Fuoco di sant'antonio

Fuoco di sant'antonio

cause, sintomi e rimedi

Indice

1.1 Definizione

1.1.1 Fuoco di sant'Antonio nei bambini

1.2 Cause

1.2.1 Il fuoco di sant'Antonio è contagioso?

1.3 Sintomi

1.4 Cura

1.4.1 Rimedi medici

1.4.2 Farmaci

1.4.3 Rimedi naturali

1.5 Prevenzione

1.6 Pericoli


Definizione

L’Herpes Zoster, detto volgarmente sfogo di sant’Antonio o fuoco di sant’Antonio,è una patologia esantematica virale che colpisce la pelle e le terminazioni nervose. Essa è causata dal medesimo microrganismo patogeno della varicella.

L’Herpes Zoster, in effetti, altro non è che la riattivazione del virus varicella-zoster (VZV), che rimane latente nei gangli nervosi spinali. Il periodo di incubazione di questo virus è molto lungo e può durare anche decenni.  Ovviamente chi non ha mai contratto la varicella non potrà essere colpito dal fuoco di sant’Antonio.

Questa malattia cutaneo-nervosa, che è caratterizzata dalla comparsa di arrossamenti e lesioni che provocano dolori anche piuttosto intensi, si diffonde generalmente nelle aree situate lungo il percorso del nervo colpito, in una sola metà del corpo, generalmente a livello del torace e dell’addome.

Perché si chiama fuoco di sant’Antonio? Questa denominazione è dovuta al fatto che in passato i soggetti che venivano colpiti da questa malattia esantematica, a causa del bruciore e del dolore avvertiti, invocavano l’aiuto e la protezione di Sant’Antonio Abate, il quale, si racconta, fu egli stesso vittima di gravi ustioni su tutto il corpo.

Relativamente alla durata del fuoco di Sant’Antonio va fatta una precisazione: mentre le lesioni vescicolari scompaiono al massimo in un mese, le conseguenze post-erpetiche (come, ad esempio, il dolore) possono protrarsi, invece, per più mesi.

Talora l’Herpes zoster si manifesta anche sul volto (herpes al viso) ed, in particolare, a livello oculare (herpes all’occhio).

Fuoco di sant'Antonio nei bambini

Il fuoco di sant'Antonio nei bambini non è un fenomeno impossibile, in quanto questa patologia può essere contratta a qualsiasi età. Basti pensare che circa il 5% dei casi riguarda soggetti di età inferiore ai 16 anni. Tuttavia è innegabile che l’herpes zoster colpisca soprattutto le persone adulte. Da una recente ricerca è emerso, a tal proposito, che nel 75% dei casi questa patologia colpisce nei soggetti “over 45”.


Cause

La causa del fuoco di sant'Antonio è la riattivazione del virus della varicella che, per mesi o anni, è rimasto latente nell’organismo. Ciò significa che possono contrarre questa patologia solo coloro che hanno già avuto la varicella in passato. A tal proposito va detto che le difese immunitarie sono in grado di eliminare il virus varicella-zoster dalla maggior parte delle aree dell’organismo, eccetto che dai gangli dorsali e dal ganglio di Gasser (a livello del cranio), dove il virus può rimanere “addormentato” anche per anni.

Il fuoco di sant'Antonio è contagioso?

Il fuoco di sant'Antonio è una malattia infettiva; esso risulta essere altamente contagioso fino a quando non si formano le tipiche croste cutanee. Ma qual è il modo in cui si trasmette questa patologia?  ll contagio può avere luogo quando vi è un contatto diretto con il siero presente nelle lesioni vescicolari. Proprio per questo motivo è opportuno che coloro che sono affetti dal virus non tocchino le vescicole, che lavino spesso le mani e che coprano lo sfogo cutaneo con apposite garze sterili.


Sintomi

In primo luogo va detto che, prima che si formino le vescicole, il soggetto colpito dal virus può presentare i seguenti sintomi iniziali:

  1. febbre

  2. generale stato di malessere

In seguito a questa fase, detta prodromica, si manifestano sfoghi cutanei caratterizzati da intensi arrossamenti che, in uno stadio successivo, si evolvono nelle tipiche vescicole o bolle, ricolme di siero. Col tempo queste vescicole tendono a riempirsi di sangue e, infine, a tramutarsi in croste. La durata del fuoco di sant’Antonio è generalmente compresa tra le 2 e le 4 settimane.


