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Elettrostimolazione

Elettrostimolazione

cos’è, a cosa serve, chi la effettua, controindicazioni ed effetti collaterali

Indice

1.1 Cos’è?

1.2 Benefici

1.3 Procedura

1.4 Specialisti

1.5 Controindicazioni

1.6 Effetti collaterali

 

Cos’è?   

L’elettrostimolazione è quella metodica fisioterapica che prevede l’utilizzo di un apposito apparecchio denominato elettrostimolatore, il quale è deputato a stimolare le contrazioni muscolari tramite impulsi elettrici.  Ciò è possibile, in quanto gli elettrodi applicati al corpo generano un campo elettrico in grado di raggiungere le placche motrici e, dunque, di stimolare la contrazione del muscolo. 

Questa tecnica nacque negli anni settanta a scopi riabilitativi e fisioterapici (effetto antalgico, antinfiammatorio e recupero del trofismo muscolare), ma oggi è utilizzata anche in altri campi: si pensi, ad esempio, al settore estetico (dimagrimento, linfodrenaggio) o a quello sportivo (recupero muscolare, allenamento atletico). L’elettrostimolatore, lo ricordiamo, produce micro-impulsi elettrici a bassa frequenza che stimolano la contrazione dei muscoli; a tal fine è necessario posizionare gli elettrodi in base alla parte delcorpo che si intende stimolare.

 

Benefici  

L’elettrostimolazione può essere utilizzata per diversi scopi, e si può indirizzare la sua funzione verso uno specifico obiettivo variando i parametri di tipo d’impulso, frequenza, durata,  intensità e latenza.

In riabilitazione ad esempio si può utilizzare per migliorare il tono e il trofismo muscolare sia in seguito ad un trauma che ha costretto il paziente ad un’immobilizzazione di un arto ad esempio, sia per velocizzare la ripresa nella fase post-acuta. Si utilizza poi per sollecitare un muscolo denervato per evitarne la degenerazione.

Tra le elettroterapie troviamo poi la TENS (Transcutaneous Electrical Nerve Stimulation), invece, che utilizza impulsi a basso voltaggio, è finalizzata al trattamento di condizioni dolorose; grazie a questa tecnica antalgica, infatti, si stimola la produzione di beta-endorfine, ovvero sostanze fisiologiche in grado di aumentare l’azione analgesica. 

Nel settore dell’estetica, invece, l’elettrostimolatore, cui generalmente è abbinata una cintura (o fascia) addominale elastica,  viene utilizzato per dimagrire, rassodare e combattere l’inestetismo della cellulite; la contrazione muscolare, infatti, favorisce la lipolisi (il processo che permette al corpo di bruciare i grassi), la tonicità e il drenaggio dei liquidi. 

In ambito sportivo l’elettrostimolazione è ampiamente utilizzata dagli atleti per migliorare il proprio tono muscolare e per completare la preparazione atletica; questa metodica, infatti, favorisce la potenza della fibra muscolare, tutela il sistema muscolo-tendineo e defatica il muscolo al termine dello sforzo.

 

Procedura

L’elettrostimolazione è finalizzata ad eccitare la placca motrice del muscoloe prevede l’utilizzo di un apposito apparecchio in grado di generare impulsi elettrici che la raggiungano tramite una serie di elettrodi applicati sul corpo del paziente con degli appositi adesivi. A seconda dei parametri dell’impulso (frequenza, durata e intensità) sarà possibile ottenere effetti diversi, in base alle specifiche esigenze del paziente.

L’efficacia dell’elettrostimolazione è strettamente connessa alla qualità dell’apparecchio utilizzato, alla corretta applicazione degli elettrodi e alla scelta del giusto programma.

L’elettrostimolazione fa male? Se l’elettrostimolazione viene effettuata seguendo specifici criteri e se l’apparecchio è manovrato da uno specialista, questa pratica è del tutto innocua.

  

Specialisti

 Gli specialisti che possono effettuare l’elettrostimolazione sono i seguenti:

  1. fisioterapista

  2. fisiatra

  3. massofisioterapista

  4. medico riabilitativo

 

Controindicazioni

Non tutte le persone possono sottoporsi a sedute di elettrostimolazione. Questa terapia, infatti, può produrre controindicazioni in alcune categorie di soggetti. Si raccomanda sempre, in caso di patologia, di leggere le avvertenze nel libretto delle istruzioni che è fornito con l’apparecchio, ma soprattutto di chiedere consiglio al proprio medico o allo specialista.

Tra le controindicazioni principali elenchiamo: 
  1. portatori di pacemaker

  2. gestanti

  3. pazienti affetti da neoplasie

  4. pazienti affetti da epilessia

  5. ferite aperte

 Qualora si soffra di capillari fragili è bene non eccedere con l’elettrostimolazione, in quanto potrebbe causarne la rottura. 

Infine si sconsiglia di applicare gli elettrodi in prossimità delle protesi metalliche o nelle zone che presentano le seguenti problematiche:

  1. lesioni cutanee,

  2. alterazioni della sensibilità locale,

  3. infezioni,

  4. flebiti,

  5. tromboflebiti.

 
Effetti collaterali 

L’elettrostimolazione, se effettuata da una mano esperta, non produce sulle persone sane effetti collaterali di sorta. È bene, ricordiamolo, non stravolgere i parametri dei programmi dell’elettrostimolatore, in quanto si rischia di andare incontro ad affaticamento e/o a dolori muscolari.

Va detto inoltre che, se il soggetto che si sottopone a elettrostimolazione ha la pelle particolarmente sensibile, in seguito alla sessione terapeutica può riportare arrossamento cutaneo nell’area del corpo in cui sono stati applicati gli elettrodi. Si tratta, tuttavia di un disturbo temporaneo che tende a scomparire in alcuni minuti.Malgrado sia una eventualità piuttosto rara, è possibile che l’elettrostimolazione, se effettuata in ore serali, possa causare insonnia.


La Spettabile Valentina Moriglia, Fisioterapista prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa tecnica medica con un approfondimento sull’utilizzo della stessa:

Fondamentale a mio parere sarebbe da aggiungere l’informazione che dal punto di vista riabilitativo e a questo punto anche sportivo, per la ripresa del tono muscolare di un arto traumatizzato ad esempio , non bisognerebbe affidarsi esclusivamente a questa pratica, che e’ davvero molto utile , ma ancor più se usata in associazione all’esercizio attivo.

Quando si riabilita un arto si deve si pensare al recupero del tono muscolare ma bisognerebbe farlo inserito nella sua funzione, facendo lavorare il muscolo attivamente così da riattivarlo anche a livello della corteccia cerebrale. A questo punto l’associazione all’elettrostimolazione velocizzerebbe sicuramente il recupero, al contrario, in caso di impossibilità al movimento attivo potremmo invece affidarci esclusivamente alla stimolazione elettrica.