Diabete

Diabete

cause, sintomi e rimedi

Indice

1.1 Definizione

1.1.1 Diabete di tipo 1   

1.1.2 Diabete di tipo 2

1.1.3 Diabete gestazionale

1.2 Cause

1.2.1 Il diabete è ereditario?

1.3 Sintomi

1.3.1 Diagnosi

1.4 Cura

1.4.1 Rimedi medici

1.4.2 Farmaci

1.4.3 Rimedi naturali

1.5 Specialisti

1.6  Prevenzione

1.7 Complicanze



Definizione

Patologia largamente diffusa, il diabete è un'alterazione metabolica cronica, contraddistinta dalla presenza di elevati livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia), dovuta ad un calo di attività dell'insulina, l’ormone prodotto dal pancreas che consente al glucosio di accedere alle cellule e di essere utilizzato come fonte energetica. Quando questo meccanismo si altera, per una ridotta disponibilità di insulina, per un impedimento alla sua normale azione o per la concomitanza di entrambi i fattori, aumenta la glicemia, ossia la concentrazione di glucosio nel sangue.

Il diabete (o diabete mellito) viene distinto in varie tipologie:

  • diabete primario o spontaneo (il più comune) che, a sua volta, viene classificato in diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2;

  • diabete secondario, derivante da patologie correlate al pancreas o da trattamenti farmacologici a base di glucocorticoidi particolarmente intensi,

  • diabete gravidico;

  • diabete senile.

Diabete di tipo 1     

Riguarda circa il 10% delle persone affette da diabete mellito e, solitamente, insorge nell’infanzia o nell’adolescenza (diabete giovanile). In questi casi, il pancreas non riesce a fornire insulina a causa della distruzione delle cellule β che la producono: è, perciò, necessario che l’ormone venga iniettato ogni giorno, per tutta la vita. La velocità di distruzione delle cellule β è abbastanza variabile, per cui la comparsa della malattia può avvenire in alcune persone piuttosto rapidamente (in genere nei bambini e negli adolescenti) e più lentamente in altre (negli adulti).

La causa del diabete tipo 1 non è nota, ma è tipica la presenza nel sangue di anticorpi diretti contro antigeni presenti nelle cellule che producono insulina, detti ICA, GAD, IA-2, IA-2 β. Questa alterata risposta immunitaria determina una progressiva distruzione delle cellule β, un danno che potrebbe essere legato a fattori ambientali o genetici. Per tale motivo, il diabete di tipo 1 viene incluso nel gruppo delle malattie cosiddette “autoimmuni”, ossia dovute a una reazione immunitaria diretta contro l’organismo stesso. Tra i possibili agenti scatenanti sono stati proposti alcuni virus, tra cui quello della parotite, quelli dell'encefalomiocardite, il citomegalovirus, il Coxackie B. Sono oggetto di studio anche altri possibili agenti non infettivi, tra cui alcune sostanze presenti nel latte.

Diabete di tipo 2

È la forma più comune di diabete e include circa il 90% dei casi della malattia. La causa non è ancora nota, nonostante sia certo che il pancreas riesce a produrre insulina, ma le cellule dell’organismo non sono in grado di utilizzarla. Solitamente, la malattia si manifesta dopo i 30 - 40 anni. Sono numerosi i fattori di rischio legati alla sua comparsa: tra questi, la familiarità per diabete, il sovrappeso, lo scarso esercizio fisico e l’appartenenza ad alcune etnie.

Spesso, il diabete tipo 2 non viene diagnosticato per parecchi anni, poiché l’iperglicemia si sviluppa in maniera graduale e, dapprima, non si manifesta con i classici sintomi del diabete. 

Il rischio di sviluppare la patologia aumenta con l’età.

