Laparoscopia

Laparoscopia

cos’è, la preparazione, l’esecuzione, gli specialisti

Indice

1.1 Definizione

1.2 Applicazioni

1.2.1 Laparoscopia diagnostica o esplorativa

1.2.2 Colecistectomia laparoscopica

1.3 Quando fare la laparoscopia?

1.4 Esecuzione

1.4.1 Preparazione  

1.4.2 Procedura

1.4.3 Dopo l’intervento

1.5 Chi effettua la laparoscopia?

1.6 I rischi dellalaparoscopia


Definizione

La laparoscopia è una tecnica chirurgica moderna, minimamente invasiva, che consente la diagnosi e la cura di problemi e patologie riscontrabili a livello addominale e pelvico, senza dover praticare estese incisioni chirurgiche.

  

Applicazioni

La laparoscopia serve a vedere e ad operare all'interno della cavità addominale e della cavità pelvica. Ciò avviene con l'inserimento di uno strumento chiamato laparoscopio: si tratta di un sottile cilindro di 1 cm o meno dotato di un sistema di illuminazione e di una piccola telecamera a fibre ottiche che consente di vedere all’interno della cavità addominale le condizioni degli organi in essa contenuti proiettando le immagini su  uno  schermo. Oltre ad avere una visione  diagnostica la laparoscopia diventa operativa introducendo in altre piccole incisioni degli strumenti  che permettono di operare.

Con questa tecnica, ormai ampiamente diffusa, si possono eseguire anche interventi chirurgici complessi in elezione così come in urgenza: l’utilizzo di questa tecnica, rispetto alla chirurgia tradizionale, assicura risultati più soddisfacenti, un'ospedalizzazione più corta, una guarigione più veloce, meno dolore, un minore rischio di infezioni, cicatrici molto meno evidenti e un rapido ritorno alla vita normale.

La laparoscopia può avere sia uno scopo diagnostico che terapeutico: in base alle finalità, possono variare la strumentazione utilizzata e il numero delle incisioni. In ogni caso, il principio di base, ossia agire nella maniera meno invasiva possibile, e la preparazione rimangono invariati.

Laparoscopia diagnostica o esplorativa

Generalmente, in ambito diagnostico, si prediligono procedure non invasive: può, però, capitare che tali procedure diano dei risultati poco chiari o esaurienti. In tali casi, è possibile che il medico debba ricorrere alla chirurgia. La laparoscopia diagnostica o esplorativa è un esame diagnostico cui si ricorre in casi estremi, poiché, nonostante sia minimamente invasivo, si tratta pur sempre di una procedura chirurgica che richiede anestesia, incisione della pelle, preparazione e fase post-operatoria. Con la laparoscopia diagnostica, usata anche in ginecologia, è possibile individuare le seguenti problematiche:

  • malattia infiammatoria pelvica (processo infiammatorio che interessa gli organi riproduttivi della donna e le strutture adiacenti);

  • endometriosi (patologia caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori dell’utero);

  • cisti ovarica (piccola sacca piena di liquido che si forma all'interno o sulla superficie delle ovaie);

  • fibroma uterino (tumore benigno che si forma sulla superficie o all'interno dell'utero);

  • gravidanza ectopica (situazione in cui l’ovulo fecondato si impianta e cresce nelle tube anziché nell’utero);

  • infertilità femminile;

  • criptorchidismo (mancata discesa di uno o entrambi i testicoli dalla cavità addominale allo scroto);

  • appendicite;

  • dolore addominale o pelvico senza apparenti motivi;

  • tumori maligni degli organi addominali o pelvici. In tali casi, la laparoscopia diagnostica dà la possibilità di prelevare, dall'organo malato, un campione di cellule da analizzare in laboratorio (biopsia).

Il chirurgo,valutato il problema, può procedere a risolverlo prontamente, nel corso della stessa seduta, sfruttando queste piccole vie di accesso della parete addominale trasformando la videolaparoscopia da diagnostica a operativa.

Colecistectomia laparoscopica

L’intervento di colecistectomia laparoscopicaviene utilizzato per rimuovere la colecisti  qualora contenesse calcoli o fosse infiammata.Le manovre chirurgiche vengono effettuate sotto visione del laparoscopio con degli strumenti chirurgici inseriti nei trocar posizionati  nella parete addominale.


Quando fare la laparoscopia?

Quando effettuare la laparoscopia? La laparoscopia ormai rappresenta il primo approccio, salvo eccezioni, alla diagnostica e terapia delle patologie addominali, riservando la  conversione alla “chirurgia aperta” in caso di grosse lesioni o difficoltà tecniche.

Mediante laparoscopia il chirurgo può eseguire diversi interventi chirurgici, come per esempio: rimozione dell'appendice infiammata, colecistectomia, rimozione di una parte di intestino molto infiammata che non migliora con trattamenti meno invasivi (ad esempio, in caso di morbo di Crohn o diverticolite), risoluzione emorragie provocate da ulcera gastrica, eliminazione di porzioni di tessuto adiposo per ridurre il peso corporeo di un soggetto, rimozione di un organo o di parte di esso nei casi di tumori maligni, rimozione fibromi uterini, isterectomia.


