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Epatite c

cause, sintomi e trattamento

Indice

1.1 Definizione

1.1.1 Epatite C nei bambini  

1.2 Cause

1.2.1 L’epatite C è contagiosa?

1.3 Sintomi

1.3.1 Decorso

1.4 Pericoli

1.5 Cura

1.5.1 Rimedi medici

1.5.2 Farmaci

1.5.3 Rimedi naturali

1.6 Specialisti

1.7 Prevenzione


Definizione

 L’epatite C (parola che deriva dal greco “hepato”, ovvero fegato, e “itis”, ovvero infiammazione) è una patologia infettiva causata dal virus HCV, il quale appartiene alla famiglia dei Flaviviridae ed è l’unico del genere Hepacivirus. Ma come agisce il virus HCV? In effetti questo virus, che si trasmette attraverso il contatto diretto con il sangue infetto, distrugge le cellule del fegato (si parla infatti, a tal proposito, di necrosi epatica), le quali vengono poi sostituite da un tessuto di cicatrizzazione, determinando in tal modo la fibrosi epatica e la perdita progressiva delle funzionalità del fegato. In uno stadio avanzato l’epatite può determinare la cirrosi epatica e il cancro al fegato.

L’infezione da HCV causa, in una proporzione del 70% dei casi, un’epatopatia cronica  ovvero l’infiammazione cronica dell’organo epatico, caratterizzata da un meccanismo patogenetico di tipo immunologico (epatite cronica autoimmune). Il danno cronico del fegato compromette nel lungo periodo la regolare funzionalità del tessuto epatico. 

Epatite C nei bambini     

L’epatite C in età pediatrica è dieci volte più rara che in un soggetto adulto. La maggior parte dei bambini colpiti da epatite, lo ricordiamo, contrae il virus dalla propria madre durante il parto. Si tratta, a ogni modo, di percentuali assai basse.


Cause

La causa dell’epatite c è ilvirus omonimo (HCV), il quale  fu identificato per la prima volta nel 1989. Di esso sono stati individuati sei diversi genotipi e oltre 90 sottotipi. L’HCV si trasmette quando si entra in contatto con sangue o altri fluidi biologici infetti.     

L’epatite C è contagiosa?

L’epatite c è una patologia virale contagiosa e la trasmissione può avere luogo con le seguenti modalità:

  1. condivisione di aghi contaminati (si pensi all’abitudine tra tossicodipendenti di iniettarsi la droga con la medesima siringa);

  2. nascita: il 5% di bambini nati da genitrici con epatite c, può acquisire l’infezione durante il parto;

  3. rapporti sessuali non protetti (per quanto questa modalità di trasmissione sia piuttosto rara);

  4. le trasfusioni di sangue e i trapianti di organo non sottoposti a screening per l’individuazione del virus (ci riferiamo a quelli avvenuti prima del 1992).

Il virus non viene, invece, trasmesso con la saliva.


Sintomi

Di solito nelle fasi iniziali non sono presenti sintomi evidenti; proprio per questo motivo si è soliti definire questa patologia un killer silente. Talora possono comparire febbre, dolori addominali, debolezza, urine scure, nausea e vomito, ma, solitamente, questi sintomi tendono a sparire in un breve lasso di tempo.

Quando invece la malattia si cronicizza (ciò avviene nel 70% dei casi) il paziente affetto da epatite c, può presentare sintomi non specifici di malessere (simili alla sindrome influenzale), tra cui astenia, artralgie, inappetenza. Talvolta il sospetto di epatite in atto deriva dal riscontro occasionale di indici epatici (transaminasi) elevati.

Per effettuare la diagnosi, lo specialista prescriverà il test per ricerca degli anticorpi specifici contro l'HCV, ovvero analisi dei markers dell'epatite c. Qualora il risultato sia positivo si procede con degli esami del sangue, finalizzati a misurare la carica virale HCV e a valutarne la composizione genetica. Talora poi è possibile che si effettui la rimozione di un piccolo campione di tessuto epatico (biopsia epatica) per una conferma istologica di epatite cronica.

