Congiuntivite

Congiuntivite

cause, sintomi e rimedi

Indice

1.1 Definizione

1.1.1 Congiuntivite batterica

1.1.2 Congiuntivite virale

1.1.3 Congiuntivite allergica

1.1.4 Congiuntivite irritativa

1.1.5 Congiuntivite nei neonati

1.2 Cause 

1.3 Sintomi

1.4 Cura

1.4.1 Rimedi medici

1.4.2 Farmaci

1.4.3 Rimedi naturali

1.5 Specialisti

1.6 Prevenzione

1.7 Complicanze

 

Definizione
La congiuntivite è un’infiammazione o infezione a carico della congiuntiva, ossia della membrana trasparente che riveste palpebra e parte del bulbo oculare. Si tratta di un disturbo piuttosto comune che colpisce sia adulti che bambini. In genere, interessa un solo occhio: se trascurata, però, può manifestarsi a distanza di pochi giorni anche nell’altro.
La classificazione viene effettuata in base all’agente scatenante. 
Quanto dura la congiuntivite? Normalmente la fase acuta dura circa 10-15 giorni, può poi esserci una sensazione fastidiosa che in rari casi si protrae per alcune settimane.
E’ infettiva? Tutti i casi di congiuntivite sono da considerarsi infettivi, quindi bisogna stare attenti a non contagiare altri famigliari o amici.

Congiuntivite batterica
La congiuntivite batterica, che può interessare uno o entrambi gli occhi, di solito produce una sorta di muco giallastro o verdastro. Può associarsi a raffreddore o infezioni respiratorie.

Congiuntivite virale
La congiuntivite virale può interessare anche un occhio solo e, in genere, produce una secrezione acquosa. Può essere legata al raffreddore, dolore ai linfonodi pre-auricolari o a sintomi di un’infezione respiratoria.      

Congiuntivite allergica
La congiuntivite allergica è provocata dal contatto con un allergene, una particolare sostanza verso cui l’organismo attiva il sistema immunitario in maniera improvvisa (reazione allergica). In tali situazioni, l’infiammazione colpisce contemporaneamente entrambi gli occhi.

I principali tipi di congiuntivite allergica sono:

  • congiuntivite allergica stagionale o perenne (causate, solitamente, da polline, acari della polvere, frammenti di pelle di animali morti), comuni soprattutto nei soggetti che soffrono anche di altre allergie;

  • dermatocongiuntivite da contatto (causata, spesso, da trucchi, colliri o sostanze chimiche);

  • congiuntivite papillare gigante (provocata da lenti a contatto, punti di sutura, protesi artificiali utilizzate nella chirurgia oculare).

Congiuntivite irritativa
Vi è anche una forma di congiuntivite irritativa, le cui potenziali cause possono essere: acqua clorata, shampoo, corpi estranei nell’occhio, fumo, esalazioni, ciglia che sfregano contro la congiuntiva.

Congiuntivite nei neonati
La congiuntivite nei neonati, solitamente, è provocata dal dotto lacrimale bloccato. Il dotto naso-lacrimale è un canale che nei neonati è mucoso e solo nel tempo si ossifica. Quello che accade è che per motivi infiammatori, spesso a livello del naso e delle alte vie respiratorie questo canale tende a chiudersi.
I segni sono la formazione di materiale giallastro che ristagna e fuoriesce dal puntino lacrimale inferiore che si trova nell’angolo dell’occhio vicino al naso. La terapia non è antibiotica perché non è un’infezione, ci sono diversi accorgimenti che aiutano a mantenere e riaprire il dotto.
In tutti questi casi rimane indicata una visita dall'oculista che deve fare una corretta diagnosi differenziale.
 

Cause
Quindi, perché viene la congiuntivite? La patologia, che è causata essenzialmente da un’infezione batterica o virale o da una reazione allergica, è dovuta all’azione di vari fattori.
Tra le principali cause vi sono: germi patogeni (virus, batteri, miceti e protozoi), sostanze allergizzanti, sostanze tossiche o chimiche venute a contatto con l’occhio oppure ancora alla presenza di corpi estranei.

La congiuntivite è contagiosa? Le forme virali o batteriche sono contagiose: il rischio di trasmettere la malattia è piuttosto elevato (come avviene nel caso dell’influenza o del comune raffreddore).
In generale, per contrarre la congiuntivite è sufficiente che l’occhio e la congiuntiva vengano a contatto con il germe o la sostanza responsabile: ciò succede di frequente stando a contatto con una persona affetta, quando vi è nell’ambiente una sostanza allergizzante, oppure attraverso il contatto con le mani sporche o con sostanze tossiche.

I principali fattori di rischio sono:

  • età (i più colpiti sono i bambini perché spesso a contatto con soggetti infetti a scuola e gli anziani a causa del sistema immunitario indebolito);

  • infezione delle vie aeree superiori (tra cui il comune raffreddore);

  • presenza di blefarite (infiammazione della palpebra),

  • sistema immunitario indebolito (a causa, ad esempio, di terapia immunodepressiva, diabete, terapia cortisonica);

  • frequentazione di luoghi particolarmente affollati.


Sintomi
I sintomi del disturbo dipendono sostanzialmente dalla causa. I più comuni sono:

  • occhio arrossato (iperemia congiuntivale), dovuto all’infiammazione e alla dilatazione dei vasi congiuntivali;

  • produzione di muco e/o perdite acquose;

  • edema palpebrale;

  • lacrimazione;

  • bruciore;

  • occhio gonfio (chemosi) e appiccicoso;

  • sensazione di presenza di sabbia nell’occhio.

