazione dei calcoli), alimenti alcalinizzanti urinari (come il succo di limone), alimenti integrali e fibre. E’ importante che l’alimentazione sia monitorata dal medico curante che, in base alla tipologia di calcolo, stabilisce la dieta opportuna.

Specialisti
In caso di calcoli renali ci si può rivolgere ai seguenti  specialisti: urologo, nefrologo, radiologo, medico generale. Se, invece, ci si vuole affidare ad uno  specialista operante nell’ambito della medicina complementare all’omeopata e, per un consiglio sulla corretta alimentazione da seguire per prevenzione e cura dei calcoli, ad un dietologo, nutrizionista o dietista.
 

Prevenzione
Un’adeguata prevenzione dei calcoli renali passa, quindi, da una corretta alimentazione. Inoltre, è importante anche seguire una costante attività fisica e fare particolare attenzione all’igiene intima per rendere minimo il rischio di infezione alle vie urinarie (uno dei fattori di rischio per i calcoli renali).

Complicanze
A causa della loro forma e composizione chimica, i calcoli renali possono spostarsi dalla sede di origine, andando ad ostacolare il flusso dell'urina: ciò, oltre a provocare un dolore spesso acuto, può comportare delle complicanze, come lo sviluppo di infezioni urinarie e, nel lungo periodo, la possibilità di danni ai reni, fino ad un’insufficienza renale progressiva.

 

Lo Spettabile Prof. Giuseppe Caramia, Urologo pediatrico, prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa patologia con un approfondimento sul trattamento della stessa:
Solo da qualche decennio, grazie all’evoluzione delle conoscenze, la medicina è in grado di offrire adeguate indicazioni nutrizionali, cure mediche e una specializzazione urologica che tiene conto della localizzazione, della forma, della grandezza del calcolo e quindi della probabilità della sua espulsione spontanea o della necessità di cure mediche e/o chirurgiche.