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Chirurgia vascolare

Chirurgia vascolare

Descrizione
La chirurgia vascolare si occupa dell’apparato circolatorio, composto dal sistema dei vasi sanguigni (cuore, arterie, vene, capillari) e dal sistema linfatico. Inizialmente questa disciplina si è sviluppata prevalentemente in ambito chirurgico, mentre ora la medicina ha un ruolo fondamentale: il suo scopo è quello di prevenire, mediante la valutazione dei fattori di rischio quali l’ipercolesterolemia e l’ipertensione, diagnosticare e trattare le malattie delle arterie e delle vene. La flebologia è una branca specifica che si occupa del sistema venoso.

 

Un po' di storia
Questa specilità si è sviluppata solo in tempi recenti, anche se le patologie oggetto del suo studio sono conosciute sin dai tempi antichi: i primi ad occuparsi delle malattie di vene e arterie furono gli Egizi, seguiti da Ippocrate e Celso. L’inizio vero e proprio della chirurgia vascolare tuttavia avvenne con Galeno, che fu l’inventore del primo, rudimentale metodo chirurgico per estirpare le varici, mediante l’uso di un uncino. Si interessarono a questa disciplina anche il bizantino Oribasio del IV sec. d.C., Paolo di Egiva nel VI sec. d.C. e Avicenna (1000 d.C.), che ampliò le conoscenze ed effettuò legature e resezioni venose con successiva cauterizzazione, come spiegato nel suo “De ulceribus”. Per tutto il Medioevo non vennero compiuti significativi passi avanti, e soltanto nel 1676 Richard Wiseman contribuì allo sviluppo della disciplina coi suoi studi, coniò il termine “ulcera varicosa” e propose un gambaletto contenitivo in cuoio leggero per alleviare i fastidi. Il Settecento vide l’espansione e il perfezionamento della terapia delle varici e delle ulcere: nel 1770-72 il tedesco Theden e l’inglese Rowley posero l’accento sull’efficacia della compressione nella terapia delle ulcere venose, mentre Underwood sottolineò l’importanza del movimento per alleviare i sintomi dell’insufficienza venosa. Le loro innovazioni, però, non trovarono approvazione tra i contemporanei, che continuarono a ritenere valide le teorizzazioni di Avicenna. È solo nel 1953, con Cockett, che le loro scoperte vennero riconosciute: ebbe così inizio la storia moderna della chirurgia vascolare. I primi interventi li dobbiamo invece a Dotter, fondatore della radiologia interventistica, che elaborò il trattamento chirurgico di arterie occluse e stenotiche, e successivamente a Parodi, Gruentzig, e Dake, che svilupparono endoprotesi per l'aneurisma dell'aorta addominale e toracica.

 

Percorso di formazione
Dopo l’accorpamento delle Scuole di Specializzazione avvenuto nel 2010, la Chirurgia Vascolare è stata accorpata con l'Angiologia in un’unica Scuola quinquennale, a cui hanno accesso i laureati in Medicina e Chirurgia. Questa specialità condivide con la cardiologia l’area di interesse relativa alla fisiopatologia della funzione vascolare, la prevenzione e il trattamento della patologia atero-trombotica delle arterie, e lo studio dei fattori di rischio cardiovascolari modificabili, come l’ipertensione arteriosa e l’ipercolesterolemia.  Il compito dello Specialista è quello di diagnosticare e individuare una terapia per le patologie del sistema cardiovascolare, sia quelle che riguardano le arterie (tra cui l'aneurisma, l'aterosclerosi, la trombosi e l'embolia), sia quelle che coinvolgono le vene (quali vene varicose, insufficienza venosa cronica e la trombosi venosa), e quelle che interessano i vasi linfatici, come linfedema primario o secondario.

 

Associazioni di settore
Sul territorio nazionale le principali associazioni di settore sono la Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare (SICVE), la Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare (SIAPAV), la Società Italiana di Flebologia Clinica Sperimentale (SIFCS).

Disturbi e patologie generalmente trattate dai chirurghi vascolari