La visione può essere conservata o ridotta, non tanto a causa di alterazioni a carico dei mezzi diottrici, quanto per lacrimazione. Accanto alla sintomatologia generale, vi sono anche sintomi della congiuntivite correlati alla tipologia del disturbo. Ad esempio, in caso di infezione virale o batterica possono comparire al risveglio palpebre chiuse per la presenza di crosticine o, ancora, il linfonodo davanti all’orecchio può essere ingrossato. Nel caso di congiuntivite allergica, invece, il prurito agli occhi è il sintomo più fastidioso, spesso associato a disturbi come naso congestionato o starnuti.

Cura
Ma come curare la congiuntivite? La terapia varia in base al tipo di congiuntivite: solitamente, si ricorre a terapie topiche (colliri) e, più di rado, a medicinali assunti per via sistemica. È importante, comunque, che il tipo esatto di patologia venga diagnosticato da un Medico Oculista.

Rimedi medici
In presenza di sintomi della congiuntivite è necessario recarsi subito dal medico, sia per diminuire il rischio di complicanze che per evitare di contagiare altre persone (nei casi in cui l’infiammazione sia causata da virus o batteri): lo specialista stabilirà i necessari rimedi medicali per la congiuntivite.

Farmaci
I farmaci di prima scelta per la cura della congiuntivite sono i colliri: instillando il principio attivo direttamente nell'occhio, infatti, si velocizzano i tempi di guarigione. A seguito di una precisa valutazione diagnostica, il medico può consigliare o prescrivere i farmaci per la congiuntivite più indicati in relazione al tipo di infiammazione.
Le congiuntiviti complicate e infettive ad eziologia batterica necessitano di una cura più potente. Per rendere più rapida la guarigione e alleviare i sintomi dell’infezione oftalmica, spesso la cura antibiotica viene supportata da trattamenti topici antidolorifici e antinfiammatori. Quando i sintomi dell'infezione sono particolarmente acuti, i comuni colliri analgesici possono essere sostituiti da colliri cortisonici o pomate oftalmiche, con più forte azione antinfiammatoria.

Rimedi naturali
Per combattere la congiuntivite esistono diversi rimedi naturali. Si possono effettuare impacchi lenitivi sugli occhi arrossati utilizzando bustine di camomilla o di tè. Un valido aiuto può essere anche l’olio essenziale di camomilla, unito alla tintura madre di amamelide. Altri rimedi naturali sono gli impacchi di acqua fredda (consigliati soprattutto per dare sollievo a dolore e prurito in caso di congiuntivite virale), di eufrasia, di malva (con effetto calmante) e l’utilizzo di argento colloidale (antibiotico naturale).
L'agopuntura, con azione antinfiammatoria ed antidolorifica locale, viene considerata un rimedio valido in caso di congiuntiviti leggere o allergiche. E, soprattutto in caso di congiuntivite provocata da allergie, la medicina cinese consiglia di intervenire nel trattamento del disturbo curando l'alimentazione: da evitare sono carni rosse, crostacei, caffè, spezie e cibi troppo grassi, mentre è utile una dieta che contenga orzo, melone, zucchine, carote, sedano, broccoli, verza, cicoria, cachi e anguria.

Specialisti
In caso di infiammazione lo specialista più indicato a cui rivolgersi è l’oculista, mentre nell’ambito della medicina complementare ci si può rivolgere all’omeopata e all’agopuntore.


Prevenzione
Per prevenire il contagio vi sono alcune regole da osservare:

  • lavare spesso le mani con acqua calda e sapone, specialmente prima e dopo la pulizia degli occhi o l’applicazione di colliri prescritti dal medico;

  • evitare di toccare o strofinare gli occhi, per limitare il rischio di contagio dell’altro occhio e non aggravare i sintomi;

  • pulire l’occhio dalle secrezioni più volte al giorno;

  • lavare frequentemente lenzuola, federe e asciugamani;

  • non indossare le lenti a contatto fino alla guarigione;

  • non condividere oggetti personali come cuscini, asciugamani, trucchi, gocce per gli occhi;

  • non andare in piscina.

  • non prendere in braccio bimbi.

 

Inoltre, per evitare recidive di congiuntiviti virali e batteriche occorre:

  • buttare e sostituire i trucchi utilizzati durante il periodo di infezione.


Complicanze
Solitamente non si manifestano particolari complicanze, tranne nei neonati, che possono presentare conseguenze più serie. In genere, la congiuntivite può causare un’infiammazione della cornea e, quindi trasformarsi in cheratocongiuntivite con il rischio di problemi di vista. Un’attenta valutazione medica e una tempestiva terapia diminuiscono notevolmente il rischio di complicanze.
Un processo infiammatorio acuto si verifica in caso di congiuntivite purulenta, contraddistinta da edema palpebrale accentuato, irritazione, occhi rossi e copiosa secrezione purulenta. 
La congiuntivite emorragica, invece, è una forma molto contagiosa, che può manifestarsi, talora, in modo epidemico (soprattutto in alcune regioni tropicali). E' provocata da un enterovirus (EV70) e si manifesta con lacrimazione, emorragie sottocutanee, fotofobia, dolore locale, chemosi ed edema periorbitario.

 

Lo Spettabile Dott. Filippo Tassi, Oculista, prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa patologia con un approfondimento sulla diagnosi della stessa:
In caso di congiuntivite, se si portano lenti a contatto è bene non buttare le lenti e i liquidi utilizzati prima dell’infezione finché l’oculista non esclude un interessamento corneale. Se si sente un bruciore all’occhio è, quindi, consigliato recarsi subito dall’oculista per escludere un ascesso corneale o infiltrati corneali e solo allora buttare le lenti e i liquidi. Questa pratica è importante, perché se si è sviluppato un ascesso o degli infiltrati la lente può essere analizzata in laboratorio e dare preziose informazioni sul germe che ha causato l’infezione e sull’antibiotico più adatto per curarla.