Elettrochemioterapia

Elettrochemioterapia

1.    Cos’è
2.    Come si esegue
3.    Risultato
4.    Altre informazioni

Cos’è
L’elettrochemioterapia è una tecnica di nuova generazione utilizzata nella cura dei tumori benigni e maligni di diversi distretti corporei. Prevede la combinazione di due strategie, ovvero la metodica dell’elettroporazione unita con il trattamento farmacologico del tumore. I dati finora raccolti si sono dimostrati molto soddisfacenti, tanto che essa è talvolta utilizzata in sostituzione alla chemioterapia classica e alla chirurgia nel trattamento delle patologie oncologiche.

Come si esegue
Questa tecnica si basa, come già accennato, sull’elettroporazione, ovvero l’applicazione a livello locale di brevi impulsi elettrici, che rendono temporaneamente e reversibilmente permeabile la membrana esterna (membrana plasmatica) delle cellule. Ciò favorisce l’entrata nella stessa di farmaci antitumorali citotossici, che promuovono la morte cellulare. Con la terapia farmacologica tradizionale, invece, i farmaci antineoplastici permeano solo scarsamente le cellule, e mostrano una scarsa selettività per le cellule maligne nei confronti delle cellule sane. Con l’elettroporazione applicata solo localmente nella zona colpita dal tumore, la penetrazione del farmaco sarà selettivamente maggiore per la neoplasia, con concentrazioni fino a ottomila volte superiori, potenziando quindi l’effetto citotossico limitatamente ai tessuti esposti agli impulsi stessi. In questo modo la lesione cancerosa assorbe in misura maggiore il chemioterapico, risparmiando i tessuti sani. È facilmente comprensibile quindi, che ciò permette una riduzione delle dosi di farmaco, riducendo la possibilità di effetti collaterali ed il ricovero ospedaliero. La metodica funziona sia per i farmaci somministrati a livello sistemico che locale.

Risultato
Il trattamento può essere ripetuto diverse volte, e si applica anche ad aree estese o metastasi, con percentuali di successo intorno al 70%. Può essere effettuata sia in anestesia generale che locale, e questa flessibilità operatoria ne permette l’uso anche per i casi clinici più delicati. Inoltre è indicata nei casi non candidabili alla chirurgia per motivi tecnici (a causa della diffusione della malattia), ma anche estetici in alcuni tumori del volto.

Altre informazioni
Attualmente questa metodica è utilizzata per trattare tumori cutanei, e melanomi recidivi, carcinoma della mammella, sarcoma di Kaposi, metastasi ossee, neoplasie del cavo orale e di testa-collo, dei genitali esterni, del fegato, del pancreas. Tuttavia altre possibili applicazioni sono tuttora in studio ed il trattamento dei tumori del tubo digerente è in fase di sperimentazione.