Fisiokinesiterapia

Fisiokinesiterapia

cos’è, a cosa serve, specialisti, benefici e controindicazioni

Indice

1.1 Definizione

1.1.1 Fisiokinesiterapia attiva e passiva

1.1.2 Fisiokinesiterapia strumentale

1.2 Applicazioni

1.3 Procedura

1.4 Specialisti

1.5 Benefici e indicazioni

1.6 Controindicazioni

 

Definizione
La fisiokinesiterapia (fkt) o fisiochinesiterapia è il trattamento fisioterapico volto alla riabilitazione motoria di un paziente mediante l’intervento manuale o l’esercizio terpeutico, diretto da uno specialista del settore. Viene praticata a seguito di traumi, interventi chirurgici, ingessature, applicazioni di tutori ed è indicata soprattutto nei casi in cui è necessario un recupero muscolare e articolare.
La fisiokinesiterapia, manuale o strumentale, agisce per raggiungere la completa riabilitazione della parte interessata, guidando in modo graduale verso il recupero  e il ripristino delle attività. Nell’ambito dell’ortopedia , altri tipi di terapie, variamente utilizzate, sono: elettrostimolazione, ginnastica posturale, mesoterapia, chinesiterapia, idrokinesiterapia o idrochinesiterapia, ossigeno ozono terapia, kinesiterapia, rieducazione funzionale.

Fisiokinesiterapia attiva e passiva
Vi sono due specifiche tipologie di trattamento: fisiokinesiterapia attiva e passiva. La prima (generalmente utilizzata nella fase iniziale di un protocollo riabilitativo) prevede che il terapista eserciti delle particolari tecniche sul paziente, in maniera da gestire efficacemente il movimento della parte del corpo interessata: in questo caso, il paziente rimane passivo. La seconda tipologia, invece, prevede che il soggetto partecipi attivamente, eseguendo precisi movimenti su indicazione del terapista.

L’approccio attivo assistito, che combina i due tipi di fisiokinesiterapia, permette al terapista di lavorare sinergicamente al paziente (solitamente, è usato quando il paziente non presenta una totale autonomia nei movimenti, ma è necessario che inizi a muoversi da solo).

Fisiokinesiterapia strumentale
La  fisiokinesiterapia strumentale si avvale di:

  • Onde d’urto (proprietà antidolorifiche, antinfiammatorie, anti-edema, di neovascolarizzazione e di stimolazione trofica del tessuto);

  • Elettroterapia antalgica o elettrostimolazione (consente di stimolare, attraverso gli impulsi elettrici, il muscolo leso, riducendo l’ipotrofia. Gli impulsi elettrici alternati generano un effetto analgesico, trofico ed eccitomotorio);

  • Ionoforesi (somministrazione per via transcutanea di un farmaco con l’utilizzo di corrente continua prodotta da un apposito generatore);

  • Laserterapia (terapia laser basata sulla possibilità di fornire ai tessuti energia elettromagnetica, con riconosciuti effetti antinfiammatori, analgesici, biostimolanti, rigenerativi, vasodilatatori sul microcircolo e antiflogistici);

  • Tecarterapia (trattamento che accelera i processi di guarigione dell’organismo attivando i processi riparativi e antinfiammatori);

  • Ultrasuonoterapia (l’irradiazione ultrasonica determina un effetto pulsante meccanico ed un effetto termico che, sommandosi, semplificano gli scambi cellulari ed intracellulari);

  • Radarterapia (utilizza le onde elettromagnetiche per ottenere un effetto antidolorifico);

  • Neuroregolazione (tecnologia che coinvolge e attiva le risorse endogene e riflessogene dell’organismo nei processi di gestione del dolore, riabilitazione e soluzione dei problemi muscolari);

  • Magnetoterapia (applicazione a scopo terapeutico di un campo magnetico originato da frequenze basse e alte senza l’utilizzo di alcun farmaco, che rigenera le cellule lese, ripolarizza le membrane cellulari, produce un’azione antistress e svolge azione biorigenerante, antiedematosa, antinfiammatoria e antalgica, senza effetti collaterali). 

Applicazioni
La fisiokinesiterapia serve a curare, in particolar modo, traumi di varia entità e patologie delle articolazioni, ma anche a prevenirli per mezzo del riequilibrio biomeccanico che si può effettua con la rieducazione posturale.

Le terapie di FKT possono essere adottate in casi di patologie: 

  • ortopediche: distorsioni, scoliosi, lesioni muscolari, lussazioni, artrosi, fratture, lesioni tendinee, infiammazioni, lombalgie, colpi di frusta, cervicalgie;

  • neurologiche: paralisi cerebrali infantili, patologie neuromuscolari, sclerosi multipla, ictus e altre patologie neurologiche che danneggiano la capacità di movimento;

  • reumatologiche: spondiliti anchilosanti, artriti reumatoidi; 

  • cardiovascolari: malattie coronariche; 

  • respiratorie: indebolimento dei muscoli toracici determinato da prolungata  immobilizzazione.

Attraverso diverse tecniche, la fisiokinesiterapia consente il recupero delle attività fisiche, altrimenti bloccate o limitate ed è utile per: ipertermia, riabilitazione del menisco o femorale, riabilitazione mano e polso, fisioterapia spalla, riabilitazione perineale, fisioterapia sportiva e posturale e altri esercizi di riabilitazione.

