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Consulenza per colposcopia

Consulenza per colposcopia

cos’è, la preparazione, l’esecuzione, gli specialisti 

Indice

1.1 Definizione

1.1.1 Colposcopia con biopsia

1.1.2  Differenza con lo screening del collo dell’utero

1.2  Applicaizioni

1.3 Esecuzione

1.3.1  Preparazione

1.3.2  Procedura

1.3.3 Dopo la colposcopia   

1.4 Specialisti

1.5 Rischi e complicanze

 

Definizione

La colposcopia è un esame diagnostico di secondo livello che consente di visualizzare in maniera approfondita la cute della vulva, della mucosa vaginale e del collo dell'utero. La colposcopia viene richiesta, solitamente, per accertare il significato di lesioni cellulari emerse da un pap-test anomalo. Si tratta, quindi, di un esame usato nella diagnosi precoce (e prevenzione) di malattie delle cellule del collo dell’utero evidenziate da altri esami quali colpocitologia oncologica o pap test o test di Papanicolaou o in una consulenza ginecologica.

Sono esami di secondo livello anche: (screening): laparoscopia, isteroscopia, tampone cervicale, vulvoscopia, laparotomia esplorativa, sonoisterografia.

Colposcopia con biopsia

Se durante la colposcopia viene evidenziata un’area anomala è possibile effettuare, contestualmente, un piccolo prelievo di tessuto (colposcopia con biopsia) dalla superficie del collo dell'utero (biopsia cervicale) o dall'epitelio che ricopre il canale endocervicale (ossia il canale attraverso il quale l'utero si apre nella vagina). Il tessuto viene, poi, analizzato al microscopio.

Differenza con lo screening del collo dell’utero

Qual è la differenza con lo screening del collo dell’utero? Il test di screening cervicale è volto ad evidenziare eventuali anomalie nelle cellule cervicali che, se non trattate, potrebbero portare, in futuro (anche a molti anni di distanza), allo sviluppo del cancro cervicale. Tale test indica, quindi, che sono presenti delle cellule anormali, ma non le mostra in dettaglio. La colposcopia permette di studiare più accuratamente queste cellule e di tenerle sotto controllo.

 

Applicazioni

La colposcopia serve a (prevenire e) diagnosticare in maniera precoce le lesioni pretumorali e  i tumori del collo dell’utero. Può essere impiegata in tutti i casi in cui è necessario osservare attentamente i genitali femminili. Le principali indicazioni per l’esecuzione della colposcopia sono:

  • presenza di un pap test anomalo;

  • valutazione di una displasia cervicale (anomalia precancerosa di vario grado riscontrata nella struttura del collo dell'utero);

  • diagnosi e controllo di patologie cervico-vaginali in pazienti immunodepresse;

  • sospetto di infezione da papilloma virus (HPV) o di altre malattie sessualmente  trasmesse (come verruche genitali, sifilide, herpes genitale);

  • perdite di sangue atipiche dopo i rapporti sessuali o tra un ciclo mestruale e l’altro;

  • presenza di polipi,  lesioni, irregolarità del collo dell’utero o della vagina;

  • controllo dell'evoluzione di un'area anomala evidenziata a livello della vagina o del collo dell'utero;

  • presenza di processi infiammatori asintomatici e di manifestazioni patologiche come l’endometriosi;

  • valutazione dell'efficacia di un trattamento effettuato per la presenza di una lesione precancerosa.

La colposcopia ha, inoltre, un importante ruolo nel fornire indicazioni sulla modalità di trattamento chirurgico più adatta ad ogni singolo caso.

 

Esecuzione

Ma come si esegue la colposcopia? L’esame, che necessita di una fase di preparazione e di alcuni accorgimenti, viene effettuato in regime ambulatoriale mediante l’utilizzo del colposcopio, uno strumento ottico costituito da una sorgente luminosa e da un sistema di lenti a vari ingrandimenti, che consente di osservare la superficie della vagina e dell’esocervice (parte del collo dell’utero che si protende verso la vagina) e di rilevare eventuali anomalie non visibili ad occhio nudo.

Preparazione                 

Per una corretta preparazione alla colposcopia è necessario:

  • evitare rapporti sessuali, nonché l’utilizzo di creme, lavande, ovuli  o tamponi vaginali nelle 24/48 ore precedenti l’esecuzione della colposcopia: sia il traumatismo legato all'atto sessuale che l'utilizzo di sostanze intravaginali possono, infatti, alterare o mascherare le cellule della superficie del collo dell'utero;

  • effettuare l’esame in un periodo del ciclo in cui non vi siano mestruazioni o perdite ematiche, poiché la presenza di sangue può interferire con la visualizzazione delle caratteristiche della mucosa da esaminare. Il momento migliore è la fase precoce del ciclo mestruale (che coincide con i 10-20 giorni dalla comparsa della mestruazione).

