Emorroidi

cause, sintomi e rimedi


Indice

1.1 Cosa sono le emorroidi?

1.2 Cause

1.3 Sintomi

1.4 Cura

1.4.1 Rimedi medici

1.4.2 Farmaci

1.4.3 Rimedi naturali

1.5 Specialisti

1.6 Prevenzione


Cosa sono le emorroidi?

Le emorroidi sono delle strutture vascolari site nella parte terminale del retto: gonfiandosi e sgonfiandosi in base alle necessità, agiscono come cuscinetti e svolgono un ruolo rilevante nel mantenimento della continenza fecale. Si tratta, pertanto, di una normale componente anatomica: tuttavia, nel linguaggio comune, col termine "emorroidi" si intende la situazione patologica connessa (malattia emorroidaria), in cui le emorroidi si presentano dilatate e infiammate.

Le emorroidi possono essere collocate all'interno del retto, sopra gli sfinteri anali che ne controllano l’apertura: si parla, in tal caso, di emorroidi interne che, in genere, non causano disagio. Tuttavia, il passaggio delle feci o uno sforzo possono danneggiarne la superficie, provocandone il sanguinamento. Inoltre, un sforzo eccessivo può spingere le emorroidi stesse verso l'esterno (emorroidi sporgenti o prolasso), causando dolore o irritazione. Quando le emorroidi, invece, si sviluppano sotto la cute intorno all'ano siamo in presenza di emorroidi esterne che, solitamente, hanno una consistenza morbida, ma diventano dure al tatto, con conseguente dolore, gonfiore e infiammazione, quando si forma un coagulo.


Cause

Le cause delle emorroidi sono diverse. Innanzitutto, c’è sempre una tendenza delle vene situate nella parte terminale del retto a subire una distensione a causa della pressione sanguigna: le vene si gonfiano, il flusso ematico diviene più lento ed è possibile che si formino dei coaguli.

L'aumento della pressione si verifica, solitamente, nei seguenti casi:

  • emorroidi e alimentazione: una dieta povera di fibre, pasti non regolari, l’abuso di alcolici, cibi troppo piccanti, la cioccolata, l’eccesso di spezie e gli alimenti difficili da digerire (cibi da evitare) provocano fenomeni di stipsi che, di rimando, causano difficoltà durante la defecazione, con aumento della pressione nelle vene emorroidarie e loro sofferenza  e dilatazione;

  • emorroidi in gravidanza: la stitichezza, il rilassamento delle pareti intestinali, l’azione ipotonica svolta da alcuni ormoni, la pressione esercitata dal feto sulle vene anali e rettali (soprattutto negli ultimi mesi) sono tutti fattori che favoriscono l’insorgenza del disturbo;

  • obesità;

  • tensione durante i movimenti intestinali.

Con l'invecchiamento il rischio di emorroidi è più elevato a causa dell’indebolimento dei tessuti che sorreggono le vene del retto e dell'ano e l'ipotonia dello sfintere e la stitichezza spesso dovuta a scarsa idratazione.

A volte il sanguinamento emorroidario  porta il paziente a visita e riscontro di altre patologie  spesso di origine tumorale e sono frequenti, altresì, nei casi di malattie cardiache.


Sintomi

Spesso i portatori di emorroidi sono asintomatici e il campanello d'allarme e' dato da alcuni sintomi come il prurito anale, il gonfiore anale e la comparsa di sanguinamento dopo la defecazione. In caso di sanguinamento emorroidario, il sangue e' di colore ”rosso vivo”.

“La crisi emorroidaria” e' quella condizione particolarmente  dolorosa  per la comparsa di emorroidi prolassate e trombizzate.


Cura

Rimedi medici

La cura delle emorroidi varia in base alla gravità della patologia. Nei casi meno acuti, per favorire la guarigione, sono sufficienti abitudini dietetiche corrette e un po’ di moto, mentre in quelli più gravi l'unica soluzione efficace è l'intervento chirurgico. L'operazione alle emorroidi che prevede l’asportazione chirurgica (emorridectomia) si rende necessaria per le emorroidi associate a forti sanguinamenti, a trombi frequenti o a prolasso completo. Nel tempo, tale tipologia di intervento alle emorroidi  ha subìto numerose evoluzioni. Ad oggi, esistono tre principali tipi di interventi chirurgici: il metodo classico (emorroidectomia tradizionale aperta), il metodo Longo (riposizionamento delle emorroidi prolassate) e il metodo THD (sutura dei rami terminali dell'arteria che conduce il sangue alle emorroidi).
Tra i casi limite si collocano vari rimedi medicali, che consistono in interventi ambulatoriali effettuati in anestesia locale: tra questi, la fotocoagulazione e la legatura elastica. Questi trattamenti risolvono, generalmente, il problema al primo tentativo: nei casi meno fortunati è necessaria la ripetizione del trattamento.

