Celiachia

Celiachia

cause, sintomi e rimedi

Indice

1.1 Definizione

1.1.1 Forme di celiachia

1.1.2 Celiachia nei bambini

1.2 Cause

1.2.1 La celiachia è ereditaria?

1.2.2 Alimenti che contengono il glutine

1.3 Sintomi

1.3.1 Diagnosi

1.4 Cura

1.4.1 Rimedi medici

1.4.2 Farmaci

1.4.3 Rimedi naturali

1.5 Specialisti

1.6 Complicanze

 

Definizione

La celiachia (detta anche morbo celiaco o sprue celiaca) è una malattia indotta da un’infiammazione cronica dell’intestino tenue (enteropatia), mediata dal sistema immune, provocata dall’ingestione di glutine, in individui geneticamente predisposti, che influisce sull’assorbimento dei nutrienti presenti nei cibi. Il soggetto affetto da celiachia è intollerante ad un componente del grano, della segale, del farro, dell’avena e dell’orzo, il glutine (presente anche in alcuni prodotti di uso comune come integratori, farmaci o burro cacao), frazione proteica alcol-solubile, che contiene la gliadina, proteina responsabile di un’anomala risposta immunitaria. Infatti, quando i celiaci assumono alimenti con glutine, anche in tracce, il sistema immunitario risponde danneggiando i villi intestinali, ossia le minuscole protuberanze della mucosa intestinale che consentono l’assorbimento delle sostanze nutritive. Sono privi di glutine il grano saraceno, il riso, il mais, il miglio, l’amaranto e la quinoa.
Se, ad un primo esame, i livelli degli anticorpi “responsabili” della celiachia appaiono superiori alla norma, il soggetto probabilmente è  celiaco e deve sottoporsi ad ulteriori esami di accertamento.
Da sottolineare la differenza con l’allergia al grano ed al glutine in particolare: la celiachia è un’enteropatia autoimmune da intolleranza permanente al glutine che danneggia gravemente la mucosa intestinale, mentre l’allergia è dovuta ad un’ipersensibilità, mediata dal sistema immune, al glutine che causa una serie di sintomi clinici in varie aree dell’organismo (primo fra tutti l’apparato digerente). L’intolleranza al glutine si manifesta tra l’altro con dolori addominali, vari disturbi gastrointestinali, stanchezza, mal di testa, ma non comporta lesioni intestinali irreversibili. A differenza dell’allergia al grano, che può scatenarsi anche con il contatto, la celiachia non è indotta dal contatto della pelle con il glutine bensì esclusivamente dalla sua ingestione.

Forme di celiachia

La celiachia si manifesta in varie forme con differente intensità che, pur presentando caratteristiche comuni, hanno delle proprie peculiarità:

  • Celiachia tipica, si manifesta, solitamente, con diarrea e dolori addominali. Le frequenti evacuazioni causano disidratazione, debolezza e debilitazione. Spesso alla diarrea si associano vomito, mancanza di appetito e significativa perdita di peso. I villi intestinali risultano compromessi e sono comuni le alterazioni dell’umore. Nel bambino si può arrivare all’arresto della crescita. 

  • Celiachia atipica, presenta, in genere, oltre a dolori addominali, sintomi extraintestinali, tra cui carenza di ferro, osteoporosi, dermatite erpetiforme (caratterizzata dalla comparsa sulla cute di vescicole e di eritemi che causano dolore, bruciore e forte prurito), bassa statura, anoressia, alterazioni dello smalto dentale, afte, stipsi, alopecia. Nei bambini può portare a rachitismo e ritardo puberale.

  • Celiachia silente, la malattia non si manifesta con particolari sintomi evidenti e, per tale motivo, è difficilmente diagnosticabile. La mucosa intestinale, ad un esame approfondito, appare però già compromessa.

  • Celiachia latente, caratterizza i soggetti che hanno una predisposizione alla celiachia (presenza degli anticorpi IgA anti-gliadina - AGA -  e anti-endomisio - EMA), ma con una mucosa intestinale ancora normale. La celiachia esiste, ma non è manifesta. Sono consigliati controlli costanti per monitorare la malattia.

  • Celiachia potenziale, non vi sono sintomi, ma è presente una predisposizione genetica, con un alto rischio di sviluppo futuro della malattia. Anche in questo caso sono raccomandati screening periodici.

Celiachia nei bambini

La celiachia è una delle malattie croniche più frequenti nell’infanzia. I primi sintomi della forma tipica possono manifestarsi solo dopo l’introduzione di cibi contenenti glutine (solitamente tra il 7° ed il 24° mese). Le manifestazioni della forma atipica, invece, non essendo legate a palesi segni di malassorbimento, interessano, generalmente, bambini tra i 5 e i 7 anni.

Le prime manifestazioni sono diarrea, vomito, addome gonfio, meteorismo, scarsa massa muscolare fino alla magrezza, arresto della crescita. La diagnosi precoce è fondamentale per scongiurare o anticipare sia possibili complicanze che vere e proprie patologie future.

