Morbo di crohn

cause, sintomi e rimedi

Indice

1.1 Definizione

1.1.1 Morbo di Crohn nei bambini

1.2 Cause

1.3 Sintomi

1.4 Cura

1.4.1 Rimedi medici

1.4.2 Farmaci

1.4.3 Rimedi naturali

1.5 Specialisti

1.6 Prevenzione

1.7 Complicanze   

 

Definizione

Il Morbo di Crohn o Malattia di Crohn è annoverato tra le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) insieme alla colite ulcerosa o rettocolite ulcerosa. Si tratta di un'infiammazione cronica che può interessare tutto il canale alimentare, ma che si localizza in prevalenza nell'ileo, ossia nell’ultima parte dell'intestino tenue (ileite), nel colon (infiammazione del colon nota come colite) o in entrambi (ileo-colite).

Morbo di Crohn nei bambini     

Il Morbo di Crohn nei bambini non è raro. I casi ad esordio pediatrico, in aumento nei paesi industrializzati, sono solitamente più aggressivi di quelli ad esordio in età adulta: se non vengono adeguatamente trattati, in alcune situazioni possono causare danni permanenti (ritardo nella crescita dovuto al malassorbimento delle sostanze nutrienti, osteoporosi e disturbi di tipo psicologico).

 

Cause

Come si sviluppa il Morbo di Crohn?  Ancora oggi, le cause non sono note e questo limita la terapia medica ai farmaci che controllano l'infiammazione. In base alle attuali conoscenze scientifiche, pare che una combinazione di fattori, come predisposizione genetica, alterazioni della flora batterica intestinale, fattori ambientali e fumo, possano scatenare l’infiammazione intestinale. Inoltre, altra causa del Morbo di Crohn parrebbe trovarsi nella risposta immunitaria dell’organismo: le cellule del sistema immunitario “attaccano” in modo continuo la parete intestinale o gli altri tessuti coinvolti, contribuendo a cronicizzare il disturbo.
Anche se sembrano essere implicati alcuni geni, non si tratta di una malattia ereditaria o genetica: infatti, malgrado esista una maggiore probabilità di ammalarsi di Morbo di Crohn nell'ambito di una famiglia al cui interno vi sia un membro già affetto, non è stata dimostrato che un componente della famiglia possa trasmetta ad un altro.

               

Sintomi     

Sebbene ogni caso clinico presenti le sue peculiarità, il Morbo di Crohn si manifesta generalmente con dolori addominali associati a diarrea ricorrente con o senza sanguinamento, a feci scure e, talvolta, a febbre. Il dolore, che spesso si presenta dopo i pasti, si localizza nella zona dell'ombelico o nella parte destra dell'addome. Anche se più raramente, possono aversi stanchezza generale, diminuzione dell'appetito, dimagrimento da malassorbimento, dolori alle articolazioni. Segno precoce della patologia può essere la presenza di ascessi e fistole anali.  
In alcuni casi, la malattia può non presentare sintomi e viene scoperta solo per caso.
La qualità della vita dei pazienti affetti da Morbo di Crohn è seriamente compromessa, soprattutto nelle fasi acute della malattia, in cui i dolori addominali possono essere piuttosto severi, al punto da costringere a ricoveri d’urgenza a causa delle coliche addominali. I tessuti interessati dalla malattia, ulcerati e infiammati, possono presentare anche lesioni profonde.
A differenza di una malattia in fase acuta, una malattia cronica come il Morbo di Crohn non guarisce in maniera definitiva: infatti, l’andamento della patologia è incostante e, generalmente, lunghi periodi di benessere si alternano ad altri contraddistinti dalla presenza della sintomatologia. I casi in cui la malattia si complica al punto da causare gravi danni all’intestino o al di fuori di esso sono, solitamente, limitati al 20%-25% dei soggetti coinvolti, poiché la rimanente parte dei pazienti risponde alla terapia medica, seppur con i limiti rappresentati da una patologia cronica.
Nei casi più gravi, possono presentarsi anche sintomi come nausea, vomito,  anemia e sanguinamenti anali. Dopo la comparsa dei sintomi iniziali, la progressione è lenta, ma continua. Ad oggi, comunque, non vi sono strumenti che possano predire con certezza un’eventuale riacutizzazione della malattia. 

 

Cura
Ma come si cura il Morbo di Crohn? La cura è essenzialmente farmacologica e punta ad eliminare i sintomi nel tempo, prevenendo e trattando le possibili complicazioni.
Nonostante i tanti disagi, le aspettative di vita delle persone affette da Morbo di Crohn non si riducono in maniera drastica.


Rimedi medici
I rimedi medici consistono nella terapia farmacologica e nel ricorso all’intervento chirurgico. Purtroppo, però, non esiste una cura risolutiva del disturbo: infatti, i rimedi farmacologici per il Morbo di Crohn servono a tenere sotto controllo i sintomi e ad evitare possibili complicanze. Più della metà dei pazienti necessita di un intervento chirurgico dopo circa 10 o 15 anni dalla diagnosi della malattia: l’operazione viene richiesta nelle situazioni in cui il paziente non risponde alle cure farmacologiche o si manifestino complicazioni come emorragie, stenosi, perforazioni o ascessi.

