Ernia inguinale

cause, sintomi, intervento e rimedi non chirurgici

Indice

1.1 Cos’è l’ernia inguinale?

1.1.1  Ernie inguinali strozzate ed incarcerate

1.2 Ernie inguinali nei bambini

1.3 Cause

1.4 Sintomi

1.5 Cura

1.5.1 Rimedi non chirurgici

1.5.2 Farmaci

1.5.3 Intervento

1.6 Specialisti

1.7 Prevenzione


Cos’è l’ernia inguinale?

Col termine ernia viene indicata la fuoriuscita di un viscere dalla cavità che lo contiene. Quando tale fuoriuscita si verifica a livello della zona inguinale, tra addome e cosce, si è in presenza, appunto, di ernia inguinale: il grasso intra-addominale o una parte dell’intestino tenue, trovando una zona di minore resistenza nella parete inguinale  si manifesta come  una tumefazione di consistenza e volume vario, con o senza sintomatologia dolorosa. L’ernia si sviluppa per lo piu'gradualmente a causa di un ripetuto stress sulla parete.

Due sono le tipologie di ernia inguinale particolarmente diffuse:

  • ernia inguinale diretta, tipicamente maschile, causata dalla degenerazione del tessuto connettivo dei muscoli addominali.

  • ernia inguinale indiretta,  ovvero di natura congenita.

Le ernie inguinali, sia dirette che indirette, solitamente si manifestano maggiormente  in posizione eretta e sotto sforzo per poi rientrare  da sole  o con una lieve pressione quando si e' supini. Quando le ernie sono presenti sia nel lato destro che in quello sinistro si è in presenza di un’ernia inguinale bilaterale.

Ernie inguinali strozzate ed incarcerate

L’ernia inguinaleviene definitaincarcerata nei casi in cui si blocca nell’inguine o nello scroto e non può essere riposizionata nell’addome. Viene avvertito un importante dolore  addominale  diffuso accompagnato da malessere generalizzato e vomito. Un’ernia incarcerata può degenerare in un’ernia strozzata per  l'instaurarsi di un quadro di occlusione intestinale  con sofferenza del tratto di ansa interessato  per necrosi  che può risultare letale e necessita quindi di un intervento chirurgico d'urgenza che non sarà limitato alla sola riparazione dell'ernia.


Ernia inguinali nei bambini

L’ernia inguinale è particolarmente diffusa in età pediatrica: colpisce, infatti, 1 bambino su 100 ed è molto frequente nei maschietti. La fascia più a rischio è quella dei bambini più piccoli, neonati e lattanti. La causa dell’ernia inguinale nei bambini è diversa da quella dell’adulto: è, infatti, legata alla persistenza del canale che consente la discesa del testicolo durante il periodo di gravidanza (dotto peritoneo-vaginale). L'ernia si manifesta con la comparsa di un gonfiore in prossimità della zona inguinale e, spesso, sono proprio i genitori ad accorgersene, lavando il bambino o cambiandogli il pannolino. Una volta fatta la diagnosi occorre operare il bambino, per evitare complicanze come l’intasamento e lo strozzamento. L’intervento è abbastanza semplice: dura, mediamente, 15-20 minuti ed è eseguibile in day-surgery.

     

Cause

Causa dell’ernia inguinale: ilgraduale cedimento della parete inferiore dei muscoli addominali, dovuto alla concomitanza di più fattori, origina l’ernia inguinale. Improvvise torsioni, strappi muscolari, obesità, sollevamento di oggetti pesanti, aumento di peso, tensione da stitichezza, sedentarietà e tosse cronica sono tra i maggiori fattori di rischio.


Sintomi

Benché in alcune situazioni l’ernia sia asintomatica e si caratterizzi per una limitata manifestazione fisica, generalmente il sintomo principale della patologia è il dolore, di intensità variabile e, di solito, associato a bruciore. Tale dolore si acuisce con lo svolgimento di attività fisica e stando in posizione eretta, mentre tende ad affievolirsi a riposo o in posizione supina: sdraiandosi, infatti, i contenuti fuoriusciti tendono a riprendere la loro ubicazione originaria. I fastidi possono manifestarsi in maniera intensa anche dopo un pasto pesante, in fase di defecazione, durante la salita di scale, portando pesi o tossendo. Altri comunissimi sintomi dell’ernia inguinalesono il gonfiore inguinale e il senso di debolezza o di pressione all’inguine.

Attraverso un’approfondita anamnesi e una visita mirata, il medico è in grado di effettuare la diagnosi: al paziente può essere chiesto di sdraiarsi o di tossire, così da sentire l’ernia e capire come si muove nell’inguine o nello scroto. Il medico, inoltre, verifica se l’ernia può essere delicatamente massaggiata e riportata nella sua corretta posizione.