E’ fondamentale tenere in considerazione anche gli aspetti che caratterizzano le forme atipica e silente: in tali casi, segnali importanti possono essere alterazioni dell’umore, apatia, irritabilità, continui mal di pancia, difficoltà digestive con nausea e vomito, stati anemici e una sorta di distacco dall’ambiente circostante.

Il malassorbimento delle sostanze nutritive, proprio nel periodo in cui la nutrizione è fondamentale per la crescita e lo sviluppo, può dare origine ad ulteriori problemi, come difficoltà di sviluppo nei neonati, deficit di crescita e bassa statura, ritardo della pubertà e carenze dello smalto nei denti definitivi.

 

Cause

Sono ancora molteplici gli aspetti da chiarire sulle cause della celiachia. Alcuni soggetti, per fattori genetici, sono portatori di alcune varianti del cosiddetto Complesso Maggiore di Istocompatibilità di tipo II (MHCII), ossia di particolari proteine che coadiuvano le cellule immunitarie e che sarebbero responsabili della reazione avversa dello stesso sistema immunitario verso la gliadina. Il componente di  33 aminoacidi della gliadina resiste alla degradazione operata dagli enzimi digestivi e passa integro attraverso le cellule intestinali, venendo a contatto con alcune cellule del sistema immunitario e con molecole del complesso MHCII. Queste cellule assimilano il complesso e lo scindono in particelle più piccole che, legandosi alle molecole MHCII, attivano i linfociti T e danno origine ad una risposta immunitaria in grado di provocare l'infiammazione della parete intestinale e di attivare i linfociti B, che  producono gli anticorpi anti-gliadina, anti-endomisio e anti-transglutaminasi, tutti facenti parte delle immunoglobuline A.

In alcuni casi,  la celiachia si scatena o si manifesta, per la prima volta, a seguito di un intervento chirurgico, di una gravidanza o di un parto, di un’infezione virale (Rotavirus) o di un forte stress emotivo. 

La celiachia è ereditaria?

La celiachia è una patologia complessa, causata sia da fattori ereditari che da fattori ambientali. Il ruolo della componente genetica è comprovato dalla ricorrenza familiare della malattia. Tra le persone che hanno un parente di primo grado a cui è stata diagnosticata la celiachia, più di 1 su 22 potrebbe essere colpita dalla malattia. I geni coinvolti nella predisposizione ereditaria sono molteplici: tra questi ne spiccano alcuni  del sistema HLA, un complesso di geni capaci di riconoscere le molecole estranee all’organismo.

Alimenti che contengono il glutine

Gli alimenti contenenti glutine sono molti: i più comuni sono frumento, orzo, avena, segale, farro, kamut, birra. Come addensante, il glutine è presente anche in vari prodotti dell’industria alimentare: le etichette devono obbligatoriamente segnalarlo. Sono invece tollerati riso, sorgo, mais, miglio, grano saraceno, quinoa e amaranto. Gli esperti suggeriscono l’utilizzo di farine di castagne o ceci, da sole o mescolate con farine gluten-free.  

 

Sintomi

Ma come si fa a sapere se si è celiaci? La celiachia è contraddistinta da un quadro clinico variabilissimo, differente da persona a persona: i sintomi in età adulta possono riguardare sia l’apparato digerente che altre parti dell’organismo. La celiachia si manifesta con diarrea profusa, meteorismo, gonfiore e dolore addominale, notevole dimagrimento, vomito, feci pallide, maleodoranti o oleose. I sintomi extraintestinali includono carenza di ferro, affaticamento, fragilità ossea o osteoporosi, dolore alle ossa o alle articolazioni, artrite, depressione, ansia, convulsioni, formicolio, intorpidimento delle mani e dei piedi, dermatite erpetiforme.

Celiachia sintomi atipici: la malattia può manifestarsi anche con una serie di sintomi che si discostano dal comune quadro sintomatologico, definiti atipici o aspecifici. A livello intestinale sono ritenute atipiche le manifestazioni che coincidono con la sindrome da intestino irritabile (“pseudo”), come gonfiore e malessere addominale, defecazione alterata, flatulenza. A livello orale, invece, si registrano stomatite aftosa frequente, dermatite erpetiforme orale, ipoplasia dello smalto dentario, infiammazione della lingua. Le donne possono avere difficoltà nel concepimento, aborti ricorrenti, menopausa precoce, endometriosi, amenorrea, alterazioni del ciclo mestruale. Negli uomini, invece, è possibile che si presentino impotenza, calo della libido, ipogonadismo, oligospermia. Altri sintomi atipici sono ansia, depressione, psoriasi, ipotiroidismo e ipertiroidismo, artriti, epilessia, astenia, asma bronchiale.

La sintomatologia varia anche in base all’età del paziente e ai danni all’intestino tenue.