Farmaci
Nella cura del Morbo di Crohn, i farmaci più usati sono:

  • mesalazina, che agisce direttamente come antinfiammatorio sulla mucosa intestinale;

  • metotrexate, che agisce come immunosoppressore;

  • antidiarroici;

  • immunosoppressori (come azatioprina o 6-mercaptopurina) che agiscono su gran parte dei globuli bianchi responsabili dell’infiammazione;

  • steroidi, che svolgono una potente azione antinfiammatoria a livello di tutto l’organismo, sopprimendo e modulando la risposta immunitaria;

  • antibiotici intestinali (fluorochinolonici, metronidazolo, rifaximina) che aiutano a riequilibrare la flora batterica, a ridurre o eliminare gli ascessi;

  • terapie biologiche, tra cui le principali sono gli anticorpi monoclonali anti-TNF-alfa (infliximab o adalimumab).

Rimedi naturali
Tra i rimedi naturali, possono essere d’aiuto piante come aloe vera, malva, camomilla, piantaggine, altea, liquirizia, ippocastano e boswellia, con proprietà antinfiammatorie. In ogni caso, è opportuno chiedere un parere medico anche quando si tratta di cure naturali apparentemente innocue, per evitare di peggiorare la condizione.
Anche se, attualmente, non vi sono prove della correlazione tra alimentazione e Morbo di Crohn, un’adeguata e corretta dieta può aiutare a prevenire le recidive e a dare sollievo ai sintomi intestinali. E’ consigliabile seguire una dieta apposita per il Morbo di Crohn con cibi a basso contenuto di grassi, poveri di fibre (il che implica un minor consumo di verdura, frutta, derivati dei cereali integrali e noci), che esclude cibi piccanti, funghi, legumi secchi, latticini (poiché, il più delle volte, il lattosio non è tollerato dai pazienti affetti dal disturbo), carboidrati raffinati e alimenti ricchi di coloranti artificiali. Per sopperire ad eventuali carenze di vitamine, è possibile ricorrere ad integratori polivitaminici. E’ consigliata, altresì, l’assunzione di riso, piuttosto che di pane e patate. Fondamentale tra i rimedi naturali del Morbo di Crohn, è un adeguato apporto di liquidi.

 

Specialisti
Per affrontare la sintomatologia della malattia occorre rivolgersi ai seguenti specialisti: gastroenterologo, chirurgo generale e chirurgo gastroenterologo (solo in caso di complicanze), dietologo e nutrizionista per consigli sulla dieta da seguire.
Sono, invece, specialisti di riferimento nei settori alternativi: dietista, nutrizionista, ayurveda e omeopata.
Le indicazioni date dallo specialista gastroenterologo sono fondamentali per convivere con questa patologia cronica.

Prevenzione
Purtroppo, non si può impedire l’insorgenza del Morbo di Crohn, ma è possibile prevenirne le complicanze e l’evoluzione. La prevenzione del Morbo di Crohn prevede:

  • diagnosi precoce della malattia attraverso appositi esami del sangue e delle feci, ecografia, TAC o RMN dell’addome (da effettuare in caso di diarrea e dolori addominali che si protraggono per oltre 4 settimane, sintomi notturni, perdita di peso e soprattutto in soggetti con familiarità alle malattie autoimmuni);

  • prevenzione delle complicanze tramite esami del sangue e delle feci da effettuare ogni 6-12 mesi, ecografia, TAC o RMN da eseguire almeno ogni anno (integrati, se opportuno, da una colonscopia);

  • prevenzione delle neoplasie intestinali mediante colonscopia e biopsia, a partire dai 10 anni dalla diagnosi;

  • prevenzione delle infezioni nei pazienti sottoposti a terapie immunosoppressive croniche per Morbo di Crohn, attraverso opportune vaccinazioni;

  • attenzione all’alimentazione: è importante sapere cosa non mangiare e quale dieta seguire (a base di prodotti sani, naturali e senza additivi artificiali);

  • astensione dal fumo.

Complicanze
In circa il 10-20% dei casi, il Morbo di Crohn può presentare delle complicanze, sia intestinali che extraintestinali. La mucosa infiammata e ulcerata, se non curata, può essere causa di restringimenti del lume intestinale (stenosi), di perforazioni dell’intestino e di raccolte di pus in addome (ascessi) oppure di formazioni di fistole interne (entero-enteriche, entero-vescicali, retto-vaginali) o fistole esterne (entero-cutanee). Le complicanze intestinali del Morbo di Crohn necessitano spesso di un trattamento chirurgico. In ogni caso, la maggioranza dei pazienti, con le cure e i necessari controlli, possono condurre una vita regolare e tenere sotto controllo la malattia.
Le complicanze extraintestinali correlate all'attività della patologia possono interessare le grosse articolazioni, la cute, la bocca e gli occhi. Inoltre, può aumentare il rischio di infezioni batteriche. Anche altri organi, seppur in maniera indiretta, nel tempo possono presentare danni dovuti alla malattia principale: fra questi, reni, fegato e colecisti. Nei casi più estremi, se la patologia non viene adeguatamente curata può avere anche esiti fatali.

 

Lo Spettabile Dott. Antonio Romano, Gastroenterologo, prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa patologia con un approfondimento sulla diagnosi della stessa:

La malattia di Crohn purtroppo colpisce soggetti giovani nel pieno delle loro attività lavorative e sociali, minando spesso le prospettive e il futuro di una vita regolare e tranquilla. Per questo motivo è necessario rivolgersi il prima possibile allo specialista gastroenterologo che può effettuare rapidamente la diagnosi della malattia e limitare la sua evoluzione.