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Consulenza per colecistectomia

cos’è, la preparazione, l’esecuzione, gli specialisti

Indice

1.1 Definizione

1.2  Applicazioni

1.3 Esecuzione

1.3.1 Preparazione

1.3.2 Procedura

1.3.3 Dopo l’intervento

1.4 Specialisti

1.5 Rischi

 

Definizione

La colecistectomia è l’intervento chirurgico di asportazione della colecisti. Conosciuta anche come cistifellea, la colecisti è un organo situato nella parte destra dell'addome: la sua funzione è quella di raccogliere e conservare la bile prodotta dal fegato, concentrandola e riversandola nell'intestino dopo i pasti per favorire i processi digestivi. L’asportazione della colecisti ha poco o nessun effetto sulla digestione, poiché la bile continua a riversarsi direttamente nell'intestino attraverso il dotto epatico e il dotto biliare.

 

Applicazioni

La colecistectomia serve a rimuovere i calcoli alla colecisti (calcoli biliari), formazioni dure simili a sassi, con dimensioni variabili da pochi millimetri a qualche centimetro, che bloccano il passaggio della bile, provocando una condizione in cui si ha la colecisti infiammata, che può causare forti dolori.

 

Esecuzione

La colecistectomia si esegue sia per via tradizionale (laparotomica), che per via laparoscopica (oggi il metodo più comune).

Preparazione  

Per valutare l'idoneità fisica all'intervento di colecistectomia laparoscopica, il paziente deve sottoporsi ad alcuni esami: analisi del sangue, ecografia addominale, valutazione anamnestica generale. Durante la fase di preparazione alla colecistectomia è, altresì, necessario stabilire se si assumono farmaci che possono essere sospesi in vista dell’intervento (ad esempio, anticoagulanti e antiaggreganti). Un paio di giorni prima dell'intervento, per una migliore preparazione, potrebbe essere richiesto l'uso di lassativi per ottenere una più profonda pulizia dell'intestino. Inoltre, il paziente (salvo diversa prescrizione medica) non deve bere e mangiare nelle 6 ore che precedono l’intervento.

La somministrazione di antibiotici per via endovenosa viene effettuata per abbattere il rischio di infezione. L’operazione va eseguita in anestesia generale e, una volta che il paziente viene anestetizzato, la pelle dell'addome viene attentamente disinfettata con una soluzione antisettica.
Procedura

Durante l'operazione, attraverso tre o quattro piccole incisioni (del diametro di circa 1 cm) praticate nell'addome del paziente, vengono inserite delle cannule a tenuta stagna (trocar), per poter introdurre dei  piccoli strumenti chirurgici necessari all'operazione. Mediante insufflazione di anidride carbonica, si ricava lo spazio operativo per la corretta manovra di tali strumenti (pneumoperitoneo).

Attraverso il primo trocar, si introduce nell'addome il laparoscopio, uno strumento a fonte luminosa e dotato di microcamera a fibre ottiche, che consente l'esplorazione visiva della regione addominale interna su un apposito schermo. Attraverso gli strumenti chirurgici, la cistifellea viene rimossa ed asportata, per poi procedere al lavaggio del campo operatorio, all'aspirazione dell'anidride carbonica precedentemente insufflata e alla saturazione delle incisioni cutanee. Quanto dura l’intervento? La durata della colecistectomia per via laparoscopica è di circa 40 – 90 minuti e l’intervento non fa male. Al risveglio, il paziente può accusare dolore addominale, localizzato nell'area della ferita e avvertire, a causa dell'anestesia, mal di testa, stanchezza, confusione, nausea e vomito.

Con l’intervento in laparoscopia vengono trattati il 90-95% dei casi. La tecnica tradizionale è, ormai, eseguita solamente nei casi in cui la procedura laparoscopica è controindicata o qualora insorgano complicazioni tali da richiedere il passaggio all'intervento chirurgico tradizionale. In tal caso, l'accesso alla colecisti avviene attraverso una profonda incisione (circa 15 cm) nel quadrante superiore destro dell'addome. Si tratta di una procedura più invasiva: la ferita è maggiormente soggetta ad eventuali infezioni ed esteticamente meno gradevole, il recupero del paziente è più lento, il dolore post-operatorio è maggiore, la dimissione avviene entro 5 giorni dall'intervento (contro le 24-72 ore della colecistectomia laparoscopica), l'incisione dei muscoli addominali necessita di un maggior periodo di astensione dagli sforzi fisici.