Cura

La cura del fuoco di sant'Antonio prevede:

  1. l’applicazione a livello topico di unguenti e gel

  2. la protezione della pelle con garze sterili

  3. l’assunzione di farmaci ad hoc

  4. eventuali infiltrazioni di anestetici

Rimedi medici

Lo Specialista cui rivolgersi in caso si contragga questa malattia virale è l’infettivologo. Quest’ultimo provvederà a stabilire le cure più adatte in base allo stadio della malattia e al quadro clinico del paziente.  Nella maggior parte dei casi consiglierà una terapia farmacologica a base di antistaminici e antinfiammatori. In caso di dolore intenso poi è possibile ricorrere ad ulteriori cure mediche come infiltrazioni locali di anestetici oppure lozioni e cerotti anestetici.

Farmaci

 I farmaci per il fuoco di sant'Antonio comprendono:

  1. antistaminici per alleviare i sintomi cutanei

  2. antibiotici (solo nel caso in cui si siano manifestate ulteriori sovrainfezioni)

  3. analgesici

  4. è possibile assumere farmaci antivirali (ad esempio acyclovir) per via orale o endovenosa, allo scopo di velocizzare il processo di guarigione e di prevenire eventuali complicazioni (si pensi, ad esempio, alla nevralgia post-erpetica). Talora la terapia può anche comprendere farmaci antidepressivi come l’amitriptilina, prescritti a scopo antidolorifico, poiché incrementano il livello di serotonina, il neurotrasmettitore che funge da analgesico naturale.

Rimedi naturali

I rimedi naturali contro il fuoco di sant'Antonio sono consigliati soprattutto per coadiuvare i farmaci, al fine di alleviare i sintomi cutanei e di ridurre la sensazione dolorosa. È possibile, ad esempio, applicare impacchi caldi e freddi sull’area del corpo interessata oppure ricorrere a degli antidolorifici naturali. Si pensi, ad esempio, alla corteccia di salice o alla capsaicina, ovvero la molecola attiva del peperoncino piccante.  Oltre a queste cure naturali finalizzate alla riduzione del dolore, è anche opportuno effettuare un apposito trattamento per rafforzare il sistema immunitario. A tale scopo si consiglia di assumere la tintura madre di echinacea ricca di flavonoidi e di oli essenziali. Ricordiamo, infine, che è bene seguire un’alimentazione che garantisca all’organismo tutti i principi nutritivi essenziali per ripristinare il corretto funzionamento delle difese immunitarie.


Prevenzione

Per prevenire il fuoco di sant’Antonio è necessario vaccinarsi contro il virus della varicella zoster. La somministrazione di questo vaccino, infatti, riduce del 64% le possibilità di contrarre il virus nei soggetti di età compresa tra i 60 e i 69 anni, mentre nel 70% dei casi riduce la possibilità, per gli ultrasettantenni, di andare incontro a complicazioni. Il vaccino è sconsigliato in gravidanza, allattamento e nei soggetti ipersensibili o allergici. Va detto, infine, che negli Stati Uniti, è stato messo a punto un vaccino specifico per iil fuoco di sant’Antonio, denominato Zostavax.


Pericoli            

I principali pericoli determinati dal fuoco di sant’Antonio consistono nel fatto che il soggetto colpito dalla patologia può presentare un maggior rischio cardiovascolare. Basti pensare che un soggetto adulto che ha sviluppato l’herpes zoster ha il 30% di possibilità in più di essere colpito da un ictus entro l’anno successivo.            


Lo Spettabile Dott. Massimiliano Ortu, Infettivologo prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa patologia con un approfondimento sulla stessa:

L’Herpes Zoster è una patologia che, nei soggetti immunocompetenti, cioè con un sistema immunitario ben funzionante, si manifesta di rado. Danni al sistema immunitario, anche se temporanei (ad esempio stress, farmaci, condizioni ambientali proibitive, traumi fisici o psicologici, patologie tumorali e croniche, patologie che colpiscono selettivamente il sistema immunitario), sono quasi sempre alla base dell’insorgenza della patologia.

In considerazione di quanto appena detto, è importante rivolgersi sempre allo Specialista infettivologo per eseguire esami del sangue e/o strumentali, utili alla piena comprensione dello stato di salute del soggetto.