Diagnosi

Riconoscere la celiachia, che può comparire ad ogni età, può rivelarsi difficile, proprio perché molti sintomi sono simili a quelli di altre patologie. Le tecniche di analisi della celiachia risultano particolarmente affidabili. Nel caso di sintomi suggestivi della malattia, occorre, in primis, effettuare gli esami del sangue per ricercare gli specifici anticorpi:  si tratta di esami per la celiachia molto attendibili, eseguiti di routine. In caso di esito positivo, occorre eseguire un’esofagogastroduodenoscopia con biopsia (in corso di dieta comprendente il glutine), per mezzo della quale vengono prelevati frammenti di tessuto del duodeno per appurare se i villi sono “danneggiati”. Se si ha conferma definitiva della diagnosi di celiachia e vi sono alterazioni della mucosa, probabilmente si coglierà l’appiattimento dei villi duodenali (atrofia dei villi) e un aumento dei linfociti intraepiteliali.

Altro test utile nella fase di screening della malattia è il breath test, che si esegue misurando ad intervalli regolari la concentrazione di idrogeno nell’aria espirata da un soggetto a cui è stato somministrato del sorbitolo: se la concentrazione aumenta si evidenzia un problema di malassorbimento intestinale tipico della celiachia (ma anche di altre malattie).

 

Cura

Una dieta priva di glutine (aglutinata) è l’unica cura possibile della celiachia e va attuata con severità per tutta la vita. Anche una piccola quantità di glutine può, infatti, danneggiare l’intestino.

Rimedi medici

Non essendovi particolari rimedi medicali e cure, i medici possono consigliare di rivolgersi ad un dietologo per predisporre una dieta senza glutine. Inoltre, è importante imparare a leggere le etichette degli alimenti per identificare quelli che contengono glutine.

La terapia basata su una corretta dieta fa, generalmente, sparire i sintomi, cura i danni intestinali e può prevenire i peggioramenti. I miglioramenti si ravvisano già dopo pochi giorni dall’inizio della dieta: l’intestino tenue guarisce, di solito, in un lasso di tempo che va dai tre ai sei mesi nei bambini, ma potrebbe impiegare qualche anno negli adulti. In rari casi il danno all’intestino continuerà a palesarsi, nonostante una dieta del tutto priva di glutine. L’eliminazione del glutine dalla dieta porta alla completa normalizzazione del quadro intestinale con ricrescita dei villi e scomparsa della sintomatologia.

Farmaci

Di celiachia non si guarisce. Il controllo della dieta è l'opzione terapeutica più conveniente per evitarne i sintomi. I farmaci possono aiutare a correggere alcune carenze alimentari: supplementi vitaminici, ferro, folati, o essere usati a scopo antinfiammatorio (steroidi).

Rimedi naturali

Il trattamento irrinunciabile è, quindi, una dieta senza glutine. Ogni alimento ha un profilo nutritivo che il celiaco deve tenere a mente: per una dieta celiaca è consigliabile consultare il prontuario con l’elenco dei cibi senza glutine (pasta, farine, dolci). Bisogna consumare solo prodotti gluten-free. Anche nel settore della ristorazione oggi si presta molta attenzione alla malattia: sempre più numerosi sono, infatti, i ristoranti per celiaci e, persino, le pizzerie con un’offerta di prodotti per celiaci.

I rimedi naturali per la celiachia possono essere di un qualche aiuto per alleviare i sintomi: la tintura madre di echinacea ha proprietà immunostimolanti, il succo estratto dalle foglie di aloe vera proprietà immunostimolanti, antinfiammatoria e rigenerante; la malva, per le sue  proprietà emollienti e antinfiammatorie, è consigliata per sfiammare l’intestino e regolarne le funzioni. Cure naturali utili possono essere anche a base di fiori di Bach.

 

Specialisti

Gli specialisti che possono aiutare sia nella diagnosi che nel trattamento della celiachia sono: gastroenterologo, allergologo, immunologo, dietologo, dietista e nutrizionista e, nell’ambito della medicina complementare l’omeopata.

 

Complicanze

La celiachia non trattata può portare anche a complicanze drammatiche: diverse sono le conseguenze dei disturbi, tra cui problemi al fegato, ulcere e tumori dell’intestino (linfoma). Errori nella dieta e la mancata osservanza di un'alimentazione senza glutine aumentano notevolmente il rischio di ammalarsi per le conseguenze della malattia. Alcune persone affette da celiachia manifestano anche il diabete di tipo 1 (caratterizzato da carenza assoluta di insulina), tiroidite ed altre malattie autoimmuni.

 

Lo Spettabile Dott. Rosario Scolozzi, Immunologo  e Allergologo prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa patologia con un approfondimento sulla diagnosi e sul trattamento della stessa:

La celiachia è un’enteropatia cronica, mediata dal sistema immune, geneticamente determinata, provocata da intolleranza al glutine. Si sottolinea l’importanza di una diagnosi la più precoce e tempestiva possibile e si ribadisce la necessità di una dieta rigorosamente priva di glutine per tutta la vita per evitare le complicanze più temibili, quali il linfoma intestinale, le turbe della fertilità, le complicanze neurologiche o l’osteoporosi. In un futuro, si spera prossimo, potrebbero entrare nell’armamentario terapeutico vaccini (basati su peptidi immunodominanti del glutine nei soggetti celiachi portatori dell’aplotipo HLA-DQ2) o altri trattamenti sostitutivi della dieta senza glutine.