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Cardiochirurgia

Cardiochirurgia

Descrizione
La cardiochirurgia è una disciplina chirurgica che si occupa di intervenire sul cuore e sui grossi vasi sanguigni ad esso collegati. Corregge alterazioni congenite e acquisite e, nei casi più gravi, provvede al trapianto d’organo o all’impianto di protesi sostitutive. Non va confusa con la cardiologia, che si occupa invece dell'aspetto medico-diagnostico e terapeutico.

 

Un po' di storia
È solo coi primi cinquant’anni del Novecento che questa disciplina si sviluppa considerevolmente, grazie all’incremento delle conoscenze teoriche, sperimentali e cliniche. Dopo la seconda guerra mondiale vennero infatti messe a punto le metodiche a cuore chiuso e pulsante, quindi interventi in cui non si aveva accesso diretto alle camere cardiache e il flusso sanguigno non veniva mai interrotto. Tuttavia queste pratiche si dimostrarono solo parzialmente efficaci a causa dell’assenza di controllo visivo e del limitato potenziale terapeutico. Solo dopo il 1950 vennero introdotte con successo le tecniche a cuore aperto che si occupavano delle cardiopatie più complesse, e che prevedevano l’interruzione temporanea del flusso sanguigno attraverso il cuore. Il primo metodo utilizzato fu l'ipotermia, mediante la quale era possibile sospendere il flusso sanguigno per 7-8 minuti: questa restrizione temporale permetteva, però, l’effettuazione di interventi chirurgici limitati. Per correggere invece malformazioni cardiache più complesse, venne messa a punto la circolazione extracorporea (CEC) che permetteva di escludere il cuore dal circolo per un lungo periodo di tempo, senza rischio di anossia dei vari tessuti, grazie ad un apparecchio artificiale. Le apparecchiature per la CEC si sono progressivamente perfezionate, così da poter essere impiegate per molte ore consecutive e senza rischi.

Nel decennio successivo si è poi sviluppata la chirurgia a cuore aperto delle valvulopatie acquisite, mentre a partire dal 1970 si sono diffuse le terapie chirurgiche per le malattie coronariche (bypass, stent), grazie all’invenzione delle coronarografie, che permettevano l’ispezione del lume coronarico e la visione di eventuali placche aterosclerotiche. Poi fu la volta della chirurgia post-infarto per il ripristino della funzionalità cardiaca, e della cardiologia interventistica, nel caso di malfunzionamento del sistema di conduzione dell’impulso elettrico, grazie all’impianto di pacemakers, elettrostimolatori artificiali che inducono ritmicamente la contrazione del miocardio. Di pertinenza cardiochirurgica è anche l’impianto del cuore artificiale, cioè di una pompa meccanica destinata a sostituire l’azione propulsiva del cuore in caso di grave scompenso cardiocircolatorio irreversibile nell’attesa di poter eseguire un trapianto di cuore.

Alla fine del 1967 risale il primo straordinario tentativo di trapianto del cuore da uomo a uomo da parte di C. N. Barnard, subito seguito da quelli di N. E. Shumway, D. A. Cooley, M. E. De Bakey. In Italia l'attuazione è stata autorizzata nel 1985, e da allora i progressi in medicina hanno permesso un miglioramento della prognosi del trapianto cardiaco.

 

Percorso di formazione
Il cardiochirurgo è un medico chirurgo che ha conseguito il Diploma di Specializzazione in Cardiochirurgia di durata quinquennale. I campi di competenza sono la chirurgia delle malformazioni congenite del cuore, la chirurgia dei grossi vasi del torace, il trapianto di cuore e l'utilizzo di sistemi meccanici ausiliari o sostitutivi del cuore, i principi e le tecniche della circolazione extracorporea e l'impiego di tecnologie avanzate in chirurgia cardiovascolare.

 

Associazioni di settore
L'associazione italiana più imporante di cardiochirurgia è la Società Italiana di Cardio Chirurgia (SICCH) mentre a livello internazionale ricordiamo la European Association For Cardio-Thoracic Surgery (EACTS).
                

Disturbi e patologie generalmente trattate dai cardiochirurghi