Diabete gestazionale

Il diabete gestazionale riguarda le situazioni in cui l’elevato livello di glucosio circolante viene rilevato per la prima volta in gravidanza. Questa condizione, che si verifica nel 4% circa delle gravidanze, implica una maggiore frequenza di controlli sia per la gestante che per il feto.

 

Cause

Il diabete di tipo 1 è condizionato da fattori genetici, che implicano una predisposizione a sviluppare la malattia: tuttavia, per provocarla, questi fattori genetici devono aggiungersi a fattori esterni al soggetto. Come si sviluppa il diabete?

Il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmunitaria: comporta, infatti, la distruzione delle cellule pancreatiche deputate alla produzione di insulina,  da parte dello stesso sistema immunitario del soggetto. Ad innescare il processo distruttivo sono degli anticorpi (detti self).

Nell’insorgenza del diabete di tipo 2 entrano in gioco due cause principali, ossia la resistenza del tessuto muscolare all’insulina e il peggioramento, nel tempo, della funzione delle cellule pancreatiche. Tra le cause del diabete, hanno notevole rilievo la sedentarietà e l’aumento di peso corporeo. Inoltre, anche l’invecchiamento contribuisce alla manifestazione del difetto genetico che è alla base del diabete di tipo 2.

Nel diabete con alterazioni endocrine, l’iperglicemia deriva dall’eccessiva produzione di ormoni come cortisolo, adrenalina, GH, ormoni tiroidei.

Il diabete è ereditario?

Una delle più frequenti domande è se il diabete è ereditario. La patologia non viene trasmessa dalla madre al figlio attraverso la placenta, come accade per le malattie di tipo virale. Vi è però un rischio genetico, una predisposizione che può derivare da entrambi i genitori. Le ricerche hanno documentato che la trasmissione ereditaria è limitata al tipo di diabete del genitore e che, normalmente, la probabilità è maggiore nel caso del diabete di tipo 2.

 

Sintomi

La sintomatologia dipende dal tipo di diabete. Nel caso del diabete tipo 1, solitamente,  si verifica un esordio acuto, spesso associato ad un episodio febbrile, con sete eccessiva, minzione frequente, stanchezza, perdita di peso, pelle secca. Altri comuni sintomi diabete sono: lenta guarigione di tagli o infezioni, cambiamenti della vista, prurito. Nel diabete di tipo 2 la sintomatologia è più attenuata e, di solito, non consente una diagnosi rapida: spesso, infatti, la glicemia è elevata ma senza le manifestazioni del diabete tipo 1.

Diagnosi

Per la diagnosi diabete è fondamentale rilevare, attraverso gli esami del sangue, elevati valori della glicemia (sintomo imprescindibile di diabete). Il risultato è più attendibile se la glicemia viene controllata a digiuno e risulta ≥ 126 mg/dl : l’intervallo di normalità va dai 60 ai 99 mg/dl, mentre i livelli tra i 100 e 125 mg/dl sono definiti alterata glicemia a digiuno.  Inoltre, la malattia viene diagnosticata se, a seguito di un test diabete effettuato durante una curva da carico (OGTT) con somministrazione di glucosio, i valori risultano ≥ 200 mg/dl.

Un altro criterio per la diagnosi del diabete è la presenza dei sintomi della patologia associati a un valore di glicemia casuale, ossia rilevato in qualsiasi momento della giornata, ≥ 200 mg/dl.

 

Cura

Come curare il diabete? La cura della patologia si basa su: alimentazione, esercizio fisico, rimedi medicali e rimedi naturali.

Rimedi medici

Per curare il diabete di tipo 1 occorre la somministrazione di insulina (per via sottocutanea, intramuscolare o endovenosa) per tutta la vita. Nel diabete di tipo 2, invece, l'insulina va somministrata solo quando vengono completamente eliminate dalla dieta le fonti di glucosio e la somministrazione di ipoglicemizzanti orali non risulta sufficiente. Nel diabete gravidico, invece, è consigliabile una terapia insulinica, poiché le cure con ipoglicemizzanti orali riescono a superare la barriera placentare.  