      

Cura

Rimedi non chirurgici

La cura dell’ernia inguinale dipende dalla sua gravità, dalla sua posizione, da possibili strozzature, dall’età del soggetto. Ogni ernia ha una sua storia e un suo decorso e, per tale motivo, il consulto medico si rivela indispensabile. Il trattamento è solitamente chirurgico, anche se in passato, per le forme più leggere, veniva adoperata una specifica cinta di contenzione. Rimedi non chirurgici per l’ernia inguinale, quando la patologia non è preoccupante, sono: riposo, specifici esercizi fisici e dieta appropriata (basata su un’alimentazione leggera che non favorisca stipsi e cattiva digestione). Questa terapia, definita ”conservativa”, si associa all’uso di speciali mutande di contenimento.

Farmaci

A livello farmacologico, di solito, vengono prescritti antidolorifici e antinfiammatori, ma si tratta di un aiuto sintomatico, poiché i farmaci per ernia inguinale non curano il disturbo che, salvo controindicazioni, va risolto con un intervento.

Intervento

Una volta formatasi, l’ernia non può più regredire spontaneamente.

Quando operare l’ernia inguinale: se la patologia è a rischio di peggioramento o risulta particolarmente fastidiosa, l'unica soluzione è l'intervento chirurgico. L'operazioneviene, generalmente, effettuata in regime di day hospital e in anestesia locale. Dopo qualche giorno il soggetto può riprendere le attività quotidiane.

Il metodo di intervento tradizionale è l’ernioplastica: attraverso una piccola incisione si individua l’ernia e la si ricolloca all’interno dell’addome. La riparazione del punto debole avviene, oggi, tramite il posizionamento di una retina sagomata, non riassorbibile e biocompatibile, che viene ancorata ai muscoli e ai tendini per rinforzare la parete muscolare. Il decorso post-operatorio dell’ernia inguinale è rapido: il paziente può alzarsi, mangiare e camminare subito dopo l’operazione.

Altro metodo è la chirurgia laparoscopica,eseguita in anestesia totale: attraverso piccole incisioni nel basso addome, viene inserito nel paziente un apparecchio laparoscopico (un tubo sottile con una piccola telecamera) che invia ad un monitor un’immagine ingrandita dell’interno del corpo. Il chirurgo, attraverso appositi strumenti e maglie sintetiche, ripara l’ernia. Lo specialista può ritenere la chirurgia laparoscopica non consigliabile se l’ernia inguinale è molto estesa o la persona ha subito interventi di chirurgia pelvica. Durante il periodo di convalescenzaè consigliata una terapia con antidolorifici. Le attività pesanti e il sollevamento di carichi sono da limitare per varie settimane.

Malgrado sia possibile alzarsi e camminare già il giorno successivo all'intervento, è opportuno attendere una settimana, per prevenire il cedimento della plastica e, di conseguenza, la recidiva; in tal caso, è opportuna una fase di riabilitazioneda eseguire a letto attraverso degli esercizi di ginnastica, cambiando spesso posizione per impedire la trombosi nelle grosse vene del bacino.


Specialisti

Gli specialisti cui rivolgersi per la cura dell’ernia inguinale sono il chirurgo generale, il chirurgo gastroenterologico e il fisiatra.


Prevenzione

Particolari conformazioni della regione ombelicale o  del canale inguinale possono rendere il soggetto predisposto all’insorgenza dell’ernia, indipendentemente dall'età o dall’attività lavorativa svolta. La debolezza della parete addominale è, spesso, congenita e può essere influenzata dalla mancanza di esercizio fisico. La prevenzione dell'ernia inguinale si basa sul mantenimento di un buon tono muscolare, soprattutto dei muscoli addominali, lombari, obliqui e paravertebrali. E’ importante agire anche sul fattore dieta, scegliere una posizione nel sonno che non prema direttamente sull’ernia, evitare di indossare indumenti e biancheria che potrebbero irritare la protrusione, eliminare fumo e alcol.


Lo Spettabile Dottor Carlo Zampori, Gastroenterologo e Chirurgo generale prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento con un approfondimento su come trattare al meglio la patologia:

Ormai la chirurgia si avvicina sempre più alla mini invasività con lo scopo di rendere più rapida la ripresa dopo l’intervento e il ritorno a una vita normale.

Quello che credo e che applico come filosofia di vita professionale dettata anche da 30 anni di chirurgia e’ quella di  assecondare  il paziente ,ovvero applicare la tecnica  più idonea  in base alle condizioni generali e al tipo di attività. Si spazia da giovani portatori d’ernia inguinale a anziani allettati e con grande impegno nella mia esperienza cerco di rimettere tutti in forma cambiando non solo l’approccio ma anche i materiali protesici.

In particolare, se si tratta di sportivi adotto soluzioni che garantiscano la ripresa di attività agonistica a brevissimo intervallo dall’intervento.