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Elettrocardiogramma

Elettrocardiogramma

cos’è, a cosa serve, la preparazione, l’esecuzione, gli specialisti e i risultati

Indice

1.1  Definizione

1.1.1 Elettrocardiogramma nei bambini

1.2 Tipologie di elettrocardiogramma

1.2.1 Elettrocardiogramma a riposo

1.2.2 Elettrocardiogramma sotto sforzo

1.2.3 Elettrocardiogramma secondo Holter

1.3  Applicazioni

1.4 Esecuzione

1.4.1 Preparazione

1.4.2 Procedura

1.5 Quando effettuarlo?

1.6 Specialisti

1.7 Risultati

 

Definizione

L'elettrocardiogramma, o Ecg, è uno dei più importanti esami cardiologici di tipo strumentale, in grado di  fornire preziose indicazioni sullo stato del cuore: consente, infatti, di registrarne l'attività elettricae di riportarla graficamente.

Elettrocardiogramma nei bambini

L’elettrocardiogramma nei bambini è identico a quello eseguito in età adulta, con l’unica differenza che i criteri interpretativi sono diversi da quelli del normale Ecg: pertanto, per avere una diagnosi attendibile e adeguata, l’esame deve essere eseguito da un cardiologo pediatra. Se il bambino non ha problemi ed è sano, il primo Ecg va fatto nei primi dodici mesi di vita.

  

Tipologie di elettrocardiogramma

Esistono tre tipi principali di elettrocardiogramma: a riposo, sotto sforzo e secondo Holter.

Elettrocardiogramma a riposo

L’elettrocardiogramma a riposo viene eseguito con il paziente in posizione supina e a torace scoperto. Sulla cute vengono applicati gli elettrodi dell’elettrocardiografo per registrare le variazioni di carica elettrica che corrispondono all’attività del muscolo cardiaco (contrazioni e rilasciamenti con cui avviene il pompaggio del sangue). Occorre tenere presente che un Ecg a riposo “fotografa” la situazione cardiaca nel momento in cui viene effettuato: di conseguenza, non si ha la garanzia di una diagnosi certa, poiché determinati sintomi potrebbero non presentarsi durante l’esecuzione dell’esame.
Elettrocardiogramma sotto sforzo

L’elettrocardiogramma sotto sforzo consentedi ottenere un tracciato dinamico, in grado di evidenziare cardiopatie latenti, nonché di indicare i limiti dell’attività fisica per i pazienti affetti da scompensi coronarici. La registrazione dell’attività cardiaca viene effettuata durante lo svolgimento di un esercizio fisico di una certa intensità (o, più raramente, dopo l’assunzione di una sostanza farmacologica che, agendo sul cuore,  produce i medesimi effetti dell'esercizio fisico): lo scopo di questa tipologia di Ecg è quello di vedere il comportamento del cuore durante lo sforzo. Gli elementi registratori vengono posti solamente sul torace, per far si che il paziente possa muoversi con scioltezza. Gli esercizi fisici si svolgono su cyclette o tapis roulant. Il test risulta positivo se sul tracciato compaiano segni di ischemia.

Elettrocardiogramma secondo Holter

In alcune situazioni potrebbe essere consigliabile eseguire un elettrocardiogramma secondo Holter(o dinamico): si tratta di una tecnica di registrazione prolungata dell’elettrocardiogramma che permette di monitorare la funzione cardiaca nell'arco di un certo periodo di tempo, in genere 24 ore. Viene effettuata attraverso un elettrocardiografo portatile, in grado di evidenziare le aritmie saltuarie che un Ecg a riposodifficilmente riesce adevidenziare. L'installazione dello strumento prevede l'applicazione degli elettrodi (placche metalliche con una porzione adesiva) sul torace.

Dal punto di vista procedurale, l'esame è costituito da due fasi consecutive:

  • registrazione del ritmo e dell'attività elettrica del cuore: va dall’installazione e messa in funzione dell'elettrocardiografo portatile alla sua rimozione. In tale fase, lo strumento registra e salva in una memoria interna la funzione cardiaca del soggetto, che può continuare a svolgere le normali attività giornaliere, facendo attenzione a non urtare il dispositivo e a non staccare gli elettrodi;

  • traduzione grafica della registrazione: è la fase di creazione del tracciato attraverso l’estrapolazione dei dati dall'elettrocardiografo, eseguita per mezzo di uno specifico dispositivo computerizzato.

Il monitoraggio dinamico della pressione arteriosa, invece, consente di registrare la pressione arteriosa continuativamente per 24 ore, tramite un piccolo apparecchio collegato ad un bracciale misuratore.

 

Applicazioni

L’elettrocardiogramma serve per vedere se il cuore è sofferente e se il ritmo cardiaco è regolare. Le informazioni ottenute, infatti, permettono di:

  • effettuare il calcolo della frequenza cardiaca;

  • segnalare la presenza di eventuali disturbi del ritmo cardiaco (aritmie);

  • valutare la presenza di ingrandimenti del cuore;

  • analizzare la propagazione dell'impulso elettrico che determina la depolarizzazione delle fibre muscolari del cuore (turbe della conduzione);

  • identificare la presenza di squilibri elettrolitici (alterazioni della concentrazione di ioni come sodio e potassio nel sangue);

  • valutare lo stato del cuore e le alterazioni provocate da malattie delle coronarie (ischemia) o che, comunque, colpiscono o coinvolgono il cuore (ad esempio, scompenso cardiaco, ipertensione arteriosa, pericardite).