Farmaci

Le insuline vengono distinte, in base alla durata d'azione, in insuline ad azione breve (2 - 4 ore), somministrate prima dei pasti, ad azione intermedia (12 - 24 ore) e a lunga durata d'azione (fino a 36 ore).

Il Lispro, l'Aspart  e la Glulisina sono insuline caratterizzate da una maggiore velocità di assorbimento, ottenute eseguendo piccole modifiche alle sequenze amminoacidiche dell'insulina umana. Tra le insuline intermedie vi sono il NPH (insulina Neutra Protamina Hagoton) e l'insulina “lenta”. Esempi di insuline lente, invece, sono l'insulina “ultra lenta”, la Protamina zinco, la Glargina, la Detemir e la Deglutec.

Gli ipoglicemizzanti orali, che agiscono sulle cellule ancora funzionanti del pancreas e sui tessuti periferici, sono farmaci per il diabete di prima scelta per il trattamento del diabete di tipo 2, ma sono totalmente inefficaci in caso di completa deficienza delle cellule β, ossia nel diabete di tipo 1. Vi sono diverse tipologie di ipoglicemizzanti orali:

  • sulfaniluree (gliquidone, glipizide, glicazide, glibenclamide);

  • farmaci glinidi (nateglinide, repaglinide);

  • farmaci biguanidi (metformina);

  • farmaci glitazoni (pioglitazione);

  • inibitori α glucosidici (acarbosio)

  • exenatide e sitagliptina (potenziatori dell'azione svolta dalle incretine, ormoni che aumentano la liberazione di insulina indotta dal glucosio). Si tratta di farmaci molto giovani, i cui potenziali effetti collaterali non sono ancora conosciuti.

  • Glifozine o Inibitori del SGLT2 (empaglifozin, dapaglifozin, canaglifozin) si tratta di farmaci che riducono il riassorbimento renale di glucosio determinandone l’eliminazione dall’organismo.

Rimedi naturali

La malattia richiede un trattamento farmacologico tradizionale, ma, accanto ai rimedi medicali per diabete e a una corretta dieta, può essere utile l'impiego di rimedi naturali che si avvalgono dell’impiego di piante medicinali attive sul metabolismo glucidico. Le cure naturali, a base di tinture, tisane o capsule, sfruttano le proprietà di piante come l’eucalipto (ricco di sostanze ipoglicemizzanti e antiossidanti), il mirto (inibitore dell'alfa-glucosidasi), il  sambuco (azione insulino-stimolante), la galega (ipoglicemizzante), l’opuntia (blocca l’assorbimento di zuccheri), il ginseng americano (riduce l'assorbimento dei carboidrati, favorisce il rilascio di insulina e favorisce la captazione tissutale del glucosio).

È importante sottolineare che questi rimedi possono risultare utili unicamente in condizioni di alterata glicemia a digiuno, mentre quando viene posta diagnosi di diabete è necessario modificare il proprio stile di vita, iniziando a seguire una corretta alimentazione e a svolgere attività fisica, ed intervenire farmacologicamente.

Specialisti

Le figure mediche cui rivolgersi per la diagnosi e la cura del diabete sono specialisti in diabetologia, endocrinologia, geriatria e gerontologia (diabete senile), dietologia, cardiologia, dietista, nutrizionista. Nell’ambito dei rimedi alternativi, invece, è possibile avvalersi del supporto di un omeopata.

