Bi-test

Bi-test

Cos’è
Il Bi-test è un esame non invasivo di screening prenatale che permette di prevedere con una elevata attendibilità la percentuale di rischio di malformazioni cromosomiche del feto. Sin dalle prime settimane di gravidanza il Bi-test permette di valutare la possibilità di presenza di anomalie severe ed importanti del patrimonio genetico, come ad esempio la sindrome di Down (Trisomia 21), la sindrome di Edwards e la sindrome di Patau.

Come si esegue
La tecnica è molto semplice: il Bi-test è un prelievo del sangue materno che viene eseguito nel primo trimestre di gestazione (tra l'undicesima e la quattordicesima settimana). Questo esame ematico permette di controllare i valori di due ormoni prodotti dall'unità placenta feto: il Free Beta-HCG (gonadotropina corionica) e la PAPP-A (plasmaproteina A). In presenza di anomalie cromosomiche, questi due valori tendono a subire variazioni considerevoli rispetto ai range considerati ordinari.

Risultato
L'attendibilità del Bi-test preso come esame prenatale singolo è abbastanza bassa, quindi è preferibile integrare questo controllo con ulteriori indagini quali l'ecografia della translucenza nucale che permette di avallare o smentire la diagnosi sulla variazione del cariotipo ottenuta dal prelievo del sangue.
Anche se la diagnosi del Bi-test non è certa, può indicare la presenza di difetti cromosomici. In combinazione con la translucenza nucale, il Bi-test raggiunge un'attendibilità del 90/95% e permette di avere indicazioni utili anche in merito a cardiopatie e anomalie scheletriche.
I valori della Free BhCG e della proteina A plasmatica associata alla gravidanza devono rispettare i valori di riferimento (mediane di riferimento) variabili a seconda di diverse discriminanti quali il peso, l'abitudine al fumo, l'età della gestante, la presenza di diabete, l'epoca gestazionale, la fecondazione assistita, l'etnia, la gravidanza gemellare o meno, ecc.
Il risultato è espresso come frazione dove il valore soglia minimo è 1/250 ed indica la negatività del test.
Come è facile dedurre, una donna giovane ha una previsione di rischio molto basso (1/1500), mentre per una donna di 45 anni è ipotizzabile un rischio molto elevato (1/25).
In caso di rischio aumentato è preferibile sottoporsi a test diagnostici più certi ed invasivi come la villocentesi o l'amniocentesi.

Altre informazioni
Il risultato del Bi-test è disponibile già dopo pochi giorni e solo il 5% dei casi rientra nei falsi positivi, cioè risultati che se apparentemente sembrano indicare anomalie, nella realtà vengono smentiti e non sono patologici. Il Bi-test, in definitiva, permette di individuare le gravidanze che sono maggiormente a rischio di malformazioni cromosomiche.
Questo esame di screening viene eseguito sia in strutture pubbliche che in realtà private e ha un costo che può variare dai 50/60 euro fino ai 200.