Mappatura nei

Mappatura nei

cos’è, a cosa serve, la preparazione, l’esecuzione, gli specialisti e i risultati

Indice

1.1 Definizione

1.2 Applicazioni

1.2.1 Tipi di nei della pelle

1.3 Esecuzione

1.3.1 Preparazione

1.3.2 Procedura

1.3.3 Mappatura dei nei con videodermatoscopio

1.4  Specialisti

1.5 Risultati e ulteriori accertamenti

 

Definizione 

La mappatura dei nei, chiamata anche mappa dei nei o dei nevi, è una valutazione dermatologica, indolore ed innocua, che consente di controllare le lesioni pigmentate presenti sulla pelle del paziente. La mappatura, che a volte si svolge all’interno di una visita dermatologica, interessa l'intera superficie cutanea ed è rivolta alla ricerca di neoformazioni neviche e al monitoraggio, nel tempo, di eventuali nei sospetti, che mostrano caratteristiche atipiche. 

Il controllo dei nei viene eseguito con l'ausilio di strumenti ottici di precisione, che analizzano non solo la struttura morfologica esterna dei nei o nevi, ma, soprattutto, le caratteristiche degli strati posti al di sotto dell’epidermide (la parte più superficiale e sottile della cute), ossia la giunzione dermo-epidermica ed il derma superficiale, dove sono presenti vasi sanguigni, ghiandole e fibre. Questo esame, definito come dermatoscopia o dermoscopia, consente di acquisire informazioni equivalenti ad una biopsia digitale di circa 3-4 mm, molto più accurata di un esame ad occhio nudo o con una pur potente lente d’ingrandimento.

Grazie alla dermatoscopia lo specialista in dermatologia ha l'opportunità di visualizzare e archiviare, con l’uso di computer e software dedicati, le foto dei nei sospetti, così da poterle confrontare, nel tempo, con le immagini delle stesse lesioni e individuare eventuali segni di alterazione. Se, anche durante la prima dermoscopia, vengono riscontrati dei nei con gravi atipie, il dermatologo potrà optare per una biopsia o per una immediata asportazione e conseguente esame istologico.  

Prevenzione nei: la visita dei nei è un importante strumento di prevenzione, fondamentale per individuare precocemente la presenza di eventuali tumori della pelle e migliorarne significativamente le probabilità di cura.

Lo screening dei nei è sempre consigliato, ma, soprattutto, quando:

  • si ha anche solo un piccolo dubbio su una recente variazione dell’aspetto dei propri nei;

  • si hanno molti nei;

  • vi sono stati casi di melanoma nei familiari.

      

Applicazioni

La mappatura dei nei serve a registrare la presenza di neoformazioni pigmentarie sulla pelle e a seguire attentamente i nevi melanocitari che presentano caratteristiche dermatoscopiche e cliniche atipiche. Infatti, sebbene i nei siano quasi sempre delle alterazioni di natura benigna, in alcuni casi vi possono essere dei nei pericolosi, che degenerando, possono diventare maligni e dare origine alla forma di tumore più aggressivo della pelle: il melanoma.

Durante la mappatura, il dermatologo può:

  • osservare attentamente gli aspetti caratteristici di ogni neo (dimensioni, bordi, strutture tipiche ed atipiche anche in base alla sede, colore, vasi, ecc);

  • interpretare la natura di tutte le macchie cutanee;

  • controllare l’aumento dei nei sulla pelle (sarà utile attenzionare i nei comparsi di recente, più che quelli presenti da molti anni o dall’infanzia);

  • verificare se vi è la presenza di nevi atipici o di nei maligni, anche allo stato iniziale (melanoma “in situ”);

  • controllare nel tempo l’evoluzione di lesioni dubbie, confrontando le immagini precedentemente memorizzate;

  • distinguere eventuali tumori cutanei (come il basalioma) con maggiore accuratezza.

La mappatura dei nei, quindi, rappresenta un supporto basilare non solo per diagnosticare precocemente un melanoma, ma anche per approfondire lo studio microscopico di varie malattie della pelle e seguirne il decorso. Il melanoma cutaneo, che ha origine dalle cellule che producono la melanina (i melanociti) può insorgere sia sulla pelle sana che su un neo preesistente, modificatosi in senso neoplastico. Il melanoma della pelle non è il tumore più diffuso, ma è la più pericolosa delle forme di cancro alla pelle, poiché può portare a metastasi in tempi relativamente rapidi. Se, invece, il melanoma viene identificato precocemente e trattato chirurgicamente (con una corretta asportazione), la prognosi è, generalmente, favorevole. La prevenzione del melanoma ha, quindi, un’importanza fondamentale.