 

Prevenzione      

Le complicanze del diabete possono essere prevenute o rallentate attraverso un attento controllo dei fattori di rischio correlati, che preveda uno stile di vita adeguato, basato su una corretta alimentazione e sull’esercizio fisico. Trattandosi di una malattia legata al metabolismo glucidico, occorre evitare l'assunzione di zuccheri semplici e limitare il consumo di carboidrati, senza eliminarli completamente. Ci sono alcune regole che vanno assolutamente rispettate: occorre evitare il sovrappeso e consumare pasti regolari nell'arco della giornata. Sono consigliati cereali integrali, alimenti ricchi di fibra, uova, carni bianche e pesci, verdura e frutta fresca (evitare frutta secca o molto zuccherata). Il consumo di alcool va eliminato o ridotto drasticamente, così come va limitato il consumo di sale e di alimenti salati. E’ consigliato non fumare. L’attività fisica aerobica è raccomandata per migliorare il controllo glicemico e mantenere il peso corporeo.

Complicanze

Se non si interviene, la glicemia può innalzarsi molto, provocando il coma e persino la morte del paziente. I sintomi dipendono dallo stadio raggiunto dalla malattia e dal tipo di diabete di cui si soffre.

Il diabete può causare complicanze acute o croniche. Le complicanze acute, legate  alla pressoché totale carenza di insulina, sono più frequenti nel diabete tipo 1: il soggetto può andare incontro a coma chetoacidosico, dovuto all’accumulo di chetoni (prodotti del metabolismo alterato) che causano disidratazione, perdita di coscienza e alterazioni ematiche. All’iperglicemia, col passare del tempo, tendono ad associarsi alcune  complicanze tipiche dei vasi sanguigni: la  macroangiopatia (un’aterosclerosi grave e precoce) e  la  microangiopatia (alterazioni della circolazione dei piccoli vasi arteriosi). Nel diabete tipo 2 le complicanze acute sono abbastanza rare, mentre sono piuttosto frequenti le complicanze croniche che interessano vari organi e tessuti, tra cui occhi, cuore, reni, vasi sanguigni e nervi periferici. Nello specifico, possono insorgere:

  • retinopatia diabetica: danno a carico dei vasi sanguigni che irrorano la retina, con perdita delle capacità visive. Inoltre, i pazienti diabetici hanno più probabilità di sviluppare malattie come glaucoma e cataratta;

  • nefropatia diabetica: riduzione progressiva della funzione di filtro del rene che, se non curata, può portare all’insufficienza renale, fino alla dialisi e/o al trapianto del rene;

  • malattie cardiovascolari: il rischio è da 2 a 4 volte più alto nelle persone con diabete che nel resto della popolazione;

  • neuropatia diabetica: può causare perdita di sensibilità, dolore e danni agli arti, fino all’amputazione nei casi più gravi. È una delle principali cause di impotenza maschile;

  • piede diabetico: le trasformazioni della struttura dei vasi sanguigni e dei nervi possono produrre ulcerazioni e problemi agli arti inferiori, soprattutto del piede, per i carichi che sopporta. In alcuni casi è necessaria l'amputazione degli arti.

  • complicanze in gravidanza: il diabete può avere conseguenze sul feto (malformazioni congenite, elevato peso alla nascita, alto rischio di mortalità perinatale);

  • coma diabetico: iperglicemia e ipoglicemia eccessive possono provocare il coma diabetico, ossia una perdita di coscienza che non consente di risvegliarsi o di rispondere alle stimolazioni. Se non viene trattato, il coma diabetico può causare danni cerebrali permanenti o essere fatale.


La Spettabile Dott.ssa Antonella Conserva, Endocrinologa prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa patologia con un approfondimento sulla diagnosi della stessa:

Il diabete è una malattia cronica che molto spesso non viene diagnosticata all’esordio, in quanto i segni e i sintomi compaiono solo in fase tardiva, ovvero quando il valori della glicemia sono molto elevati. Se non trattata, la malattia determina l’insorgenza di complicanze micro e macrovascolari, che nel tempo possono compromettere sensibilmente la qualità della vita del paziente. Tuttavia esistono ottimi farmaci che permettono di poter curare il diabete e quindi evitare l’insorgenza di complicanze anche in pazienti che ne sono affetti da molti anni.