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Epatologia

Epatologia

Descrizione
L’Epatologia è quella branca della Medicina che si occupa della prevenzione, della diagnosi e della cura di malattie epatiche che coinvolgono il fegato, la cistifellea, il pancreas e l’albero biliare, come ad esempio epatiti, cirrosi epatica, calcolosi della colecisti e delle vie biliari.
L’Epatologia è stata considerata a sua volta una branca della gastroenterologia, ma ha assunto sempre più il carattere di specializzazione autonoma, con al centro dei suoi studi in particolare il fegato e le numerose patologie epatiche.

Un po' di storia
Le prime osservazioni e scoperte nell’ambito dell’Epatologia risalgono a tempi molto antichi, si pensi ad esempio gli Egizi, per mummificare i cadaveri, praticavano delle autopsie che li portarono ad osservare come il fegato marciva a causa dei parassiti, o a come, nel 400 a.C., Ippocrate analizzò il fenomeno della fuoriuscita di pus dal fegato, oppure come, cinque secoli dopo, l’anatomista greco Galeno, arrivò alla conclusione che il fegato fosse l’organo principale del corpo umano, e lo mise anche in relazione con la cistifellea e alla milza.
Più tardi, a Roma, nel I secolo a.C., Areteo di Cappadocia, studiò l’ittero neonatale, giungendo ad affermare che la colorazione giallastra della pelle e delle mucose era dovuta all’accumulo di sangue di un pigmento (la bilirubina) che veniva dalla bile.
Durante il Medioevo, il medico Avicenna evidenziò l’importanza dell’analisi dell’urina per diagnosticare la condizione di salute del fegato.

Anche se le radici storiche della disciplina sono molto antiche, è solo agli inizi del ‘900, con il medico britannico Sheila Sherlock, considerata la madre dell’Epatologia moderna, che l’Epatologia viene riconosciuta come specialità medica. Questo grazie al lavoro pionieristico della scienziata, che fu la prima a sperimentare l’uso dell’ago nella biopsia epatica, ancora oggi utilizzato come strumento di diagnosi, e alla quale si devono lo sviluppo dello standard di prova per la cirrosi biliare primitiva e importanti ricerche in materia di ipertensione portale, encefalopatia epatica e ascite e la dimostrazione del legame tra l'epatite B e il carcinoma epatocellulare.
A partire dalla seconda metà del ‘900, data la crescente diffusione delle malattie del fegato, proliferano gli studi e le scoperte che riguardano il fegato e le sue patologie, tanto che nel 1963 avviene il primo trapianto di fegato umano su un bambino di tre anni, ad opera del Dr. Thomas Starzl, mentre nel 1966 il medico americano Baruch Blumberg scopre il virus dell’epatite B e dopo tre anni introduce il primo vaccino contro questa malattia.

Formazione professionale
L’epatologo è uno specialista laureato in Medicina e Chirurgia, in genere specializzato in gastroenterologia, e con ulteriore specializzazione in Epatologia, ossia il settore medico specialistico che si occupa di studiare, sotto l’aspetto fisiologico e patologico, il fegato, le vie biliari, la cistifellea e il pancreas ed individuare e trattare le malattie epatiche che colpiscono questi organi.
L’epatologo, dopo aver superato l’esame di abilitazione alla professione medica, può frequentare delle scuole di specializzazione, corsi o master universitari per conseguire la specializzazione nel campo dell’Epatologia. Dunque, per poter esercitare regolarmente la professione, deve essere iscritto all’ordine dei medici (FNOMCEO).

Associazioni di settore
Importanti Associazioni di settore sono la Società scientifica di Epatologia (E.A.S.L.), l’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (A.I.S.F.) e l’Associazione Amici dell’Epatologia (F.A.D.E.).

Disturbi e patologie generalmente trattate dagli epatologi