Il tumore della pelle più frequente è il basalioma, che si manifesta principalmente negli individui di carnagione chiara o che si siano esposti al sole per lunghi periodi (per attività lavorative o abitudini di vita).

L’angioma cutaneo, invece, è una neoformazione vascolare benigna che può insorgere fin dalla nascita o può comparire sulla pelle del viso o del corpo nel corso della vita (tipici sono gli angiomi rubino, piccoli nei rossi che si formano soprattutto su torace e schiena). Queste comuni imperfezioni superficiali non sono pericolose, anche se possono risultare antiestetiche.

Tipi di nei della pelle

I nei (o nevi) sono delle neoformazioni pigmentate persistenti della cute, molto comuni in tutti i soggetti, originate da un processo proliferativo; possono essere presenti sin dalla nascita (congeniti) o comparire durante il corso della vita (acquisiti).

La classificazione principale e più utile, per la prevenzione del melanoma, è la seguente;

  • nei melanocitici (contraddistinti dall’accumulo di melanociti, cellule che producono la melanina, il pigmento responsabile del colore della pelle e dell'abbronzatura)

  • nei non melanocitici (sono lesioni talvolta scure, ma prive di melanociti): i più comuni sono

  • lesioni vascolari (angioma rubino, angiocheratoma)

  • cheratosi seborroiche

  • basaliomi

  • dermatofibromi

 

I nei non-melanocitici possono, a volte, simulare una lesione atipica o addirittura un melanoma, (perché spesso rilevati, di colore scuro e tendono ad accrescersi); solo la dermatoscopia e un’esperta interpretazione del dermatologo possono dirimere ogni dubbio.  

Solo i nei melanocitici possono potenzialmente trasformarsi in melanomi e quindi il loro riconoscimento, attraverso la dermoscopia, è basilare per distinguere rapidamente i nei da controllare da quelli innocui (senza melanociti).

I nei cutanei possono destare sospetti quando presentano una struttura “atipica”, sia ad occhio nudo che in seguito all'esame dermatoscopico (anche se vi possono essere dei nevi atipici benigni). In particolare, quando un neo (già esistente o di recente comparsa) manifesta dei cambiamenti nell’aspetto, è possibile un'evoluzione in senso maligno. In tal caso, è utile effettuare la valutazione secondo la cosiddetta “regola dell'ABCDE”:

  • Asimmetria nella forma (nei asimmetrici);

  • Bordi irregolari e indistinti (nei frastagliati);

  • Colore variabile (nei che cambiano colore; la presenza di 2 o più colori è un campanello d’allarme che richiede un controllo immediato del neo);

  • Dimensioni in aumento;

  • Evoluzione progressiva del neo (qualunque cambiamento rapido è un altro segnale che non va sottovalutato);

Infatti, le lesioni sospette, da sottoporre al giudizio dello specialista, presentano tipicamente forma irregolare non simmetrica (neo irregolare), bordi frastagliati (un neo benigno, invece, di solito è tondeggiante) e colore scuro (nei molto scuri).

Anche un ingrandimento del nevo in larghezza (specialmente se le dimensioni sono superiori ai 6 mm di diametro) e in spessore può essere indice di un'evoluzione in senso maligno (soprattutto se tale mutamento si verifica all'improvviso e in tempi piuttosto brevi). Anche un’apparente tendenza del neo a scomparire (regressione) deve essere valutata durante la dermatoscopia; questo fenomeno si può verificare sia in nei benigni che in melanomi. Altro campanello d'allarme è la comparsa di infiammazione nella cute circostante, con prurito, dolore, eccessiva sensibilità, sanguinamento, ulcerazione e desquamazione. Destano sospetto anche i nei che manifestano trasformazioni di consistenza (si ammorbidiscono o induriscono) e sono circondati da noduli o da un'area arrossata.