Decorso

Più di 7 pazienti su 10 colpiti da epatite C sviluppano un’infezione di tipo cronico. Ma dopo quanto si manifestano i sintomi della malattia? A volte l’infezione è asintomatica per decenni. Va detto inoltre che il 20-30% dei soggetti colpiti da virus HCV con infezione in forma cronica sviluppa, nell’arco di un paio di decenni, la cirrosi epatica. Quest’ultima predispone a contrarre gravi patologie come l’epatocarcinoma e l’insufficienza epatica. Il periodo di incubazione del virus è compreso tra 14 giorni e 6 mesi, ma più frequentemente tra 6 e 9 settimane.

I pazienti HCV-positivi, nel caso di progressione dell’epatopatia cronica con insufficienza d’organo, sono posti di fronte ad un peggioramento della propria qualità della vita, sia da un punto di vista psichico che fisico.


Pericoli   

L’epatite C può provocare numerose e gravi complicanze:

  1. cirrosi epatica, ovvero lo stadio ultimo della compromissione anatomo-funzionale del fegato;

  2. carcinoma del fegato;

  3. insufficienza epatica.

Non bisogna, inoltre, sottovalutare le conseguenze di ordine psicologico cui possono andare incontro i soggetti positivi al virus HCV, non esclusa una severa depressione.


Cura

Chi soffre di epatite C, in primo luogo deve seguire delle particolari regole igienico-sanitarie, come, ad esempio, evitare le bevande alcoliche e i farmaci che possano risultare tossici per il fegato. La scelta della terapia da adottare, ad ogni modo, dipende dall’evoluzione della malattia nel tempo e dal rischio di progressione verso uno stato di fibrosi (cirrosi) irreversibile.  A tutti i pazienti, se non già immuni, viene somministrato il vaccino per l'epatite A e l'epatite B, le quali potrebbero incidere molto negativamente sul danno  epatico. La terapia farmacologica, invece, è indispensabile nei casi più gravi.

Rimedi medici  

Le terapie mediche per l’epatite c hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni: basti pensare che il successo dei trattamenti si attesta oggi intorno se non oltre il 90% degli individui trattati. Le nuove cure messe a punto dalla comunità scientifica, infatti, si sono rivelate assai efficaci nel guarire dall’epatite c.  

Farmaci

La terapia farmacologica “classica” per il trattamento dell’epatite c che prevedeva la combinazione di cicli a base di interferone alfa e di ribavirina, è stata ora sostituita da quella basata sugli antivirali diretti (DAA) che sono in grado di bloccare la moltiplicazione dell’HCV e di eliminarlo in oltre il 90% dei casi nell’organismo.

Rimedi naturali

I rimedi naturali si basano soprattutto sull’adozione di sani stili di vita e sull’adesione a una dieta equilibrata e genuina. I pazienti affetti da epatite dovrebbero seguire un’alimentazione povera di cibi grassi e ricca di proteine (per riparare le cellule epatiche) e di carboidrati (per proteggere il fegato). Si raccomanda, inoltre, l’assunzione di almeno 2 litri di acqua al dì e l’abolizione delle bevande alcoliche.


Specialisti

In caso di epatite c è opportuno rivolgersi ai seguenti specialisti:

  1. infettivologo

  2. epatologo       

Tra gli specialisti alternativi segnaliamo, invece, gli esperti di ayurveda.


Prevenzione

Non esiste un vaccino specifico per proteggersi dal virus HCV, per cui, al fine di prevenire l’epatite C, è bene prendere le seguenti precauzioni:

  1. non condividere aghi;

  2. fare piercing e tatuaggi solo presso centri affidabili, assicurandosi sempre che vengano utilizzati aghi sterili;

  3. avere rapporti sessuali protetti.


Lo Spettabile Dott. Giuseppe Colucci, Epatologo prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa patologia con un approfondimento sulla diagnosi della stessa:

Considerata la natura quasi asintomatica dell’epatite C, se non quando è già presente un’epatopatia cronica avanzata, e la possibilità attuale di eliminare il virus con cicli relativamente brevi di terapia mirata e ben tollerata, è sempre più importante sottoporre a screening soggetti a rischio, per condizioni e stili di vita. Tra questi, l’uso di droghe, la vita in comunità chiuse, condizioni scadenti di igiene ambientale, origine da paesi ad alta endemia, promiscuità, ed altri fattori che anche il medico di famiglia può e deve essere istruito ad identificare.