Colonscopia

Colonscopia

1.    Cos’è
2.    Come si esegue
3.    Risultato
4.    Altre informazioni

Cos’è
La colonscopia è un esame medico attuato per visualizzare l’interno del colon e del retto (rettoscopia), per approfondire eventuali sintomi intestinali anomali. Si tratta dell’ispezione dell’ultimo tratto del tubo digerente per mezzo di una mini-videocamera, introdotta per via anale, che consente di rilevare tessuti infiammati, ulcere, crescita cellulare anomala, tumori benigni e maligni.

Come si esegue
Prima di eseguire questo esame  è necessario seguire una procedura di preparazione intestinale, nei giorni immediatamente precedenti. Per permettere una visualizzazione ottimale, tutti i residui solidi devono essere eliminati dal tratto gastrointestinale seguendo una dieta povera di fibre nei 3 giorni prima dell’esame, evitando quindi di assumere frutta, verdura e alimenti integrali. Anche alcuni tipi di bevande, in particolare quelle di colore rosso o viola (come vino e succhi di frutta) devono essere  temporaneamente evitate. Il giorno prima della colonscopia è necessario attenersi ad una dieta liquida, e favorire l’espulsione degli ultimi residui di feci tramite un lassativo o un clistere. È invece possibile continuare ad assumere i farmaci, in caso di terapia farmacologica in atto, avvisando però il medico, e informandolo anche di eventuali integratori alimentari assunti abitualmente. L’esame è effettuato in regime ambulatoriale, con il paziente sdraiato sul fianco sinistro. Per aiutare il rilassamento muscolare ed alleviare il fastidio possono essere somministrati antidolorifici, sedativi e miorilassanti. Si procede quindi con l’inserimento nell’ano del colonscopio, ovvero una sonda lunga e flessibile munita di telecamera illuminante. Viene fatta risalire lungo il tratto intestinale fino ad arrivare al colon cieco. L’intestino viene gonfiato con anidride carbonica per offrire al medico una maggior visuale, consentendo l’ispezione accurata del rivestimento intestinale.

Risultato
L’esame visivo permette un’immediata diagnosi di alterazioni morfologiche della mucosa, oltre ad individuare formazioni anomale come polipi e tumori. Inoltre, all’occorrenza, tramite questa procedura si possono pulire le pareti del colon, aspirare il contenuto intestinale o effettuare prelievi ed interventi chirurgici. La colonscopia non ha quindi fini esclusivamente diagnostici, e può essere utilizzata anche per eseguire biopsie ed interventi terapeutici, anche se trova la su applicazione principale in campo diagnostico. La colonscopia può durare fino a 60 minuti, anche se spesso si risolve più velocemente. Nelle ore immediatamente successive il paziente può riscontrare crampi e gonfiore addominale.

Altre informazioni
Sarà compito del medico indirizzare il paziente verso questo esame, e consigliare se e quando effettuarlo nuovamente. Di norma, come prevenzione dal tumore al colon-retto, andrebbe eseguito a partire dai 50 anni come routine per la ricerca dei segni precoci del cancro, ma anche prima qualora esista un’ereditarietà familiare nelle patologie intestinali.