Per avere i necessari benefici, è fondamentale individuare, in maniera corretta, la cadenza delle sedute fisioterapiche, nonché il trattamento adeguato al singolo caso, che deve tenere conto del tipo di problema da risolvere, dell’età del paziente, della sua qualità di vita e della sua confidenza con altre attività sportive. Generalmente, vengono suggerite due o tre sedute a settimana per permettere al corpo di recuperare e metabolizzare il trattamento; tuttavia, in casi rari e se il soggetto è molto giovane e/o deve recuperare precise capacità atletiche, è possibile effettuare anche una seduta al giorno.

Procedura
Durante il trattamento, in base alla patologia, al trauma o al tipo di intervento chirurgico, il terapista utilizza pompage (terapie manuali) articolari e muscolari, manipolazioni vertebrali, decaptazioni articolari, facilitazioni neuromuscolari, massaggio, esercizi propriocettivi (la propriocezione è la capacità di percepire e riconoscere, anche senza il supporto della vista, la posizione del proprio corpo nello spazio, nonché lo stato di contrazione dei propri muscoli).

Nella maggior parte delle patologie che interessano la muscolatura, si incorre in contratture o squilibri muscolari: associare alla seduta riabilitativa di FKT esercizi di stretching e manipolazioni decontratturanti, può risultare molto utile per accorciare i tempi di raggiungimento del risultato.

In ogni caso, è importante rispettare i tempi biologici di guarigione ed effettuare i vari trattamenti lavorando sotto soglia algica, ossia senza far sentire dolore.

Le sedute hanno, generalmente, una durata che parte dai 30 minuti e arriva anche a 45 /60 minuti, a seconda dei casi e del modo di lavorare del fisioterapista e, in base al programma definito, la frequenza può variare da una a più volte la settimana.


Specialisti
Nell’ambito della fisiokinesiterapia operano i seguenti specialisti: fisiatra, fisioterapista, medico riabilitativo, terapista occupazionale.

Sono, invece, specialisti cui è possibile fare riferimento nei settori alternativi: massofisioterapista, osteopata, chiropratico.

 

Benefici e indicazioni
I benefici e le indicazioni della fisiokinesiterapia sono molteplici: oltre ad intervenire sui disturbi muscolo-scheletrici, in pratica, qualsiasi evento traumatico può essere approcciato con la FKT, sia esso ortopedico (ad esempio, cervicalgia, frattura, lombalgia) o neurologico (come gli esiti di un ictus o di una paralisi cerebrale). Oltre a ristabilire i normali movimenti, la fisiokinesiterapia consente di ritrovare il vigore fisico bloccato dall’incidente traumatico. Inoltre, il trattamento favorisce la circolazione sanguigna e il metabolismo, produce benefici all’apparato respiratorio, è utile per lo scioglimento della tensione muscolare provocata dallo stress e può essere praticato senza limiti di età. Alcuni studi recenti hanno dimostrato che la fisiokinesiterapia può essere un valido aiuto durante la gravidanza, in fase di preparazione al parto e, in seguito, per ridare tono muscolare alla parte addominale e alla zona pelvica, infatti, fanno parte della fisiochinesiterapia anche i trattamenti dei visceri per trattare disturbi relativi agli organi addominali dell’apparato digerente.

La terapia è spesso associata a trattamenti di massoterapia, atti a riattivare la circolazione sanguigna della pelle e dei muscoli e ad impedire la comparsa di edemi o versamenti.

Ciò che è importante è individuare il percorso riabilitativo adatto al paziente.


Controindicazioni
La fisiochinesiterapia può avere, come tutte le terapie, controindicazioni relative o assolute in base alla patologia che si vuole trattare, il terapista deve conoscere bene la patologia e valutare se il suo intervento può essere indicato per quel problema e in quella fase della patologia, più che esercizi errati o adeguati vi sono interventi corretti o scorretti che possono essere eseguiti dal fisioterapista.

Occorre sempre fare attenzione alle gravidanze, alle malattie degenerative del muscolo, agli stati infettivi, agli stati infiammatori acuti, all’eventuale presenza di sindromi tumorali e anche a stati psicotici. L’anamnesi dettagliata di un paziente e l’esecuzione di test standardizzati in fase di valutazione, consente di stabilire il piano di lavoro più adatto al caso.

 

Lo Spettabile Simone Guarino, Fisioterapista, prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa prestazione, con il seguente approfondimento:
Occorre badare bene a parlare di fisiochinesiterapia, che è una parte dell’intervento del fisioterapista, si può parlare di riabilitazione post operatoria o post traumatica dove la chinesiterapia ha un ruolo centrale oppure di fisioterapia volta a curare altri disturbi minori come quelli posturali o da stress dove la chinesiterapia svolge un ruolo più o meno marginale.
In generale il concetto di frammentare la fisioterapia in tanti piccoli sotto-interventi come chinesiterapia, massoterapia, fisiokinesiterapia è ormai arcaico e utilizzato solamente dal sistema di classificazione del Sistema Sanitario Nazionale al solo scopo di creare un tariffario nomenclatore che i fisiatri poi utilizzano per prescrivere le terapie ma, nella pratica della moderna fisioterapia è superato da altri concetti più inerenti al paziente e all’approccio più adatto allo specifico caso.