Mammografia

Mammografia

cos’è, a cosa serve, la preparazione, l’esecuzione, gli specialisti e i risultati


Indice

1.1  Definizione

1.1.1 Mammografia in gravidanza

1.2  Applicazioni

1.3 Procedura 

1.3.1 Preparazione

1.3.2 Esecuzione

1.3.3 La mammografia fa male? 

1.4 Quando fare la mammografia?

1.5 Specialisti

1.6 Risultati  

1.7 Ulteriori accertamenti


Definizione

La mammografia è un esame che interessa la mammella e si effettua attraverso una dose ridotta di raggi X: l’immagine della mammella può essere impressa su una lastra (mammografia standard) oppure viene memorizzata su un dispositivo elettronico (mammografia digitale). Si tratta, in altri termini, di una radiografia che prevede la compressione delle mammelle tra due piatti plastificati e che è finalizzata alla visualizzazione di eventuali neoformazioni e di calcificazioni sospette. A differenza dell’ecografia alla mammella, esame che utilizza gli ultrasuoni e non i raggi X , per questo ripetibile, che a completamento di una mammografia sospetta è l’unico esame utile per discernere se le lesioni evidenziate all’indagine mammografica siano solide o liquide e per l’individuazione dei margini e dei limiti di tali lesioni e della vascolarizzazione che si evidenzia con l’indagine Power Doppler.

La mammografia 3d combinata con la tecnica della tomosintesi rappresenta la nuova frontiera della prevenzione del cancro al seno: essa, infatti, rispetto alla tradizionale mammografia digitale, garantisce una maggiore accuratezza diagnostica, consentendo di rilevare la presenza di lesioni tumorali al seno molto più piccole.

Mammografia in gravidanza

L’esame mammografico in gravidanza non è raccomandato (soprattutto nel primo trimestre della gestazione) in quanto, malgrado le radiazioni siano minime, potrebbero comunque nuocere al feto. Si tratta, in effetti, di una misura precauzionale, ma che non rappresenta tuttavia un obbligo, soprattutto nel caso in cui l’esame sia necessario. Del resto recenti studi hanno dimostrato che la mammografia non interferisce con il regolare sviluppo del feto.


Applicazioni

Lo screening mammografico è considerato il migliore strumento diagnostico per la prevenzione del tumore al seno. Basti pensare che il 97% dei tumori maligni scoperti in fase precoce si risolvono in maniera positiva nei successivi 5 anni.Inoltre essaconsente di analizzare in maniera approfondita le mammelle evidenziando anche la presenza di eventuali anomalie, come, ad esempio, le microcalcificazioni.


Procedura        

Preparazione

Non è necessaria una vera e propria preparazione per la mammografia, tuttavia si consiglia alle pazienti di effettuare l’esame in periodi in cui ilseno non è né teso né dolorante (come, ad esempio, capita nei giorni che precedono il ciclo mestruale). D’altra parte è anche preferibile il giorno dell’esame non utilizzare profumi o deodoranti, in quanto potrebbero comparire sulle immagini mammografiche sotto forma di puntini bianchi.

Esecuzione 

La mammografia viene eseguita con uno strumento denominato mammografo, il quale proietta un fascio di raggi X sulla mammella, la quale viene collocata su un sostegno e compressa tra due piatti plastificati. Le immagini delle mammelle ottenute grazie ai raggi X vengono impresse su pellicola (mammografia standard) oppure memorizzate su un dispositivo elettronico (mammografia digitale).       

La mammografia fa male?                    

La mammografia più che dolorosa è fastidiosa, come afferma la maggior parte delle pazienti che si è sottoposta a questo esame. Tuttavia le sensazione di dolore percepita varia in base alle caratteristiche del seno della paziente, alla pressione esercitata su di esso e all'abilità e all’esperienza del tecnico radiologo che esegue l’esame.

      

Quando fare la mammografia?   

Ogni quanto effettuare la mammografia? Le donne, a partire dai 35/40 anni di età devono eseguirla con frequenza annuale, dai 50 ai 69 anni sono attivi i programmi di Screening Mammografico in cui è contemplata una mammografia gratuita ogni 2 anni, in quanto questo è il periodo in cui sono maggiormente esposte a questa patologia.

    

Specialisti

Non esiste un unico specialista mammografia; i medici che possono effettuare questo esame, infatti, sono i seguenti:     

1 - il senologo;

2 – gli specialisti di ginecologia e ostetricia;

3 – un esperto di radiologia.


Risultati    

Il referto della mammografia può essere consegnato secondo tempistiche variabili, in base alle metodiche adottate dalla struttura a cui la paziente si è affidata. I risultati, pertanto, possono essere consegnati in giornata oppure nel giro di un paio di settimane. Con l’esito della mammografia è possibile poi rivolgersi al proprio medico di fiducia per l’eventuale programmazione del percorso successivo. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) una mammografia negativa, non implica necessariamente la non esistenza del cancro al seno.


Ulteriori accertamenti

La risonanza magnetica mammaria (o rmn alla mammella) è uno strumento diagnostico molto sofisticato, che è in grado di rilevare anche noduli molto piccoli e che non possono essere identificati dagli esami tradizionali, come la mammografia o l’ecografia mammaria. Il protocollo medico internazionale la consiglia soprattutto alle donne che sono geneticamente predisposte al tumore al seno.

L’ecocolordoppler della mammella è un efficiente strumento diagnostico per rilevare neoformazioni tumorali (in particolare carcinomi multiformi e multicentro) in quanto consente di effettuare una accurata analisi del processo angiogenetico (ovvero la capacità di stimolare la crescita di nuovi vasi sanguigni).

L’esame citologico mediante agoaspirato, che consiste in un prelievo di cellule,si esegue qualora gli strumenti diagnostici tradizionali non siano stati in grado di identificare la natura dei noduli e/o delle calcificazioni al seno.

La biopsia del seno prevede la rimozione di un campione di tessuto al fine di effettuare un esame istologico e valutare in tal modo la natura di un nodulo mammario.  

Infine, la tac, in caso di tumori avanzati, è lo strumento ideale per eseguire la stadiazione di eventuali lesioni secondarie.


La Spettabile Dott.ssa Annalisa Cau, Radiologa e Senologa, prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa prestazione con un approfondimento sull’esecuzione della stessa:

Quando si parla di prevenzione del tumore alla mammella bisogna precisare che l'unica 'prevenzione' possibile è la prevenzione secondaria, in quanto non è possibile una 'prevenzione primaria', ossia agire sull'eziologia di tale patologia, essendo determinata da molteplici fattori sia genetici che ambientali sui quali non è possibile agire. È raccomandato quindi eseguire i corretti esami di prevenzione 'secondaria' come la visita Senologica abbinata all'ecografia Mammaria Bilaterale annuale a partire dai 20-25 anni e a partire dai 35/40 anni la visita Senologica abbinata alla mammografia annuale con eventuale completamento ecografico se la mammografia non è completamente dirimente , in modo che ci permetta di riuscire a trovare lesioni in fase pre clinica tramite:

-le microcalcificazioni sospette evidenziabili tramite l'indagine mammografica, l'unica che permette una corretta visualizzazione delle microcalcificazioni patologiche;

-le minute lesioni nodulari: che con l'ecografia siamo in grado di evidenziare anche in fase pre-clinica, le cosiddette lesioni 'non palpabili', i margini e i limiti e l'ecogenicità di tali lesioni che discernono i noduli sospetti dai noduli con caratteristiche radiologiche di benignità.