Fecondazione assistita

Fecondazione assistita

cos’è, la preparazione, l’esecuzione, gli specialisti

Indice
1.1 Definizione 
1.1.1 Fecondazione assistita fivet
1.1.2 Fecondazione assistita icsi
1.2 Quando effettuarla?
1.3 Preparazione
1.4 Procedura
1.5 Specialisti
1.6 Rischi

 

Definizione
La fecondazione artificiale è uno dei più efficaci metodi per rimanere incinta nel caso in cui una coppia abbia difficoltà a concepire un figlio. Va detto a tal proposito che esistono numerose tecniche che consentono di procreare indipendentemente da un rapporto sessuale tra i due aspiranti genitori (si parla, in questo caso, di procreazione medicalmente assistita).
La norma che disciplina la procreazione medicalmente assistita è la legge 40 del 2003. Quest’ultima, lo ricordiamo, consente di effettuare la fecondazione omologa, ma vieta quella eterologa, ossia quella che avviene con ovuli o spermatozoi di donatori esterni alla coppia.
Nell’ambito della PMA, una delle tecniche più diffuse è la fecondazione assistita in vitro (FIVET): in questo specifico caso si effettua una fecondazione in vitro dell’ovulo e, successivamente, si impianta l’embrione formatosi nell’utero materno. Questa procedura medica è particolarmente consigliata nel caso in cui gli spermatozoi risultino insufficienti per ricorrere all’inseminazione artificiale o quando sono presenti anomalie o ostruzioni alle tube di Falloppio.

Fecondazione assistita fivet
La fivet (fertilizzazione in vitro e trasferimento embrionario) fu messa a punto per la prima volta negli anni sessanta da un team di biologi Ricercatori dell’Università di Cambridge. Essa oggi rappresenta una delle procedure di riproduzione assistita più diffuse ed è particolarmente indicata in caso di sterilità tubarica severa e/o di subfertilità maschile.

Fecondazione assistita icsi
La fecondazione assistita ICSI (acronimo che sta per iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi) è una tecnica alternativa alla fivet che prevede che la fecondazione avvenga tramite spermatozoi iniettati direttamente nell’ovocita. Questa tecnica si esegue nel caso in cui sia emersa una oligospermia o una alterazione degli spermatozoi a livello morfologico o in caso di motilità molto bassa.


Quando effettuarla?
Le donne che non riescono a restare incinta, malgrado abbiano rapporti sessuali regolari in corrispondenza dei propri giorni fecondi, ovvero in caso di infertilità di coppia (non esclusi i casi di infertilità idiopatica) è possibile ricorrere alla procreazione assistita. Talora l’infertilità, lo ricordiamo, non riguarda entrambi i membri della coppia (si può avere, fertilità femminile e infertilità maschile, oppure infertilità femminile e fertilità maschile), ma in ogni caso essa rappresenta un ostacolo al concepimento naturale.

Se un figlio tarda ad arrivare, pertanto, la coppia può aderire a un protocollo di riproduzione assistita.


Preparazione
Alcune coppie, malgrado si adoperino affinché abbia luogo il concepimento (si pensi, ad esempio, alla conoscenza dei giorni fertili della donna), non riescono nel proprio intento. Per alcune di esse, alla luce di una serie di test diagnostici, si rende necessario ricorrere a un apposito processo di medicalizzazione per raggiungere l’agognato concepimento.
Preparazione alla fecondazione assistita: è necessario effettuare degli esami diagnostici preliminari ovvero dei test di fertilità femminile e dei test di fertilità maschile. In primo luogo ci si sottopone a  delle speciali analisi del sangue per verificare i livelli ormonali di entrambi i membri della coppia. Quindi è necessario effettuare il cosiddetto Test di Capacitazione sul liquido seminale, al fine di individuare la procedura più idonea di fecondazione assistita.

La procreazione assistita vera e propria poi, ha inizio con la stimolazione ovarica; quindi si favorisce la maturazione finale dell’ovocita (l’HCG) e si prosegue con il prelievo degli ovuli tramite aspirazione follicolare. Frattanto viene raccolto lo sperma che sarà utilizzato per fecondare gli ovuli o, in alcuni casi, si utilizza quello precedentemente messo da parte tramite crioconservazione. Dopo l’inseminazione si ha il cosiddetto embryo transfer, ovvero il  trasferimento degli embrioni in utero.

Prima dell’impianto, lo ricordiamo, si effettua la Diagnosi Genetica Preimpianto (PGD) ovvero una innovativa  diagnosi prenatale, che consente  di individuare l’eventuale presenza di patologie genetiche o di alterazioni cromosomiche negli embrioni.

Per quanto riguarda il dolore nella fecondazione assistita va detto che possono verificarsi spasmi a livello addominale e lombare di entità variabile. Si tratta, a ogni modo, di disturbi del tutto normali e temporanei.

Quali sono i rischi fecondazione assistita? Secondo alcune ricerche sarebbero più frequenti gli aborti in caso di gravidanze ottenute tramite fecondazione assistita rispetto a quelli che si registrano in caso di fecondazione spontanea.  


Procedura
La procedura FIVET (fecondazione in vitro) consente l’unione artificiale tra ovuli e spermatozoi. In particolare il protocollo fivet prevede le seguenti fasi:

  1. Induzione dell’ovulazione attraverso la somministrazione di farmaci (gonadotropine) per via intramuscolare o sottocutanea: in questo modo si favorisce lo sviluppo di più follicoli in un unico ciclo mestruale.
  2. Prelievo degli ovociti (pick-up) per via vaginale dal liquido follicolare, che avviene a distanza di 36 ore circa dal punto 1. La procedura dura all’incirca 15 minuti.
  3. Inseminazione e fecondazione degli ovociti da parte degli spermatozoi opportunamente concentrati e capacitati.
  4. Trasferimento di uno o più embrioni cresciuti in vitro nell’utero della paziente.

Questa metodica funziona piuttosto bene (le percentuali di successo sono  pari al 30-40% ) ma non è priva di implicazioni di tipo etico


Specialisti
Lo specialista cui rivolgersi per sottoporsi a un percorso di fecondazione assistita è il ginecologo per le donne e l’andrologo per gli uomini.

 

Rischi
Non sono da escludere complicanze dopo la fecondazione assistita in vitro, non dissimili da quelle che si verificano in seguito a una fecondazione spontanea (si pensi, ad esempio, ai dolori prematuri o a un parto pretermine).


Lo Spettabile Dott. Giuseppe Valenti, Ginecologo, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa prestazione, con il seguente approfondimento:
Il 40% delle coppie ha difficoltà a concepire entro il 1° anno di rapporti con scopi riproduttivi.
Due consigli ritengo importanti: Il primo è di non perdere tempo, l’età è un fattore importantissimo, più giovane si è, più si ha possibilità di riuscire ad avere un figlio. Il secondo è di rivolgersi a Centri di PMA e non ginecologi che non ne fanno parte, ad esempio, cercando tra i Centri riconosciuti dall’Istituto Superiore di Sanità.