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Osteopatia - medicina complementare

Osteopatia - medicina complementare

Descrizione
L’Osteopatia è una medicina complementare che si affianca e completa la medicina tradizionale e nel 2002 è stata riconosciuta dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come disciplina salutistica, che si fonda su un sistema di cura olistico, basato sulla valutazione, diagnosi e trattamento di svariate patologie, ed interviene su persone di tutte le età, dal neonato all’anziano, e pazienti con esigenze specifiche (come le donne in gravidanza).
Il trattamento osteopatico si basa sul contatto manuale e sulla manipolazione, principalmente per la cura dei disturbi che interessano l'apparato neuro-muscolo-scheletrico, cranio-sacrale e viscerale, inoltre, contribuendo alla cura di svariate patologie, i suoi trattamenti possono risultano efficaci nel mantenimento del benessere generale dell’individuo.
L’approccio osteopatico si basa su una visione d’insieme del corpo umano e la sua applicazione può essere risolutiva nel trattamento di diverse patologie quali: ernia del disco, lombosciatalgie, spondilosi cervicale, lordosi cervicale, sciatalgie, discopatie, dolori articolari e muscolari da trauma, cefalee, alterazioni dell’equilibrio, nevralgie ma anche otiti, sinusiti, disturbi ginecologici e digestivi.

Un po' di storia
L’Osteopatia,  come disciplina nasce in America nel 1874 grazie al chirurgo americano Dott. Andrew Taylor Still, considerato il suo fondatore, il quale studiò per primo le relazioni esistenti tra l’equilibrio funzionale dell’insieme delle strutture del corpo e la salute.
Il nome si rifà al concetto che l'osso (ostèon) è il punto di partenza delle condizioni patologiche e quindi della sofferenza (pathos).
Il Dott. Still affermava che l’Osteopatia poteva riassumersi in un assunto unico e fondamentale: “la struttura governa la funzione”. Secondo le sue deduzioni e i suoi studi, la perfezione di ogni funzione del nostro corpo è legata alla perfezione della struttura portante e, se tale equilibrio viene alterato, ci si origina una disfunzione osteopatica, caratterizzata da una scorretta mobilità di una zona del corpo. Se una parte dell’organismo è alterata, allora ci sarà una reazione dell’organismo che troverà delle nuove zone di adattamento, non favorevoli al benessere generale dell’organismo.
Il Dott. Still, deluso dalla medicina tradizionale, riuscì nei suoi studi ad elaborare una differente concezione del corpo umano e di come curarlo, ed elaborò una serie princìpi a cui, tuttora, l’Osteopatia moderna fa riferimento.
Successivamente, nel 1892 venne fondata la prima scuola di Osteopatia e, durante la presidenza di Theodore Roosevelt, l'Osteopatia fu ufficialmente riconosciuta negli Stati Uniti.
In Europa, la disciplina si diffuse in maniera difforme, partendo dal Regno Unito nel 1911, per poi arrivare ad essere riconosciuta in Finlandia, Belgio, Francia e in altri paesi europei, mentre in altri, come la Spagna e l’Italia, ancora oggi non è riconosciuta come scienza medica. 

 

Formazione professionale
Nel 2002 l'Osteopatia è stata riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e inserita tra le Medicine Non Convenzionali. Tuttavia, le istituzioni sanitarie italiane non sono ancora in linea con le direttive dell’Oms che chiedono di integrare le medicine non convenzionali nel Sistema Sanitario Nazionale e di uniformare quanto più possibile le legislazioni.
Ad oggi, dunque, l'Osteopatia non è ancora riconosciuta dal Servizio Sanitario Nazionale Italiano, mentre è regolarmente riconosciuta in Inghilterra, Belgio, Francia, Finlandia, Svizzera,  Stati Uniti, Canada, Australia, ed è in fase di regolamentazione in molti altri paesi.
In Italia, nonostante il vuoto legislativo, la formazione degli osteopati è regolamentata dalle associazioni, dai registri e dai sindacati di categoria che, ponendosi in linea con le indicazioni europee, stabiliscono precisi requisiti di accesso alla professione ed indicano un rigoroso modello didattico alle scuole che vogliono essere riconosciute e accreditate.
Quindi, l’osteopata è un professionista sanitario, che ha seguito dei corsi specialistici professionali in Osteopatia riconosciuti dal Registro Osteopati Italiani (R.O.I.), dalla durata variabile di cinque o sei anni, a seconda del percorso di formazione precedentemente concluso.
Infatti, per intraprendere la professione di Osteopata si può frequentare un corso di Osteopatia a tempo pieno della durata di cinque anni, subito dopo la scuola media superiore, quindi dopo il conseguimento del diploma di maturità. Altrimenti, se si è già in possesso di una laurea di primo livello in ambito medico-sanitario (ad esempio in Fisioterapia, Medicina e Chirurgia, Odontoiatria o Scienze Motorie), si può seguire un corso di Osteopatia part-time dalla durata di sei anni.
In Italia, la formazione in Osteopatia è gestita da istituti scolastici privati accreditati dal Registro degli Osteopati d'Italia, che garantiscono iter didattici conformi alle indicazioni del CEN (Comitato Europeo di Normazione) e rispettano gli standard europei.

Associazioni di settore
IlConsiglio Superiore di Osteopatia (CSdO) rappresenta l'Osteopatia in Italia ed è costituito dalle maggiori associazioni di professionisti presenti sul territorio nazionale, ovvero l’Associazione Medici Osteopati Italiani (A.M.O.I), Il Registro degli Osteopati d'Italia (R.O.I.), l’Unione Professionale Osteopati d’Italia (U.P.O.I), l’Accademia Italiana di Medicina Manuale (A.I.M.M.) e la Federazione Sindacale Italiana Osteopati (Fe.S.I.Os).