Dopo l’intervento

Il paziente può iniziare a bere dopo otto ore dall’operazione e ad alimentarsi, in maniera leggera, il giorno successivo. In questo arco di tempo può essere necessaria la somministrazione di farmaci per il dolore. Per quanto riguarda la convalescenza, il paziente, solitamente, viene dimesso due o tre giorni dopo l’intervento e il recupero delle normali attività quotidiane e lavorative è abbastanza rapido: in circa 10 - 15 giorni il paziente può riprendere un lavoro caratterizzato da attività fisica di media entità o un lavoro da ufficio. E’ consigliabile attendere circa venti giorni per un lavoro più pesante.

Dieta dopo l’intervento: i soggetti sottoposti a colecistectomia possono seguire una dieta normale, anzi, nei casi in cui l'intervento è stato determinato da episodi ricorrenti di coliche biliari e calcolosi, possono persino ampliare le scelte alimentari rispetto al periodo pre-operatorio. E’ comunque, necessaria una fase iniziale di adattamento, durante la quale la dieta dovrà essere sobria, ipocalorica e povera di grassi: sono, ad esempio, da evitare salumi, formaggi, fritture, frutta secca, carni affumicate, uova, burro, grassi animali e vegetali. 

La dieta dopo l’intervento di colecisti,  adeguatamente suddivisa in pasti piccoli e frequenti,  deve privilegiare piatti semplici e poco elaborati, a base di cereali integrali, verdure (in particolare asparagi, carciofi, barbabietole, cicoria), fibre, proteine derivanti da pesce e carne bianca.

In caso di diarrea post-operazione, vanno esclusi cioccolato, caffè, spezie e alcolici, moderati i latticini, i frullati e le bevande gassate, consumati riso, pasta, banane e cereali secchi. In caso di stipsi, invece, l’alimentazione deve essere ricca di fibre (legumi, verdura, cereali integrali, frutta).

Alcuni soggetti riescono, sin da subito, a recuperare rapidamente e a digerire qualsiasi cibo senza difficoltà, mentre altri sono più sensibili: nell’eventualità di difficoltà digestive successive all’intervento, il paziente può valutare insieme al medico l'opportunità di affiancare alla dieta degli integratori alimentari volti a stimolare e depurare il fegato (tra cui carciofo e cardo mariano).

 

Specialisti

Lo specialista che effettua la colecistectomia è il chirurgo generale o il chirurgo gastroenterologo.

 

Rischi

L’intervento di colecistectomia in laparoscopia è quello più eseguito al mondo: il rischio di complicanze dopo la colecistectomia si è complessivamente stabilizzato su valori inferiori all'1%. I rischi della colecistectomia, più o meno rari, sono: infezioni, lesioni alle vie biliari, sanguinamento, perdita biliare, ritenzione di un calcolo nella via biliare principale, lesioni intestinali o degli organi addominali, trombosi venosa profonda, comparsa di un’ernia in uno dei siti di incisione (causata da una debolezza dei muscoli addominali). Per evitare alcuni rischi, durante la convalescenza, è consigliabile avvertire immediatamente la struttura sanitaria dove è stato eseguito l'intervento se compaiono sintomi come: crampi allo stomaco, forte dolore addominale, febbre alta o brividi, ittero, infezione della ferita o importanti alterazioni dell'alvo (diarrea o stitichezza) che durano da più di tre giorni.  

 

Lo Spettabile Dott. Carlo Zampori, Gastroenterologo e Chirurgo generale prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa procedura con un approfondimento sull’applicazione della stessa:

Spesso al chirurgo soprattutto se si occupa di chirurgia d’urgenza arrivano i casi più complessi della patologia a carico della colecisti, ovvero le colecistiti acute, l’empiema o la perforazione della colecisti.

L’esperienza oggi permette al chirurgo di affrontare e risolvere con tecnica mininvasiva laparoscopica anche questi quadri in cui si ha un sovvertimento dell’anatomia dell’organo colpito da infiammazione acuta, ovvero della colecisti e degli organi che lo circondano, ma anche condizioni di sofferenza del paziente con i relativi squilibri metabolici.

Ebbene grazie alla tecnica laparoscopica anche in questi casi si assiste ad un pronto recupero delle condizioni di salute del paziente.