Nomi dei nei: dal punto di vista clinico si distinguono vari tipi di nevi melanocitici. I più comuni sono:

  • nei di Miescher (nevo dermico, quasi esclusivamente del volto);

  • nei di Unna (nei dermici, simili al neo di Miescher, localizzati al tronco ed al collo);

  • nei di Clark (si tratta dei nei più comuni, presenti un po’ ovunque sul corpo);

  • nei di Clark atipici (nei con diametro maggiore di 6 mm, colore non omogeneo e bordi irregolari, presenti sia sul tronco che sugli arti);

  • nei di Spitz (nei che compaiono nei bambini o negli adolescenti, hanno un colore molto scuro e tendono a crescere rapidamente. Si presentano sugli arti, ma anche sul volto);

  • nei di Reed (sono l’equivalente dei nei di Spitz, ma nell’adulto);

  • nei di Ota e di Ito (lesioni pigmentate, solitamente unilaterali, della cute e delle mucose), 

  • lentiggini;

  • nevo melanocitico acquisito piano;

  • nevo melanocitico congenito;

  • macchia mongolica;

  • nevo blu. 

A queste tipologie maggiori si aggiungono altre varianti, che si manifestano a seguito di modificazioni dei nei:

  • nevo di Meyerson;

  • nevo di Sutton;

  • nevo melanocitico combinato o composto;

  • nevo melanocitico persistente;

  • nevo melanocitico in regressione.

 

Esecuzione

In un primo momento, il soggetto viene esaminato sul lettino per una valutazione globale ad occhio nudo: in questa fase vengono individuati i nei che si possono considerare a rischio. Una volta identificati i nei sospetti, questi vengono esaminati attraverso tecnologie indolori e non invasive, come l'esame dermatoscopico manuale o la videodermatoscopia digitale, che ne consentono uno studio approfondito.

Preparazione                 

La mappatura dei nei non necessita di una preparazione specifica. 
Tuttavia, per agevolare la visione dei nei e consentire un'attenta ispezione, possono risultare utili alcuni accorgimenti per prepararsi alla mappatura dei nei:

  • il giorno della visita, è opportuno, per le donne, rimuovere lo smalto dalle unghie, evitare di truccare labbra, palpebre e viso, non indossare gioielli e orologi; per gli uomini, invece, sfoltire barba o baffi;

  • segnalare l'eventuale presenza di macchie in sede genitale;

  • se possibile, non eseguire la mappatura quando si è abbronzati: dopo l'esposizione solare, infatti, l’aumento della melanina può falsare l’aspetto complessivo della lesione e mascherare altri componenti utili per una corretta valutazione e diagnosi;

  • portare alla visita la documentazione clinica precedente e riferire al medico se in famiglia ci sono stati casi di melanoma.

Procedura

Solitamente, il tempo occorrente per effettuare un'approfondita mappatura dei nei è di circa 30-40 minuti (a secondo anche del numero dei nei). 

Rischi della mappatura dei nei: l’esame non è doloroso e non presenta controindicazioni.

La dermatoscopia (nota anche come dermoscopia, nevoscopia o microscopia ad epiluminescenza), è una tecnica non invasiva rivolta alla diagnosi precoce del melanoma, basata su uno strumento ottico chiamato dermatoscopio, grazie al quale vengono analizzate la struttura morfologica delle lesioni e le strutture interne che le costituiscono. L'epiluminescenza favorisce l’analisi del nevo, grazie ad una lente illuminata che rischiara la parte con un raggio incidente. Il dermatoscopio manuale ha il vantaggio della portabilità e dell'immediatezza; lo svantaggio è l’ingrandimento fisso (10X) e l’impossibilità di memorizzare le immagini.

Nei videodermatoscopi la sorgente luminosa è collegata ad una telecamera o ad una o più macchine fotografiche, computer e monitor ad alta risoluzione, consentendo ingrandimenti, fino a 40-100 volte dell’immagine, misurazione e  immediata memorizzazione di tutti i dati. Meno diffusi, ma con un’altissima qualità delle immagini, forte ingrandimento e aspetto tridimensionale, sono gli stereomicroscopi; la fonte luminosa è collegata ad un microscopio (portatile o fisso); i limiti dello stereomicroscopio fisso (a stativo), utilizzato anche in sede operatoria, sono la non potabilità e la difficoltà ad esaminare nei localizzati in parti del corpo poco accessibili.