  • rinvenire la presenza di un precedente infarto.

Se, dopo una visita cardiologia, il medico sospetta che il paziente soffra di extrasistolia, disturbo che ha  origine nei ventricoli o negli atri e causa un battito anomalo, la diagnosi dell’extrastistolia può essere effettuata con un Ecg, così come la diagnosi di fibrillazione atriale, la forma più diffusa di aritmia cardiaca.

  

Esecuzione

L’elettrocardiogramma si esegue per mezzo dell’applicazione di elettrodi sulla pelle: essi trasmettono l’attività generata dal cuore all’elettrocardiografo cui sono collegati. L’apparecchio, poi, la elabora e la mostra come tracciato.

Preparazione

L'Ecg non necessita di una particolare preparazione. I pazienti sottoposti a cure farmacologiche o portatori di pacemaker devono comunicare tale condizione. Se il soggetto è un uomo con un torace particolarmente villoso, occorre rasare la zona per evitare il distacco degli elettrodi. Ilposizionamento degli elettrodi per l’ecg, convenzionalmente in numero di 10consente di esaminare il cuore da diversi punti di osservazione (derivazioni): gli elettrodi (placche metalliche applicabili tramite una porzione adesiva, delle ventose o un gel adesivo) vengono posizionati sul torace, sulle braccia e sulle gambe. Nello specifico, si distinguono 6 derivazioni periferiche (3 derivazioni bipolari e 3 derivazioni unipolari degli arti) che registrano l’attività elettrica sul piano frontale e 6 derivazioni precordiali che registrano l’attività elettrica sul piano orizzontale. Le derivazioni cardiache unipolari precordiali  si ottengono collegando gli elettrodi in punti ben definiti del torace. A livello di ogni singola derivazione, vengono registrate le fasi dell’attività elettrica cardiaca sotto forma di onde di differente morfologia, che si iscrivono in successione, separate da intervalli.        

Procedura

Un elettrocardiogramma dura pochi minuti, durante i quali l’apparecchio registra l’attività elettrica del cuore. Si tratta di un esame semplice: l’elettrocardiogramma non fa male, non ha controindicazioni e non è invasivo. L’Ecg sotto sforzo, invece, è controindicato per i pazienti con grave insufficienza cardiaca.

 

Quando effettuarlo?

Ogni quanto effettuare un controllo? La frequenza dipende dal risultato dell’esame stesso e dalla presenza di altre patologie. Dai 40 anni in su è consigliabile effettuare un elettrocardiogramma ogni due anni e dai 50 in poi almeno una volta l’anno, anche per coloro che non hanno mai sofferto di disturbi cardiocircolatori. L’ecg vaeffettuato con maggiore frequenza se sul soggetto influiscono particolari fattori di rischio.

  

Specialisti

I medici specialisti che interpretano l’elettrocardiogramma sono: cardiologo, cardiochirurgo, chirurgo vascolare, geriatra e gerontologo, pediatra, medico dello sport, medico aeronautico e spaziale. Attualmente anche in farmacia attraverso la telemedicina.

 

Risultati

Come leggere il referto dell’ecg: la lettura di un Ecg si basa sugli elementi che compongono il tracciato cardiaco, ossia onde, tratti e intervalli. In particolare:

  • onda P: di dimensioni ridotte, visualizza lo stato di attivazione/depolarizzazione degli atri;

  • tratto PQ: piano e privo di onde, misura il tempo che trascorre da quando si attivano gli atri fino a quando si attivano i ventricoli;

  • complesso QRS: insieme di tre onde che corrisponde alla depolarizzazione dei ventricoli.

  • tratto ST: l’intervallo ST che segue l’onda S e include l’onda T può rilevare problemi ischemici, poiché rappresenta il periodo in cui i ventricoli si contraggono, per poi tornare a riposo;

  • onda T: rappresenta la ripolarizzazione dei ventricoli (momento in cui i ventricoli sono pronti per una nuova contrazione) e dà indicazioni sullealterazioni della ripolarizzazione ventricolare, sull’ipertrofia cardiaca, sull’infarto del miocardio e sull’ischemia cardiaca.

L’interpretazione dei risultati dell’ecg si basa sui valori che emergono da questi elementi. Un ecg normale, un ecg anormale o alterato consentono di valutare lo stato del cuore,  segnalandone un’anomalia.
 
 

Lo Spettabile Dott. Fabio Fincati, Cardiologo prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa tecnica medica con un approfondimento sulla lettura dei risultati della stessa:

Se l’elettrocardiogramma non è correntemente considerato un esame altamente specifico e di massima utilità per la diagnosi di patologia cardiologica, l’opinione medica è universalmente concorde ad assegnare la massima importanza alle modificazioni nel tempo del tracciato elettrocardiografico.
E’ ovviamente molto difficile ed estremamente complicato valutare piccole modificazioni in un tracciato stampato su carta e quindi minuscolo nelle sue forme.  Nell’elettrocardiogramma computerizzato con fibre ottiche i complessi sono invece estrapolati ed enormemente ingranditi su uno schermo, sovrapposti ai precedenti generati in altre visite anche di decenni prima, e risulta agevole valutare le minime modificazioni del tracciato.