Farmaci     

Per accelerare la guarigione ed evitare il rischio di infezioni, sono basilari un’accorta igiene anale e i lavaggi con acqua tiepida. Per curare le emorroidi nello stadio iniziale, alleviandone i fastidiosi sintomi, i rimedi consigliati sono la tradizionale pomata per emorroidi, la crema per emorroidio supposte con azione anestetica,  decongestionante e disinfettante, a base di corticosteroidi  e anestetici ad azione locale (fluocortolone, fluocinolone, lidocaina, cincocaina, tetracainapramocaina). Questi farmaci, comunque, vanno assunti sotto controllo medico. Quando non risultano efficaci e si verifica un inasprimento della sintomatologia, occorre passare alle tecniche ambulatoriali o, nei casi più gravi, all’intervento chirurgico.

Rimedi naturali

La dieta per le emorroidi deve essere variegata e ricca di fibre: legumi, cereali, ortaggi e frutta aiutano la motilità intestinale e riducono il rischio di stitichezza. Vanno evitati peperoncino, pepe e cibi piccanti in genere, rafano, senape, ravanello, cipolla, zenzero, aglio, bevande alcoliche, caffè, cacao e cioccolato. Inoltre, dovrebbe essere limitata l'assunzione di sale e zucchero. Ovviamente, in caso di stitichezza, vanno eliminati gli alimenti astringenti. E’, inoltre, importante bere almeno 2 litri di acqua al giorno: l’acqua, infatti, rende morbide le feci e ne facilita la transizione nell’intestino.

I rimedi naturali possono aiutare a prevenire la comparsa della patologia o ad alleviarne i sintomi. Una terapia a base di prodotti naturali particolarmente efficace è quella che prevede l’utilizzo delle proprietà dell’ippocastano, rivelatosi particolarmente adatto nel trattamento di sintomi come prurito e dolore. Ottimi sono anche gli estratti di cipresso (ricchi di flavonoidi e polifenoli), l’elicriso (antinfiammatorio e analgesico), l’amamelide e la centella (piante vasoprotettrici), il gel di aloe vera (lenitivo e antidolorifico).


Specialisti

Gli specialisti a cui potersi affidare, in base alle necessità, sono: colonproctologo, gastroenterologo, chirurgo generale, chirurgo gastroenterologo. Nell’ambito della  medicina alternativa, invece, ci si può rivolgere ad un agopuntore (che si avvale dell’utilizzo di aghi posizionati lungo i canali energetici del corpo), ad un fitoterapeuta (che opera con preparati naturali), ad un omeopata (che cura con sostanze omeopatiche provenienti dal regno vegetale, animale e minerale), ad un osteopata(che stimola la capacità di guarigione ottimizzando i processi fisici e biologici).


Prevenzione

La maniera migliore per prevenire l'insorgenza delle emorroidi o, comunque, ridurne i sintomi, è cercare di facilitare l’evacuazione delle feci che, a tal fine, devono essere molli. Una giusta prevenzione parte dai seguenti accorgimenti:

  • non trattenere le feci;  

  • fare esercizio fisicoper prevenire la stitichezza, ridurre la pressione venosa e combattere l'obesità;

  • evitare di stare troppo seduti, in particolar modo sul water;

  • seguire una dieta adatta;

  • bere molti liquidi;

  • assumere, se necessario, degli integratori di fibre.



Lo Spettabile Dottor Carlo Zampori, Gastroenterologo e Chirurgo generale prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento con un approfondimento su come trattare al meglio la patologia:

“Si consiglia sempre  di sottoporsi a visita specialistica proctologica per confermare la diagnosi, escludere patologie concomitanti e consigliare la terapia più idonea in base allo stadio della malattia. Numerose sono le tecniche  di cura, ambulatoriale o  in regime di ricovero. La scelta e' operatore dipendente, varia con l'esperienza del chirurgo e si adatta alle condizioni generali del paziente e alle sue aspettative. Così si possono proporre trattamenti senza anestesia o con la sola anestesia locale, come la legatura elastica, la foto-coagulazione, la sclerosi o la dearterializzazione o interventi più radicali che necessitano di ricovero. Nel tempo, tale tipologia di intervento delle  emorroidi ha subìto numerose evoluzioni. Ad oggi, esistono tre principali tipi di interventi chirurgici: il metodo classico (emorroidectomia tradizionale aperta), il metodo Longo (riposizionamento delle emorroidi prolassate) e il metodo THD (sutura dei rami terminali dell'arteria che conduce il sangue alle emorroidi).”