La frequenza con cui sottoporsi al controllo dipende dalla valutazione dello specialista: generalmente, se non si presentano situazioni particolari, la visita va ripetuta ogni 2-3 anni.

Mappatura dei nei con videodermatoscopio
La dermatoscopia aumenta considerevolmente la capacità di diagnosi del dermatologo, anche perché permette di analizzare le strutture poste al di sotto dell'epidermide superficiale (tra epidermide e derma profondo), non visibili ad occhio nudo. Le informazioni ottenute vengono catalogate e acquisite con opportuni sistemi computerizzati, che consentono il controllo e il confronto delle neoformazioni sospette nel tempo.

Cosa succede nella mappatura dei nei con videodermatoscopio? La videodermatoscopia prevede l'uso di una telecamera a fibre ottiche o di macchine fotografiche digitali (collegate ad una lente dermatoscopica), connesse ad un computer e monitor ad alta risoluzione. Il sistema consente non solo di memorizzare le immagini di nei sospetti o tumori (melanomi o altri), ma anche di localizzarne con precisione la sede per successivi controlli e una corretta individuazione nell’asportazione. Con questa metodica, gli specialisti della mappatura dei nei possono esaminare con accuratezza il reticolo pigmentario, la vascolarizzazione della macchia e la distribuzione della melanina. Le lesioni sospette vengono, poi, sottoposte ad esame istologico.

 
Specialisti

Gli specialisti che si occupano della mappatura dei nei sono i dermatologi, che dispongono di un dermatoscopio manuale o di un sistema di videodermatoscopia.

 

Risultati e ulteriori accertamenti

La mappatura dei nei è utile non solo per individuare precocemente nei “a rischio” o tumori allo stato iniziale, ma anche per valutare altre affezioni dermatologiche. L'elevata accuratezza diagnostica dell'epiluminescenza permette di studiare e valutare le lesioni cutanee in tutti i loro aspetti.

Ma quali sono i risultati e le ulteriori fasi della mappatura? Il metodo diagnostico è così accurato che riesce a prevedere anche eventuali risvolti maligni della neoplasia: lo studio morfologico computerizzato è, infatti, in grado di verificare l'andamento delle lesioni nel tempo. Il valore aggiunto della videodermatoscopia (soprattutto quando sono presenti molti nei) è quello di confermare la presenza di nei comparsi da poco tempo, confrontando le immagini acquisite durante le visite precedenti. Sarà lo stesso specialista, se necessario, a concordare dei follow-up periodici.
Qualora vengano identificate lesioni sospette, è necessario procedere alla rimozione dei nei per evitare la loro evoluzione in melanoma.

Come si tolgono i nei? Vi sono diverse tipologie di interventi chirurgici cui è possibile ricorrere. L’asportazione del nevo può avvenire mediante:

  • rimozione laser (non consente, però, l’esame istologico del neo, che viene completamente distrutto, quindi si utilizza solo nel caso di lesioni sicuramente benigne);

  • rimozione a “shaving”, intervento intermedio tra quello classico e il laser, che consiste nel rimuovere il neo alla sua base e di trattare poi la zona con il laser o un bisturi elettrico e non con la sutura chirurgica (come per il laser, è indicata esclusivamente per i nei rilevati, ma sicuramente benigni, tuttavia è possibile effettuare l’esame istologico della parte asportata), rispetto all’uso del bisturi c’è un rischio molto basso di cicatrici antiestetiche;

  • rimozione classica con il bisturi,  tutto il neo nella sua interezza viene asportato e, nei casi più gravi, anche una piccola parte di pelle “sana” intorno alla lesione (procedura più invasiva che, però, consente di effettuare l’esame istologico, nel caso di nei sospetti o di melanomi è l’unica forma di asportazione consentita).  

 

Lo Spettabile Dott. Antonino Arena, Dermatologo prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa prestazione con un approfondimento sulla tecnica della dermatoscopia:

La dermatoscopia ha “rivoluzionato” la prevenzione del melanoma, avendo un’accuratezza più elevata di circa il 30% rispetto l’esame ad occhio nudo.

Il paziente dovrebbe, inoltre, periodicamente eseguire l’autoesame dei propri nei, seguendo le regole dell’ABCDE, per poi segnalare al dermatologo ogni variazione. Infine, vorrei sfatare una vecchia credenza popolare, togliere i nei non è pericoloso!