Esecuzione

Qualche giorno prima della laparoscopia, il paziente deve sottoporsi a dei controlli clinici preoperatori e viene informato sulla procedura. La laparoscopia si esegue in anestesia generale e consente di operare attraverso piccole incisioni di meno di 1 cm.

Preparazione  

La laparoscopia diagnostica, generalmente, viene prescritta dopo che sono già stati effettuati altri esami diagnostici preoperatori (TAC, una risonanza magnetica, ecografia, ecc..). Prima della laparoscopia può essere necessario  valutare col chirurgo se sospendere l’eventuale assunzione di farmaci antiaggreganti, anticoagulanti e antinfiammatori. La preparazione laparoscopica prevede, come sempre prima di un intervento chirurgico, di  presentarsi a digiuno.

Procedura

Dopo aver anestetizzato il paziente, il chirurgo effettua una piccola incisione sull'addome, in corrispondenza dell'ombelico: attraverso questa apertura, introduce un tubicino, necessario per insufflare del gas (anidride carbonica) che distende ed espande la cavità addominale. Tale operazione permette di avere una visione migliore e lo spazio sufficiente per eseguire i veri e propri atti chirurgici. Attraverso la stessa incisione viene introdotto il laparoscopio, che consente una visione diretta di tutti gli organi. A questo punto, se la laparoscopia diventa operatoria, il chirurgo effettua altre  piccole incisioni, necessarie a introdurre la strumentazione chirurgica necessaria: il sito di questa incisione dipende dalla sede dell'organo da trattare e dal tipo di operazione da eseguire.  Nel caso di laparoscopia ginecologica, questa  può essere eseguita attraverso la vagina.

Nelle fasi terminali della laparoscopia, viene estratta la  strumentazione utilizzata e, attraverso le incisioni addominali, viene favorita la fuoriuscita del gas introdotto. Infine, vengono suturate le piccole incisioni e medicate per proteggerle  da eventuali infezioni.

Quanto dura l’intervento? La durata laparoscopia dipende dallo scopo della procedura: quella diagnostica, generalmente, va dai 30 ai 60 minuti, mentre la durata della laparoscopia interventistica è legata al tipo di operazione da effettuare.

Dolore e laparoscopia: in anestesia generale il paziente è addormentato, per cui la laparoscopia non fa male.

Dopo l’intervento

Molti interventi vengono eseguiti in regime di day hospital. Dopo l’intervento il paziente viene tenuto sotto osservazione, fino al termine dell’effetto dei sedativi e degli anestetici. E’ opportuno, dopo laparoscopia, ma soprattutto per l'anestesia ricevuta, che il paziente si faccia accompagnare a casa da qualcuno, perché non è immediatamente autosufficiente .

Dolore e disagio nella zona delle incisioni sono frequenti ma moderati, per cui, nei primi giorni, potrebbe essere necessario assumere degli antidolorifici. E’ anche possibile avvertire dolore alle spalle a causa del gas usato durante l’operazione, che può irritare il diaframma e, di conseguenza, alcuni nervi della spalla. I tempi di guarigione dipendono dal tipo di intervento, dall’età, dal lavoro svolto, dallo stato di salute e da altri fattori.

           

Specialisti

Gli specialisti che effettuano la laparoscopia, in relazione ai veri casi, sono: il chirurgo generale, il ginecologo, l’andrologo e l’urologo.


Rischi

Grazie ai progressi delle tecnologie mediche, gli interventi chirurgici effettuati con questa  tecnica sono diventati sempre più sicuri e i rischi della laparoscopia sono diminuiti: la comparsa di gravi complicanze è, infatti, piuttosto rara ed è legata anche alla maggiore o minore complessità dell’intervento. Le complicanze minori riscontrabili (e coincidenti con i rischi che si celano dietro ogni intervento chirurgico effettuato in anestesia generale) sono:  infezioni post-operatorie delle ferite chirurgiche, ritenzione urinaria, emorragie e comparsa di ematomi in corrispondenza delle incisioni.

Infatti, sono dei veri e propri interventi chirurgici gravati dalla possibilità di complicanze come negli interventi di laparotomia. 


Lo Spettabile Dott. Carlo Zampori, Chirurgo generale prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa prestazione medica con un approfondimento sull’applicazione della stessa:

Alla tradizionale tecnica “aperta”, si e' affiancata da anni la videolaparoscopia frutto della moderna tecnologia e della creazione di strumenti sempre più raffinati, tali da rendere la tecnica chirurgica mininvasiva.
La laparoscopia permette di:
- ridurre in modo significativo il trauma chirurgico
- ridurre il dolore post-operatorio
- ridurre l'estensione delle cicatrici chirurgiche con un netto miglioramento della resa estetica
- ridurre la probabilità di laparoceli sulle incisioni chirurgiche (ernie sorte sulle sedi di

  incisioni chirurgiche)
- ridurre il rischio di contaminazione ed infezione delle ferite
- ridurre la possibilità di aderenze viscerali post-operatorie per la minore manipolazione

 chirurgica
- accelerare la ripresa della normale alimentazione post-operatoria
- facilitare la ripresa globale dopo l'intervento.