Ecografia morfologica

Ecografia morfologica

cos’è, a cosa serve, la preparazione, l’esecuzione, gli specialisti e i risultati

Indice

1.1  Definizione

1.1.1 Ecografia pre-morfologica

1.2  Applicazioni

1.3 Esecuzione

1.3.1 Preparazione

1.3.2 Procedura

1.3.3 Ulteriori accertamenti

1.4 Quando effettuarla

1.5 Specialisti

1.6 Risultati



Definizione

L’ecografia morfologica chiamata anche eco morfologica o ecografia strutturale (in quanto mostra le strutture del feto) consiste in una ecografia del feto, eseguita per studiarne la morfologia ed escludere o accertare la presenza di eventuali malformazioni. Questo esame per la diagnosi prenatale si esegue alla fine del secondo trimestre di gravidanza (tra la ventesima e la ventitreesima settimana). Si tratta di una vera e propria indagine a 360°.
Questo esame ecografico, in taluni casi, può anche essere seguito tramite un’ecografia transvaginale (si pensi, ad esempio, al caso in cui il feto sia molto basso e l’esame morfologico non sia in grado di visualizzarne alcuni distretti anatomici).

L’ecografia strutturale in gravidanza fa parte degli esami di screening prenatale insieme a:

  • translucenza nucale

  • villocentesi

  • amniocentesi

  • ecografia ostetrica

L’esame in oggetto, lo ricordiamo, può essere associato all’ecografia flussimetrica o doppler.

Ecografia pre-morfologica

Da alcuni anni è possibile effettuare una ecografia premorfologica a 16 settimane (denominata anche morfologica precoce) al fine di individuare in anticipo eventuali malformazioni: questa ecografia eseguita a 14/16 settimane, che viene chiamata anche esame premorfologico, è particolarmente indicata per le gestanti che non hanno effettuato lo screening della traslucenza o in caso di alto rischio malformativo.

 

Applicaizoni

Vediamo quindi cosa si vede esattamente dall’ecografia morfologica? Tramite questo esame  è possibile individuare una serie di parametri come i seguenti:

  • misure del feto (biometria fetale)

  • peso del feto (misure morfologica)

  • morfologia del cuore

  • osservazione della struttura facciale

  • osservazione della struttura del cordone ombelicale

  • osservazione dell’apparato scheletrico (anca, polso, spalla, collo e arti)

  • osservazione della colonna vertebrale in sezione longitudinale e trasversale

  • osservazione dei polmoni e del diaframma

  • osservazione dell’addome (stomaco, colecisti, fegato intestino)

  • osservazione dell’apparato genito-urinario (reni e vescica)

È possibile rilevare, inoltre, malformazioni fetali come le seguenti: le dilatazioni delle vie urinarie e del tubo digerente, la spina bifida, l’idrocefalia, la labiopalatoschisi, il nanismo, ecc.
Va detto infine che l’ecografia del secondo trimestre è anche in grado di determinare la quantità di liquido amniotico e di localizzare con esattezza la placenta.

 

Esecuzione

L’ecografia morfologica si esegue come un classico esame ecografico all’addome presso uno studio di specialisti privati o presso l’ASL di appartenenza, allo scopo di valutare le dimensioni del feto, di verificarne la normalità anatomica ed evidenziare alcuni marcatori ecografici per eventuali alterazioni cromosomiche. Si tratta di un esame non invasivo.

Preparazione  

L'ecografia morfologica non prevede alcun tipo di preparazione (come una visita ginecologica). Tuttavia, prima di effettuare la strutturale, lo specialista richiede il consenso informato della gestante. Anche se alcune pazienti hanno paura della morfologica prima di effettuarla, questa è assolutamente infondata poiché è un esame non invasivo e non comporta rischi per il feto.

Procedura

Dopo un colloquio di preparazione è possibile procedere con la morfologica 3d, o con l’ecografia 4d. L’operatore sanitario applica sulla pancia della gestante del gel e poi con una apposita sonda che emette ultrasuoni monitora le caratteristiche anatomiche del feto, che vengono visualizzate su uno schermo. Lo specialista che si occupa di effettuare la morfologica deve attenersi alla procedura indicata dalle Linee guida della Società italiana di ecografia ostetrica e ginecologica.
Per completare l’esame, lo ricordiamo, si può eseguire anche una ecografia interna ginecologica, una ecografia transvaginale o una ecografia tridimensionale.
Anche le gestanti più timorose possono stare tranquille: non si prova alcun dolore ecografia morfologica.

Ulteriori accertamenti

Gli ulteriori accertamenti associati all’ecografia morfologica sono l’ecocardiografia fetale e lo studio della flussimetria doppler materno-fetale. La prima serve a rilevare eventuali cardiopatie congenite del cuore, mentre il secondo valuta che il passaggio di sangue tra placenta e feto sia regolare, al fine di prevenire un eventuale gestosi o un rallentamento dello sviluppo fetale.

 

Quando si esegue l’ecografia morfologica?

A quante settimane si fa la morfologica? L'ecografia morfologica si esegue solitamente alla 19°/20° settimana. Questa fase della gestazione, infatti, corrisponde al momento migliore per esaminare con accuratezza gli organi del feto. L’ecografia alla 20°/22° settimana (morfologica di secondo livello) si effettua, invece, su indicazione medica, qualora sia necessario un controllo più dettagliato.

 

Specialisti

Gli specialisti cui rivolgersi per effettuare l’esame sono i seguenti:

  • ginecologo

  • radiologo

 

Risultati

Dai risultati dell’ecografia morfologica può essere rilevata una anomalia morfologica che rende necessario effettuare ulteriori accertamenti. Ad esempio, qualora si sospetti che il feto sia affetto da sindrome di down è opportuno che la gestante si sottoponga ad amniocentesi.
I risultati di questa ecografia per immagini sono consegnati alla gestante immediatamente dopo l’esecuzione del test ecografico.  

 

La Spettabile Dott.ssa Gabriela Baiocchi, Ginecologa, prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa prestazione con un approfondimento sull’esecuzione della stessa:

L’ecografia morfologica è un esame non invasivo e assolutamente raccomandabile tra quelli da eseguire in gravidanza.