Impianti dentali

Impianti dentali

cosa sono, a cosa servono, come sceglierli, specialisti, benefici ed effetti collaterali 

Indice

1.1 Definizione

1.1.1 Le tecniche di impianto

1.2  Applicazioni

1.3  Procedura

1.3.1 Scelta dell’impianto

1.3.2 Preparazione

1.3.3 Funzionamento

1.4 Specialisti

1.5 Benefici

1.6 Rischi

 

Definizione

Gli impianti dentali sono dispositivi medici di tipo chirurgico che vengono inseriti all’interno delle ossa mascellari in seguito alla perdita di uno o più denti o alla loro agenesia (assenza del dente permanente) per sostituirli e restituire al paziente la funzione masticatoria ed estetica. Essi, in altri termini, sono un sostituto artificiale della radice del dente e richiedono un vero e proprio intervento chirurgico.

L’implantologia dentale, branca della parodontologia (disciplina che studia i tessuti di sostegno dei denti come le gengive e l’osso), è un insieme di tecniche chirurgiche che consentono di ricostruire l’aspetto funzionale, in termini di efficienza masticatoria, ed estetico di uno o più elementi dentari, dimenticando le scomode dentiere mobili.

Si tratta di protesi fisse altamente funzionali che consentono di avere denti perfetti evitando protesi mobili o rimovibili.

Prima di procedere con l’impianto, il paziente, se necessario, deve essere sottoposto a terapia parodontale, intendendo per essa una modalità terapeutica finalizzata a migliorare un’eventuale patologia infiammatoria del tessuto gengivale profondo (parodontite). Ricordiamo, infine, che se si desidera un impianto dentale, è necessario rivolgersi ad uno specialista e informarsi su tutti gli eventuali rischi e le controindicazioni.

Le tecniche di impianto

È possibile distinguere gli impianti fissi in due principali tipologie:

  1. l’impianto dentale a carico differito (in 2 fasi)

  2. l’impianto a carico immediato (in un’unica fase)

 

L’implantologia a carico differito è la tecnica tradizionale che prevede di “caricare”, ossia di fissare la corona sugli impianti, solamente quando è avvenuta l’osteointegrazione. In media per inserire gli impianti nell’arcata superiore occorre che siano trascorsi 4/6 mesi dall’intervento, 3 mesi per gli impianti inseriti nell’arcata inferiore.

L’implantologia a carico immediato permette, invece, di inserire gli impianti dentali in titanio e di caricarli nella stessa seduta o comunque entro 24-48 ore dall’intervento, senza applicare punti di sutura e ripristinando in pochissimo tempo la funzione masticatoria del paziente.

Questa tipologia di intervento, ovvero quello che avviene in una sola fase, è applicabile ai pazienti che presentano una buona qualità e quantità dell’osso. Il maggior vantaggio di questa tecnica è che permette di ottenere un sorriso bello e duraturo in poco tempo.

Generalmente è la soluzione ideale nei casi di edentulia (perdita dei denti) totale o parziale, permette la completa riabilitazione funzionale dei denti e garantisce stabilità e sicurezza.

Tuttavia, per poter utilizzare la tecnica del carico immediato, l’impianto deve avere un’ottima tenuta sull’osso e solo lo specialista, durante l’intervento di inserimento, sarà in grado di decidere per il carico immediato oppure per il carico differito.

Come accennato, l’implantologia a carico immediato è utilizzabile sia in caso di impianti singoli o di numero ridotto, sia in caso di sostituzione di intere arcate dentarie. Il grande vantaggio consiste nella immediata riabilitazione e nella notevole riduzione dei disagi fisici e psicologici legati alle tecniche implantologiche tradizionali, caratterizzate da tempi di esecuzione e guarigione più lunghi.

 

Applicazioni

Gli impianti dentali servono a sostituire uno o più denti in tutte le loro funzionalità. Essi non vanno confusi con gli apparecchi dentali che, invece, servono a curare i denti storti. L’otturazione del dente, invece, che è finalizzata a restaurare i denti danneggiati da una carie, è una tecnica di odontoiatria conservativa.

 

Procedura

L’inserimento dell’impianto dentale a carico immediato è un intervento abbastanza articolato che si divide nelle seguenti fasi:

  1. si effettua una piccola incisione gengivale per scoprire l’osso mascellare o mandibolare;

  2. si effettua un buco nell’osso, dove sarà collocata la vite in titanio;

  3. si inserisce la vite endossea;

  4. si aggancia alla vite, tramite una connessione interna, un moncone sul quale verrà cementata o avvitata la protesi dentaria fissa.