Prima di effettuare la colposcopia, inoltre, lo specialista ricostruisce la storia clinica della paziente con informazioni relative all’eventuale assunzione di farmaci, alla presenza di allergie (accertate o presunte) a farmaci o ad altre sostanze, all’esistenza di eventuali problemi di sanguinamento o di infezioni vaginali, cervicali o pelviche. Nonostante l'esame possa essere eseguito in modo sicuro, è essenziale comunicare all’esecutore un'eventuale gravidanza.

Per un maggiore comfort durante la procedura, è utile che la paziente svuoti la vescica nella fase di preparazione.

Procedura

La procedura prevede, in primis, che la paziente assuma la posizione tipica della visita ginecologica o della visita ostetrica. Attraverso l’introduzione in vagina dello speculum, vengono allontanate fra loro le pareti vaginali, sì da consentire la visualizzazione dell'interno della vagina e del collo dell’utero con microscopio. Il colposcopio, infatti, viene posizionato all'ingresso della vagina e consente di esaminare l’area interessata come si farebbe con un binocolo.

Per effettuare l’esame colposcopico ci si avvale di particolari reagenti chimici (con cui vengono delicatamente tamponate le aree da esaminare) in grado di evidenziare lesioni pre-neoplastiche, come l’acido acetico e la soluzione iodo-iodurata di Lugol.

Se necessario, durante la procedura, possono essere effettuati dei prelievi citologici (Pap test, HPV test) o dei prelievi bioptici mirati (biopsia del collo dell’utero, della vagina o della vulva). L'esame citologico al microscopio può indicare se si è in presenza di cellule infiammatorie, precancerose o cancerose.

Solitamente, il sanguinamento nella zona del prelievo è davvero esiguo. In qualche caso, tuttavia, la perdita di sangue può essere più rilevante e può richiedere l'applicazione di agenti antiemorragici o di soluzioni emostatiche.

Colposcopia video: alcune tipologie di colposcopio, collegate ad una macchina fotografica o ad una videocamera, consentono di acquisire immagini permanenti delle aree sospette, evidenziate nel corso dell'esame.
Dolore colposcopia: l’esame è semplice e non provoca dolore.  E' possibile che la paziente avverta una leggera sensazione di fastidio all'introduzione dello speculum, soprattutto se la vagina è irritata, stretta o poco lubrificata. Lievi crampi possono comparire quando viene effettuata la biopsia cervicale.

Qual è la durata della colposcopia? La durata  dell’esame è, in genere, di circa 15-20 minuti. E’ possibile avvertire un lieve senso di formicolio o un leggero bruciore al momento dell'applicazione delle soluzioni iodate o dell'acido acetico. Se viene effettuata la biopsia, si può percepire la sensazione di una piccola puntura.

Dopo la colposcopia       

Dopo la colposcopia con biopsia, fino a circa una settimana, è possibile che la paziente abbia piccole perdite di sangue e un vago fastidio. Pertanto, può essere utile indossare degli assorbenti igienici o delle piccole garze sterili per proteggere gli abiti. E' opportuno, inoltre, evitare bagni caldi, rapporti sessuali e assorbenti interni per almeno una settimana dopo la biopsia, sì da permettere la guarigione del collo dell'utero.

Per uno o due giorni dopo l'esame può essere normale avvertire un leggero bruciore.

Specialisti

Lo specialista che effettua la colposcopia è il ginecologo o colposcopista.

 

Rischi e complicanze

La colposcopia non è un’indagine da effettuare di routine come test di screening per il cancro del collo dell'utero (a tal fine, infatti, si esegue il pap test) e va fatta sempre da uno specialista con una certa esperienza per evitare rischi.

Ma quali sono i rischi e le complicanze della colposcopia? Piuttosto raramente l’esame può provocare infezioni, secrezioni vaginali maleodoranti e abbondanti, febbre, dolore addominale o sanguinamento vaginale consistente e prolungato. In tali casi occorre avvisare immediatamente lo specialista.

Il sanguinamento, comunque, può essere prevenuto attraverso l'applicazione sul collo dell'utero di sostanze emostatiche o di antiemorragici.

La colposcopia può essere eseguita senza rischi durante la gravidanza, mentre la biopsia cervicale dovrebbe essere effettuata in gravidanza solo nel caso in cui vi sia un serio sospetto di cancro: infatti, se è vero che la biopsia cervicale pare non incrementare il rischio di aborto, è altrettanto vero che essa provoca un aumentato rischio di sanguinamento nella zona del prelievo e va evitata in gravidanza. Il prelievo di tessuto nell’area del canale endocervicale (curettage endocervicale) è sempre controindicato durante la gravidanza.

Sarebbe opportuno evitare di sottoporsi all'esame colposcopico in presenza di forte infiammazione o di distrofia della mucosa vaginale, condizioni tipiche della menopausa.

 

La Spettabile Dott.ssa Gabriela Baiocchi, Ginecologa prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa procedura diagnostica con un approfondimento sulla sua applicazione:

In conclusione, si può affermare che la colposcopia rappresenta l’esame strumentale fondamentale e insostituibile per la diagnosi precoce delle neoplasie del collo dell’utero.