 Qualora si tratti dell’impianto a carico differito, dopo l’inserimento della vite, il lembo gengivale viene richiuso con i punti di sutura e si attenderanno le tempistiche medie di osteointegrazione a seconda dell’arcata mascellare trattata (mascellare superiore: 4/6 mesi di guarigione; mascellare inferiore: 2/3 mesi di guarigione).

Scelta dell’impianto

La scelta dell’impianto dipende dalle condizioni ossee del paziente, lunghezza, diametro e tipologia sono scelte dallo specialista a seconda del caso clinico da trattare.

In base alla pianificazione del caso si potrà programmare la possibilità di effettuare o meno il carico, ovvero se il grado di calcificazione ossea e la stabilità primaria possono garantire le condizioni ottimali per un intervento implantare in unica fase (carico immediato), in caso contrario sarà necessario procedere con l’impianto dentale in due fasi (carico differito).

Preparazione

Prima di effettuare l’intervento chirurgico, il paziente deve effettuare una radiografia panoramica delle arcate dentarie, al fine di fornire tutte le informazioni anatomiche necessarie per la realizzazione dell’impianto. In particolari circostanze poi, la radiografia potrebbe non essere sufficiente ai fini dell’impianto, in tal caso lo specialista prescriverà l’esecuzione di una TAC o un Dental Scan.

Funzionamento   

Le protesi fisse su impianti costituiscono una metodica innovativa e particolarmente affidabile, molto utile in caso di edentulia o di perdita parziale dei denti. Gli impianti hanno lo scopo di sostituire i denti mancanti grazie all’integrazione nell'osso di una radice artificiale in titanio, la quale risulta essere altamente biocompatibile. Sopra a queste radici è possibile applicare diversi elementi che hanno lo scopo di sorreggere corone o capsule.

Qual è la durata degli impianti dentali?  La letteratura scientifica riporta pubblicazioni che attestano il corretto funzionamento di protesi su impianti per un tempo medio di 10/15 anni in oltre il 95% dei casi. Molto dipende dallo stile di vita e dalla corretta igiene orale che, se non viene curata al meglio, annulla quanto detto fino ad ora. Infatti, se non si procede ad una corretta manutenzione dell’impianto si rischia di doverlo sostituire dopo pochi anni.

 

Specialisti

Gli specialisti cui rivolgersi per gli impianti dentali sono gli odontoiatri specializzati in tecniche chirurgiche implanto-protesiche.

 

Benefici

I principali benefici degli impianti dentali sono:

  1. estetici

  2. fonetici

  3. relativi alla masticazione

 

La mancanza di denti produce effetti negativi sull’aspetto del soggetto, compromettendone la bellezza del sorriso, inoltre, altera la sua capacità di pronunciare correttamente le parole e rende complicata la masticazione, condizionando, di conseguenza, una corretta alimentazione. Una protesi dentale fissa risolve in via definitiva tutti questi disagi e restituisce al paziente una dentatura totalmente naturale.

Per far sì che un impianto dentale abbia la durata più lunga possibile, è innanzitutto importante curarne la corretta igiene sia domiciliare che professionale.

 

Rischi

Quali sono i rischi dell’implantologia dentale? I più comuni sono i seguenti:

  1. sanguinamento dopo l’intervento

  2. gonfiore

  3. insuccesso dell’impainto (anche a distanza di mesi) per mancata osteointegrazione

 

Lo Spettabile Dott. Paolo Laloè, Dentista prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa procedura con un approfondimento sui benefici della stessa:

Negli ultimi anni, l'avvento dell'implantologia a carico immediato computer guidata ha accresciuto la possibilità di intervenire con successo in molti casi clinici limitando l'invasività chirurgica.

Tale tecnica ha il grande vantaggio di ridurre considerevolmente il rischio di edema e sanguinamento post-operatorio. Il paziente potrà quindi, in sole 24 ore, uscire dallo studio, senza dolore né gonfiore e con la sua nuova dentatura.

Questa metodica è particolarmente indicata, qualora siano presenti i requisiti, per soggetti cardiopatici o diabetici e per pazienti sottoposti a terapie anticoagulanti.